Modello e istruzioni IRAP 2014
 
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Scheda informativa
I contribuenti soggetti a Irap devono dichiarare, in ogni periodo d'imposta, i componenti positivi e negativi che concorrono alla formazione della base imponibile, anche se non si genera alcun debito d'imposta.
La dichiarazione Irap deve essere presentata, esclusivamente in via telematica, all'Agenzia delle Entrate entro il 30 settembre.
Chi deve presentare la dichiarazione
Presupposto dell’imposta, il cui periodo coincide con quello delle imposte sui redditi, è l’esercizio abituale, nel territorio delle regioni, di attività autonomamente organizzate dirette alla produzione o allo scambio di beni o alla prestazione di servizi.
L’attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato, costituisce in ogni caso presupposto d’imposta.
Devono quindi presentare la dichiarazione Irap:
  • le persone fisiche esercenti attività commerciali titolari di redditi d’impresa (articolo 55 del Tuir) a eccezione dei minimi
  • le persone fisiche esercenti arti e professioni titolari di redditi di lavoro autonomo (articolo 53, comma 1, del Tuir) a eccezione dei minimi
  • i produttori agricoli titolari di reddito agrario (articolo 32 del Tuir), esercenti attività di allevamento di animali e che determinano il reddito secondo un particolare calcolo (descritto nell’articolo 56, comma 5 del Tuir) che tiene conto del numero dei capi allevati
  • coloro che esercitano attività di agriturismo e che, per la determinazione del reddito, si avvalgono di un regime semplificato (articolo 5 della Legge 413/1991)
  • le società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle equiparate (articolo 5 del Tuir), comprese le associazioni costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni
  • le società e gli enti soggetti all’imposta sul reddito delle società (Ires) cioè le società per azioni e società in accomandita per azioni, Srl, società cooperative e di mutua assicurazione; i trust e gli enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali; le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato, per l’attività esercitata nel territorio delle regioni per un periodo di tempo non inferiore a tre mesi mediante stabile organizzazione (articolo 73, comma 1, lettere a) e b) del Tuir)
  • gli enti privati diversi dalle società e i trust, residenti nel territorio dello Stato che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali
  • gli enti non commerciali, compresi i trust, società semplici e associazioni equiparate, non residenti, che hanno esercitato nel territorio dello Stato, per un periodo non inferiore a tre mesi, attività rilevanti agli effetti dell’Irap mediante stabile organizzazione, oppure che hanno esercitato attività agricola nel territorio stesso
  • le Amministrazioni pubbliche.
Le persone fisiche non residenti sono tenute alla dichiarazione Irap se esercitano in Italia attività commerciali, artistiche o professionali, per un periodo di almeno tre mesi, mediante stabile organizzazione o base fissa, oppure nel caso di esercizio in Italia di attività agricole.
Sono invece esonerati dalla dichiarazione Irap:
  • i contribuenti esercenti attività d'impresa, arti o professioni che hanno aderito al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98)
  • gli incaricati di vendita a domicilio soggetti alla ritenuta a titolo d’imposta
  • i produttori agricoli con volume d’affari annuo non superiore a 7.000 euro, esonerati dagli adempimenti Iva (articolo 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972) a condizione che non abbiano rinunciato al regime di esonero e non svolgono altre attività rilevanti ai fini Irap.
Attenzione: La dichiarazione Irap va presentata anche dai soggetti in liquidazione volontaria. Nei casi di fallimento e di liquidazione coatta amministrativa, l’obbligo dichiarativo sussiste solo se vi è esercizio provvisorio. In queste ipotesi, l’imposta è determinata secondo le stesse regole applicabili in via ordinaria e il curatore o il commissario liquidatore sono tenuti a presentare la dichiarazione Irap in relazione ai singoli periodi d’imposta, compresi nell’ambito della procedura, autonomamente considerati.
Come si presenta
La dichiarazione Irap va presentata in via telematica:
  • direttamente, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate
  • tramite intermediari abilitati (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.).
E’ possibile, inoltre, presentare la dichiarazione tramite gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, che forniscono assistenza anche per la compilazione.
Presentazione telematica diretta
I contribuenti che compilano la propria dichiarazione, possono scegliere di trasmetterla direttamente, senza avvalersi di un intermediario abilitato, o di consegnarla a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Chi sceglie di trasmettere la dichiarazione Irap deve utilizzare:
  • il servizio telematico Fisconline, a meno che non sia tenuto a presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770) per un numero di soggetti superiore a 20. Per accedere a Fisconline, occorre avere un codice Pin che va richiesto all’Agenzia delle Entrate
  • il servizio telematico Entratel, se è tenuto a presentare il modello 770 in relazione a più di 20 soggetti.
La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui si conclude la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La prova della presentazione è data dalla comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che attesta di aver ricevuto la dichiarazione.
Presentazione telematica tramite un intermediario
Per la trasmissione della dichiarazione Irap, il contribuente può anche rivolgersi a un intermediario abilitato (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.).
La dichiarazione può essere compilata sia dell’intermediario sia dal contribuente.
L’intermediario può non accettare l’incarico di trasmettere la dichiarazione predisposta dal contribuente, ma è obbligato a inviare sia quelle da lui predisposte sia quelle compilate dai contribuenti per le quali ha assunto l’impegno della trasmissione telematica.
L’intermediario abilitato deve rilasciare:
  • una dichiarazione, datata e sottoscritta, con l’assunzione dell’impegno a trasmettere in via telematica i dati contenuti nel modello
  • entro 30 giorni dal termine previsto per la presentazione, l’originale della dichiarazione firmata dal contribuente e la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuta ricezione.
