Nota del Centro Studi Confindustria n. 2 del 23 giugno 2012 (download .pdf)

Oggetto: «La Cina vince in due mosse nel risiko delle materie prime per l’industria Nota CSC»

Abstract

«La Cina, prima potenza industriale (con il 21,7% di quota sulla produzione mondiale), da anni si muove sullo scacchiere globale con le sue imprese per garantirsi l’approvvigionamento di materie prime, attraverso investimenti diretti all’estero (IDE) e contratti.
Il costo elevato e soprattutto la scarsa disponibilità di commodity si sono manifestati nitidamente nel 2010. Nonostante si siano già presentati nel corso della storia economica e benché nei paesi avanzati sia affermata la tendenza alla smaterializzazione delle produzioni, costituiscono una minaccia al regolare svolgimento dell’attività manifatturiera, e non solo, giacché l’energia è impiegata in ogni attività produttiva e le derrate alimentari non sono meno cruciali.
Gli IDE realizzati dalle imprese cinesi, per lo più a controllo statale, sono in costante crescita (dai 10,2 miliardi di dollari nel 2005 ai 72,7 nel 2011; 309 cumulati in sette anni) e sono per la quasi totalità indirizzati all’estrazione, alla lavorazione e all’invio in Cina di energia, metalli e altri input primari di origine agricola e non.
Obbediscono a una precisa strategia che ha l’obiettivo di garantire l’approvvigionamento di quantità crescenti di commodity, essenziali per la prosecuzione del tumultuoso sviluppo economico della Cina. Una strategia che non è esente da rischi geo-politici».