Sono certo che - soprattutto in ambiente bancario ed aziendale - avete già sentito parlare dell'EBIT come elemento "critico" per monitorare lo "stato di salute" e dei flussi di cassa di un'impresa.  
 
L'EBIT è l'acronimo che deriva dall'espressione inglese Earning Before Interest and Tax ed è un "indice" che rappresenta il reddito operativo che in pratica enuncia la capacità di un'azienda di realizzare un reddito disponibile per ripagare i terzi che hanno apportato capitale di credito (come banche e terzi finanziatori) attraverso interessi o assimilati - di pagare le imposte e di remunerare il capitale proprio mediante l’utile realizzato.
 
L'EBIT viene determinato con la rielaborazione scalare del conto economico e viene soprattutto utilizzato nell'analisi di bilancio per calcolare indici come il ROI (che indica la redditività e l'efficienza economica della gestione caratteristica a prescindere dalle fonti utilizzate) e il ROS (acronimo di Return On Sale).
 
Nel nuovo conto economico dopo l’Ebit troviamo i costi e ricavi finanziari, i costi e ricavi eccezionali (solo per i conti economici dei bilanci chiusi fino al 31/12/2015), le imposte e infine l'Utile netto d'esercizio.
 
Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 23-06-2016