Il Business Plan (BP) - o Piano d'imprea - è uno strumento operativo che in maniera organica e sistematica esplicita tutti gli elementi che compongono ogni piano imprenditoriale al fine di pianificare, analizzare e trovare punti critici.
 
Il Business Plan può essere definito “bussola dell’imprenditore” poichè dovrebbe esprimere le richieste mutevoli del mercato; lo strumento BP prevede:
  • PIANIFICAZIONE: elaborazione della strategia;
  • CONTROLLO: monitoraggio dei risultati derivanti dall'applicazione della strategia definita in fase di pianificazione;
  • COMUNICAZIONE: serve a tutta la platea di soggetti che sono interessati al destino imprenditoriale di una data azienda (i piani d’azienda delle società pubbliche vengono pubblicati a norma di legge);
  • ANALISI:
    • del mercato di riferimento e delle sue caratteristiche;
    • delle possibilità di penetrare nel mercato;
    • del livello di concorrenza → strategie concorrenziali.
Il Business Plan viene redatto in due parti.
La prima parte è descrittiva del progetto nella sua complessità, specificandone i punti di forza e di debolezza, mentre la seconda parte si può definire analitico-numerica e riguarda le proiezioni economico – finanziarie. Il primo passo per elaborare un Business Plan consiste in un piano di fattibilità, attraverso il quale si verifica la possibilità di intraprendere o meno un determinato progetto.
 
Per comprendere la razionalità del Business Plan è utile identificarne le "funzioni", che si suddividono - in senso verticale - in "interne" ed "esterne". Nell'ambito delle funzioni interne, è presente, in primo luogo, la valutazione della fattibilità della nuova iniziativa imprenditoriale; in secondo luogo, la valutazione sui nuovi investimenti, dopodichè vi è la funzione di monitoraggio e controllo dello sviluppo aziendale ed infine una funzione più generale di sviluppo ed approfondimento all’interno dell’azienda. Passando alle funzioni esterne, vi sono la richiesta di finanziamenti esterni ordinari o agevolati (agevolazioni pubbliche), la promozione di nuovi accordi contrattuali e commerciali e l'ottenimento delle certificazioni di qualità ambientale.
 
Naturalmente ogni progetto imprenditoriale ha un suo specifico intento, di conseguenza ogni Business Plan viene plasmato sulla base degli obiettivi e delle caratteristiche appartenenti al progetto stesso. Si è reso però necessario nel corso del tempo qualificare dei Principi per la redazione del Business Plan, in modo da rendere quest'ultimo uno strumento universale che - nonostante le peculiarità di ogni idea di impresa - rispondesse a dei postulati riconosciuti e riconoscibili. I principi sono stati approvati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, attraverso il documento "Linee Guida alla redazione del Business Plan", curato dal Gruppo di Lavoro Area Finanza Aziendale.
Per la loro formulazione è stata considerata l’importanza del concetto di pianificazione aziendale, in particolare le formulazioni di carattere economico – finanziario e strategico.
 
I principi di redazione del BUSINESS PLAN sono:
  1. CHIAREZZA: semplicità di lettura e comprensibilità. Per aiutare la chiarezza si cerca l’UNIVOCITÀ A LIVELLO TERMINOLOGICO;
  2. COMPLETEZZA: non c’è bisogno di un appesantimento informativo, ma si tratta di completezza sostanziale (dei contenuti) e formale (dei documenti);
  3. AFFIDABILITÀ: deve essere ricostruibile il procedimento che ha permesso la raccolta dei dati, che devono essere ben documentati. Deve, inoltre, essere possibile analizzare i dati raccolti (quando e dove sono stati raccolti);
  4. NEUTRALITÀ;
  5. TRASPARENZA: il contenuto del BP deve essere di facile lettura a ritroso;
  6. ATTENDIBILITÀ: vengono confrontate le simulazioni proposte nel piano ed i riscontri logico – quantitativi.
E' possibile fornire una esemplificazione dei principali obiettivi che un Business Plan si prefigge di raggiungere:
  • Migliorare la pianificazione:
    • dell’utilizzo delle risorse;
    • delle strategie (attuali e future);
    • delle tattiche aziendali;
  • Misurare le prestazioni;
  • Ridurre la soggettività del processo decisionale;
  • Migliorare la comunicazione:
    • Interna
    • Esterna
Infine, il Business Plan rappresenta uno strumento di dialogo tra molti soggetti economici e tra i suoi utilizzi principali rientrano:
  • Investimenti in aziende già esistenti;
  • Analisi dello sviluppo aziendale della propria azienda;
  • Concessione di prestiti da parte degli istituti di credito;
  • Finanza agevolata;
  • Certificazioni di qualità o ambientali;
  • Promozione di nuove partnership;
  • Scambi di partecipazioni tra aziende.
"Non è la più forte delle specie che sopravvive, nè la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti" - Charles Darwin
 
Articolo redatto dal Dott. Riccardo Cerulli - 30/09/2015