Calendario rate Unico 2016
 
Il contribuente può scegliere di pagare in rate mensili le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte (compresi i contributi risultanti dal quadro RR relativi alla quota eccedente il minimale), ad eccezione dell’acconto di novembre che deve essere semper pagato in un’unica soluzione. In ogni caso i versamenti rateali devono essere completati entro il mese di novembre.
La rateazione non deve necessariamente riguardare tutti gli importi. Ad esempio, è possibile rateizzare il primo acconto IRPEF e versare in un’unica soluzione il saldo, o viceversa. I dati relativi alla rateazione devono essere inseriti nello spazio “Rateazione/Regione/Provincia” del modello di versamento F24. Sugli importi rateizzati sono dovuti gli interessi da calcolarsi secondo il metodo commerciale, tenendo conto del periodo decorrente dal giorno successivo a quello di scadenza della prima rata fino alla data di scadenza della seconda. Si ricorda che gli interessi da rateazione non devono essere cumulati all’imposta, ma devono essere versati separatamente. Anche quest'anno i pagamenti delle imposte dei contribuenti interessati dagli studi di settore sono stati differiti al 06 luglio 2016. Beneficia della dilazione anche il contribuente per il quale operano cause di esclusione o di inapplicabilità dagli studi di settore. Il nuovo calendario è quindi così rideterminato: 
 

 

CONTRIBUENTI PERSONE FISICHE NON TITOLARI DI PARTITA IVA CHE NON BENEFICIANO DELLA PROROGA

La dichiarazione dei redditi modello unico si considera omessa quanto non è stata presentata o quando è stata inviata con un ritardo superiore ai 90 giorni dal termine originario di presentazione.
Nel caso un cui il modello unico sia inviato entro i 90 giorni, la dichiarazione non si considera omessa ma tardiva.
 
Sanzioni amministrative previste per i contribuenti che non presentano la dichiarazione dei redditi:

- Sanzione tributaria dal 120% al 240% dell'ammontare delle imposte dovute (art. 1 comma 1 e 3 del D.Lgs. 471/97). Dal 2016 la sanzione va dal 60 al 120% nel caso in cui il contribuente provveda a presentare una nuova dichiarazione entro i termini della dichiarazione per l'anno successivo mentre rimane dal 120 al 240% se non provvede all'invio della dichiarazione. Si ricorda che il Decreto Legislativo 24 settembre 2015, n. 158 ha revisionato il sistema delle sanzioni amministrative tributarie, la cui efficacia, inizialmente prevista al primo gennaio 2017, è stata anticipata dalla legge Stabilità 2016, al 01 gennaio 2016.

- Se dalla dichiarazione omessa non risultano imposte dovute allora fino al 31 dicembre 2015, è prevista una sanzione da 258 euro a 1.032 euro; dal 1° gennaio 2016 la  sanzione irrogabile passa da euro 250,00 a 1.000,00. Se si presenta la dichiarazione entro i termini dell'anno successivo, la sanzione va da 150 a 500 euro.

- Omessa dichiarazione Irap, sanzioni dal 120% al 240% dell'imposta dovuta (D.Lgs. 446/97 articolo 32, comma 1).

- Omessa dichiarazione Iva: fino al 31 dicembre 2015 sanzione dal 120% al 240% dell'ammontare del tributo dovuto per il periodo d'imposta (D.Lgs. n. 471/97 articolo 5, comma 1). Dal 2016 la sanzione per l’omessa presentazione di dichiarazione IVA senza imposte dovute, va da 250 ad euro 2.000,00. 
 
Nel caso in cui il contribuente abbia pagato le imposte ma non abbia inviato la dichiarazione dei redditi, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che in questo caso si applica la sanzione fissa prevista dal D.lgs. n. 471/97 di euro 258,00. 
 
Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 28-08-2016
 
Tra le spese detraibili dalle tasse da indicare nella dichiarazione dei redditi di quest’anno vi possono anche essere le spese sostenute  per le attività sportive esercitate dai figli che rispettano alcuni requisiti e condizioni:
1)    Requisito anagrafico: figli a carico di età compresa tra i 5 e i 18 anni. Si ritiene che se un ragazzo compia il 18esimo anno di età nel periodo di imposta la detrazione sia comunque spettante.
2)    Spese ammesse in detrazione: quelle relative all’iscrizione annuale e all’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, o Ministro delegato, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, e le attività sportive.

Il canone di abbonamento alla televisione è dovuto da chiunque abbia un apparecchio televisivo (art. 1 del R.D.L., n. 246/38) e si paga una sola volta all’anno e una sola volta a famiglia, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione.

Chi deve pagare il canone in famiglia, se la moglie ha sempre pagato l'abbonamento tv mentre l’utenza elettrica residenziale è invece intestata al marito ?
Se marito e moglie appartengono alla medesima famiglia anagrafica, il canone è dovuto una sola volta. Il canone sarà addebitato solo sulla fattura per la fornitura di energia elettrica intestata al marito e lo sportello SAT procederà alla voltura del canone di abbonamento nei confronti del marito. Nessuna dichiarazione sostitutiva deve essere presentata dalla moglie o dal marito.

È tenuto al pagamento del canone TV il contribuente intestatario dell'utenza elettrica, titolare di un bed and breakfast, se già paga il canone TV speciale per l'unico apparecchio TV presente nell'alloggio (a disposizione della famiglia e degli ospiti) ?

La detenzione di un apparecchio televisivo fuori dall'ambito familiare comporta l'obbligo di stipulare un canone speciale. Pertanto, in tutti quei casi in cui l'apparecchio sia installato in locali che ne permettano la visione anche ai propri clienti, è dovuto non già il canone ordinario, ma quello speciale.
Nel caso in esame, considerato che opera la presunzione di detenzione introdotta dalla legge di stabilità 2016 e che il contribuente già paga il canone speciale, lo stesso può presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione compilando il quadro A.

Cosa deve fare un contribuente ricoverato in una casa di riposo ?
Se il contribuente detiene un apparecchio tv nella propria abitazione è tenuto al pagamento del canone anche se è ricoverato in casa di riposo.
Se il contribuente non possiede la TV, qualora sia titolare di un'utenza elettrica con tariffa residenziale, per evitare l'addebito del canone nella fattura elettrica, dovrà presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione.
Se, invece, il contribuente non possiede la TV e non è titolare di un'utenza elettrica con tariffa residenziale (ad esempio, perché l'utenza elettrica è intestata al figlio che risiede in altra abitazione) ed è già titolare di abbonamento alla TV dovrà seguire la procedura già utilizzata negli anni passati e, quindi, dovrà dare disdetta dell'abbonamento ai sensi dell'art. 10 del RDL n. 246/1938, inviando un'apposita raccomandata allo Sportello SAT dell'Agenzia delle entrate.

Nel concetto di "famiglia anagrafica", sono incluse le coppie di fatto residenti nella stessa abitazione ?

La presentazione del modello 730 non è sempre obbligatoria.
Clicca qui per scaricare l'infografica con le ipotesi di esonero previste per quest'anno.

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