Dichiarazione Irap trasmessa da società appartenenti a un gruppo
Nell’ambito del gruppo societario, la trasmissione deve avvenire in via telematica quando almeno uno dei soggetti appartenenti al gruppo è obbligato alla presentazione della dichiarazione. In questo caso l’unico canale utilizzabile è Entratel.
La società del gruppo può effettuare la presentazione telematica delle dichiarazioni delle altre società appartenenti al medesimo gruppo, per le quali assume l’impegno alla presentazione della dichiarazione.
Quando si presenta
Il modello Irap deve essere presentato, in via autonoma:
  • per le persone fisiche, le società semplici, le società in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché per le società e associazioni a esse equiparate (articolo 5 del Tuir), entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta
  • per i soggetti Ires e per le Amministrazioni pubbliche, entro il nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.
Ai fini della presentazione non assume, quindi, rilevanza la data di approvazione del bilancio o del rendiconto, ma soltanto la data di chiusura del periodo d’imposta.
Attenzione: Questa scadenza può subire variazioni o proroghe. Si consiglia, pertanto, di consultare la sezione del sito dedicata allo scadenzario.
Presentazione in ritardo
Se il contribuente presenta la dichiarazione Irap entro 90 giorni dalla scadenza del termine stabilito, la dichiarazione è considerata ancora valida ma, per il ritardo, l’Agenzia delle Entrate applicherà una sanzione (da 258 a 1.032 euro, che può aumentare fino al doppio per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili).
Si può evitare la sanzione piena se, entro lo stesso termine di 90 giorni, si versa spontaneamente una sanzione ridotta (25 euro, pari ad 1/10 di 258 euro).
La dichiarazione presentata con ritardo superiore a 90 giorni si considera, invece, omessa ma costituisce comunque titolo per la riscossione delle imposte da essa derivanti.
In caso di errore…
Nella compilazione della dichiarazione Irap  può capitare di commettere errori di vario tipo. Per esempio, il contribuente può aver dimenticato di dichiarare alcuni componenti tassabili oppure di “scalare”  oneri deducibili ppure può averli indicati in maniera non corretta.
In tutti questi casi, il contribuente può correggere gli errori prima che l’Amministrazione finanziaria accerti la violazione commessa.
Le modalità per rimediare sono diverse a seconda che le correzioni avvengano prima o dopo la scadenza dei termini di presentazione della dichiarazione Irap.
Correzioni nei termini di presentazione
I contribuenti che hanno necessità di correggere una dichiarazione già consegnata o trasmessa, possono presentare, entro la scadenza ordinaria, un nuovo modello, barrando la casella “Correttiva nei termini”.
Se dalla dichiarazione “rettificativa” emerge una maggiore imposta o un minor credito, il contribuente deve versare le somme dovute; nel caso i termini per i versamenti siano già scaduti, può ricorrere al ravvedimento operoso per sanare il pagamento effettuato in ritardo.
Se, al contrario, emerge un maggior credito o una minore imposta, il contribuente può chiedere il rimborso o usufruire del credito per l’anno successivo; oppure, in alternativa, può utilizzarlo in compensazione per pagare altri tributi.
Correzioni dopo la scadenza dei termini di presentazione
Scaduti i termini di presentazione della dichiarazione, il contribuente può rettificarla o integrarla presentando una nuova dichiarazione.
E’ possibile ricorrere alla dichiarazione integrativa (in aumento o in diminuzione) soltanto se quella originaria è stata validamente presentata; è considerata tale anche la dichiarazione presentata entro 90 giorni dal termine di scadenza.
Dichiarazione integrativa in diminuzione
Per correggere errori od omissioni che hanno determinato un maggior valore della produzione, un maggior debito o un minor credito d’imposta, il contribuente può integrare a proprio favore la dichiarazione, presentando un altro Modello Irap entro la scadenza prevista per la dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.
Sul frontespizio del modello deve essere barrata la casella “Dichiarazione integrativa a favore”.
L’eventuale credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione o richiesto a rimborso.
Dichiarazione integrativa in aumento
Il contribuente può correggere errori e omissioni che hanno determinato un minor valore della produzione o un minor debito o un maggior credito d’imposta, presentando una “dichiarazione integrativa” (va barrata l’apposita casella sul frontespizio):
  • entro la scadenza della dichiarazione relativa all’anno successivo, facendo ricorso al ravvedimento operoso e beneficiando, pertanto, di sanzioni ridotte
  • entro i termini per l’accertamento, ossia il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, senza riduzione delle sanzioni (per esempio, entro il 31 dicembre 2017 si può correggere la dichiarazione Irap 2013).
Dichiarazione integrativa (art. 2, comma 8-ter, Dpr 322/98)
Il contribuente può presentare una dichiarazione integrativa anche al fine di trasformare la richiesta di rimborso dell’eccedenza d’imposta in credito da utilizzare in compensazione. Tale possibilità è consentita fino a 120 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione e sempre che il rimborso non sia stato già erogato, anche in parte.
Le sanzioni
E’ prevista l’applicazione della sanzione del 30%:
  • per il mancato, carente o tardivo versamento dell’Irap dichiarata;
  • sulla maggiore Irap dovuta per gli errori riscontrati durante i controlli automatici (ad esempio, errori materiali e di calcolo nella determinazione della base imponibile e dell’imposta – articolo 36-bis del Dpr n. 600 del 1973) e i controlli formali (ad esempio, indicazione in misura superiore di oneri deducibili - articolo 36-ter del Dpr n. 600 del 1973).
Nel caso di infedele dichiarazione, la sanzione va dal 100% al 200% della maggiore imposta o del minor credito.
Se ricorrono le condizioni, il contribuente può avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso, usufruendo di sanzioni ridotte.
 
Fonte: sito web Agenzia delle Entrate