Nota del Centro Studi Confindustria n. 1 del 16 giugno 2012 (download .pdf)

Oggetto: «Incentivi pubblici: spesi quasi 35 miliardi, ma alle imprese industriali ne arrivano meno di tre»

Abstract
«Stabilire il reale ammontare degli incentivi alle imprese è un vero e proprio rebus. Esistono, infatti, ben cinque fonti ufficiali che forniscono numeri tra loro molto diversi, perché rispondono a finalità differenti. Ciò genera grande confusione e si presta a un uso inappropriato e talvolta strumentale dei dati, come se si riferissero allo stesso aggregato, agli stessi soggetti e fossero calcolati nello stesso modo. Dal conto economico della pubblica amministrazione risultano contributi totali alle imprese per 34,6 miliardi nel 2010. Ma anzitutto il termine impresa è in realtà un’etichetta residuale, che include anche soggetti che nulla hanno a che fare con un’attività imprenditoriale con
fini di lucro (CONSOB, ENAV, scuole e università private, municipalizzate). Cosicché, la quasi totalità di questi denari del contribuente finisce a coprire parte dei costi di produzione di servizi di pubblica utilità.
In realtà, alle autentiche imprese, arrivano incentivi per 4,5 miliardi. La stima è della Commissione europea, che prende in considerazione le somme erogate legge per legge e finanziate con risorse nazionali e secondo la quale le aziende industriali beneficiano di 3,0 miliardi. Ma se si considerano solo l’industria in senso stretto e i servizi alla produzione, MET indica 2,7 miliardi pagati, compresi i fondi comunitari.
Per quantificare l’ammontare reale degli incentivi alle imprese italiane occorre districarsi in un dedalo di fonti e statistiche, che di volta in volta indicano numeri molto diversi tra loro.
Cosicché nel dibattito pubblico regna la confusione massima».