Domanda) E' possibile detrarre le attività sportive dei ragazzi ? E in che modo?

Risposta) La risposta è affermativa. Tale tipo di detrazione è regolata dalla Legge. Nello specifico parliamo dell'articolo 15 del Testo Unico Imposte Dirette che al comma 1, lettera 
i-quinquies che precisa che sono detraibili nella misura del 19% "le spese, per un importo non superiore a 210 euro, sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi di eta' compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, o Ministro delegato, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, e le attivita' sportive"
 
La detrazione va fatta valere nella dichiarazione dei redditi dovè è possibile indicare le spese sostenute per la pratica sportiva dei figli, di età compresa tra i 5 e i 18 anni
Con la Circolare 34/E/2008 (quesito n. 14.1) l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che il requisito dell'età ricorre anche se sussiste per una sola parte del periodo d’imposta.
 
L'importo massimo detraibile per figlio - da indicare in dichiarazione - è pari ad euro 210,00

Salve, vorrei sapere se è possibile detrarre le spese veterinarie nella dichiarazione dei redditi ?

Sì, è possibile. In particolare, si tratta di una tipologia di spesa per la quale spetta una detrazione del 19%.
L'importo non può essere superiore a 387,34 euro con una franchigia di 129,11 euro. La detrazione spetta nella misura del 19 per cento. Quindi, ad esempio, per spese veterinarie sostenute per un ammontare totale di euro 400,00, sarà calcolata la detrazione del 19 per cento su un importo di euro 258,23- cioè: 387,34 (che è il massimo consentito) meno 129,11 (che è la franchigia). La massima detrazione fruibile in soldoni è quindi di 49 euro. Il limite è unico per tutte le spese veterinarie sostenute, indipendentemente dal numero di animali posseduti.
 
Come chiarito dall'Agenzia delle Entrate (circolare 55/E/2001) il soggetto che ha sostenuto le spese, anche se non è proprietario dell’animale, ha diritto alla detrazione delle spese pagate.
 
Le di spese ammesse alla detrazione sono:

I giocatori che percepiscono vincite giocando nei casino’ online regolarmente autorizzati Aams (Agenzia delle dogane e dei monopoli), non devono dichiarare nulla nel proprio modello di dichiarazione dei redditi e non devono pagare ulteriori tasse.

Infatti sulle vincite erogate dai Casinò online Aams, gli stessi trattengono e versano direttamente allo Stato una ritenuta alla fonte del 25% ex articolo 30 del DPR n. 600/73. Al giocatore viene quindi erogata una somma netta che non entrerà a far parte del suo reddito imponibile Irpef.
 
Lo stesso ragionamento non si può però applicare alle vincite di casinò online non autorizzati dai Monopoli che andranno invece indicate dai giocatori nella propria dichiarazione dei redditi nel quadro relativo ai redditi diversi.
 
Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 23-07-2016
Buongiorno, a seguito di un ciclo di chemioterapia ho subito la perdita dei capelli e ho acquistato una parrucca correttiva. Vi chiedo se tale spesa documentata è detraibile dalla dichiarazione dei redditi. Grazie.

Le dichiarazione dei redditi tardive sono quello non inviate entro gli ordinari termini di scadenza, ma spedite entro i successivi 90 giorni.  

Con riguardo al modello Unico2016, il cui ordinario invio è previsto per il prossimo 30 settembre,  la tardiva presentazione potrà essere eseguita entro il 29 dicembre 2016.
In questo caso le dichiarazioni si considerano valide (non omesse) ma sono soggette a sanzioni. Per sanare tale violazioni i contribuente devono presentare il modello Unico e contestualmente pagare la sanzione ridotta di euro 25,00 (1/10 di euro 258,00 ex art. 13 comma 1 del D. Lgs. 472/97).  Attenzione l’importo di euro 25 va pagato per ciascuna dichiarazione (redditi/IVA/Irap) tardiva presentata non considerando l’invio unificato delle stesse. 
 
La sanzione va pagata con il modello F24 indicando il codice tributo 8911 e indicando come anno di riferimento il 2016; anno in cui è stata commessa la violazione.

L’eventuale omesso o carente pagamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione è punito con l'ordinaria sanzione amministrativa del 30% per ogni importo non pagato. I pagamenti delle imposte possono comunque essere ravveduti beneficiando delle riduzioni previste dall'art. 13 del D.Lgs. 472/1997 (ravvedimento lungo).

Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 13-08-2016
 

 

Se la scandeza fiscale cade in un giorno festivo, entro quando posso effettuare il pagamento?

Salve,
è possibile pagare in tempo entro il primo giorno lavorativo successivo alla data fissata per il giorno festivo.

Le fonti normative sono le seguenti:
  • DECRETO-LEGGE 31 maggio 1994, n. 330 - Semplificazione di talune disposizioni in materia tributaria
    Art. 6 - Disposizioni concernenti la riscossione
    Comma 8. Il pagamento di ritenute alla fonte, di imposte, di tasse e contributi erariali, regionali e locali il cui termine cade di sabato o di giorno festivo è considerato tempestivo se effettuato il primo giorno lavorativo successivo.
  • DECRETO LEGISLATIVO 9 luglio 1997, n. 241 - Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonchè di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni
    Art. 18 - Termini di versamento
    1. Le somme di cui all'articolo 17 devono essere versate entro il giorno sedici del mese di scadenza. Se il termine scade di sabato o di giorno festivo il versamento è tempestivo se effettuato il primo giorno lavorativo successivo.
La risposta al presente quesito è stata elaborata dal Dott. Riccardo Cerulli
 
Salve, mi chiamo Flavio e ho bisogno di informazioni circa una prestazione occasionale che dovrei fare. In pratica mi è stato chiesto da parte di un'azienda di effettuare un piccolo lavoro di giardinaggio e vorrei sapere che tipo di documentazione dovrei rilasciare, visto che non ho la partita IVA?

Caro Flavio,
in base all'art. 61 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, un rapporto di lavoro si considera "prestazione occasionale" quando:
  • si svolge per un periodo inferiore a 30 giorni in un anno per lo stesso committente;
  • viene corrisposta una cifra inferiore a 5.000,00 €.

Se rientri in queste caratteristiche, per avere una documentazione che possa attestare l'avvenuto rapporto di lavoro, dovrai semplicemente rilasciare una ricevuta (con la marca da bollo di euro 1,81 da applicare se la stessa ricevuta è di importo superiore a 77,47). La ricevuta avrà una ritenuta di acconto del 20% sul compenso lordo.

Per scaricare un fac simile di ricevuta clicca qui, dove troverai anche un contratto di prestazione occasionale.

Non sarà necessario avere una partita IVA o iscriversi all'INPS.
Dovrai quindi effettuare la dichiarazione dei redditi. A tal proposito, ti ricordo che ti dovrà essere consegnata la certificazione del soggetto passivo d'imposta che ti ha commissionato il lavoro (per quanto concerne la tempistica, la certificazione della ritenuta d'acconto dovrà essere inviata - da parte del committente - entro il 28 febbraio di ogni anno successivo al lavoratore autonomo al quale si sono effettuati pagamenti l'anno precedente. Nella certificazione è obbligatorio indicare l'avvenuto pagamento dei compensi e la trattenuta effettuata, sottoscritta e appositivamente firmata).

Per visualizzare un modello di certificazione clicca qui.


La risposta al presente quesito è stata elaborata in data 5 febbraio 2013 dal Dott. Riccardo Cerulli
Salve, dovrei effettuare alcune detrazioni per carichi di famiglia, ma non sono sicuro che mio figlio maggiore sia ancora a mio carico poichè ha iniziato a lavorare. Come posso stabilire se è ancora fiscalmente a mio carico?

Dal punto di vista reddituale, la risposta alla sua domanda è contenuta nel comma 2 dell'articolo 12 («Detrazioni per carichi di famiglia») del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), che cito testualmente:
«2. Le detrazioni di cui ai commi 1 e 1-bis spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscono possiedano un reddito complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonchè quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica, non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili».
In estrema sintesi, il familiare può essere considerato fiscalmente a carico se non dispone di un reddito proprio superiore a 2.840,51 € al lordo degli oneri deducibili.
Si ricorda, infine, che per configurare la condizione di parentela o affinità, devono essere presenti i legami di seguito indicati:
  • coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • figli, compresi quelli naturali riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati;
  • altri familiari (genitori, generi, nuore, suocere, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi o che ricevano dallo stesso un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell'autorità giudiziaria.
La risposta al presente quesito è stata elaborata dal Dott. Riccardo Cerulli
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