Osservatorio delle Società di Capitali n. 4/2011
 
La personalità giuridica delle società di capitali.
Il codice civile del 1942 disciplina l’attività dei soci e quella degli amministratori, che trova la sua fonte, non più nel mandato dei soci come era nel codice di commercio del 1882 (art. 121), bensì nella legge, che disciplina anche l’attività del collegio sindacale.
Gli organi sociali, in altri termini, con la codificazione civile del 1942 assumono competenze originarie ed inderogabili, non avendosi più un potere dei soci derivante dalla esecuzione del contratto sociale, con la posizione degli amministratori come mandatari. La partecipazione dei soci assume quindi, con il codice civile del 1942, un carattere prettamente capitalistico: essa viene riferita alla entità economica della quota di capitale da ciascuno posseduta (art. 2351, comma 1 c.c.), mentre l’art. 157 del codice di commercio del 1882 prevedeva ancora il voto scalare.
Il termine persona giuridica assume allora il significato di soggetto dotato di una articolazione imperativa di competenze. Le società di capitali sono infatti dotate di un nucleo fondamentale di norme inderogabili riguardanti la loro struttura organizzativa, con la attribuzione di competenze proprie di ciascun organo (assemblea dei soci, amministratori e collegio sindacale). Detta disciplina imperativa assume in particolare il carattere di disciplina di ordine pubblico, con la prescrizione delle relative responsabilità in capo agli amministratori e ai sindaci, a tutela dei terzi creditori e dell’integrità del patrimonio sociale (artt. 2394 e 2407, ultimo comma c.c.).


Articolo redatto il 3.11.2011 dall'Avvocato Emanuele Verghini - Studio Legale Verghini Roma