Analisi congiunturale consumi e prezzi edita dall’ufficio studi di Confcommercio, rapporto n. 11 novembre 2014.
La fragile convinzione che la fase più negativa dell’attuale crisi sembrasse superata non si traduce in un sensibile recupero dei consumi, ma sembra registrare invece una sostanziale stagnazione.
Le imprese invece evidenziano aspettative più favorevoli, con un recupero del clima di fiducia degli operatori di tutti i settori economici. Secondo le stime di Confindustria, la produzione industriale avrebbe registrato ad Ottobre un aumento dello 0,2% (- 0,2% a Settembre). Segnali positivi emergono anche dal mercato del lavoro segnalando, dopo oltre un biennio, una crescita occupazionale su base annua (+ 130 mila).
L’Indicatore Consumi Confcommercio (ICC) registra a Settembre una diminuzione dello 0,2% rispetto ad Agosto 2014 e un calo dello 0,6% tendenziale. Questi dati derivano da una flessione dello 0,4% della domanda per la componente relativa ai servizi e da una stasi della componente relativa ai beni.
Analizzando le singole macro – funzioni di spesa si registra un aumento dello 0,2% per i beni e servizi per la mobilità, per la comunicazione e per la casa. La spesa per alimentari segnala una stabilità, mentre si evidenziano delle diminuzioni più o meno sensibili per i beni e servizi ricreativi (- 0,8%), ad esempio – 0,6% per giochi, lotterie, alberghi, pasti e consumazioni fuori casa. La spesa per beni e servizi per la cura della persona segnala – 0,3% e per abbigliamento e calzature – 0,2%.
L’orientamento registrato dall’ICC di settembre con la diminuzione del 0,6% riassume una flessione della domanda relativi ai servizi (-0,9%) e della spesa per i beni (-0,4%). Note positive vengono dai beni e servizi per le comunicazione (+5,2%) e per i beni e servizi per la mobilità (+1%). Per tutti gli altri capitoli di spesa si rilevano, su base annua, diminuzioni pari o superiori all’1,0%.
Analizzando le diverse variabili si stima per il mese di Novembre 2014 una diminuzione dello 0,1% dell’indice generale, con un tasso di variazione tendenziale pari allo 0,2% dei prezzi al consumo.
 
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