Operazione realizzata da un soggetto che intende ridurre o annullare il rischio derivante da una posizione aperta.
Un’operazione di copertura (o hedging) si realizza mediante l’acquisto o la vendita di uno o più contratti derivati (contratti a termine, future, swap oppure opzioni) il cui valore dipenda dalla medesima fonte di rischio che influenza il valore della posizione da coprire, oppure da una fonte di rischio ad essa correlata. La logica della copertura è la seguente: un eventuale aumento/diminuzione del valore dell’attività da coprire potrà essere in tutto o in parte compensato da una diminuzione/aumento del valore del contratto derivato.
Ad esempio, nel caso in cui un operatore voglia coprirsi contro il ribasso dei corsi azionari, potrà sottoscrivere un contratto derivato (future oppure opzione) in cui il payoff finale aumenti in maniera proporzionale alla diminuzione delle quotazioni borsistiche. A seconda che l’operatore acquisti o venda il sottostante la copertura si definisce “lunga” oppure “corta”. La quantità di strumenti derivati che è necessario sottoscrivere per effettuare l’operazione di copertura dipende dal “rapporto di copertura”, ossia da un indicatore che mette in relazione la sensibilità dell’attività da coprire e la sensibilità del derivato rispetto alla fonte di rischio.
Le coperture possono essere statiche o dinamiche. Nel primo caso, una volta impostata l’operazione di copertura, l’operatore non dovrà più modificarla sino alla scadenza; nel secondo caso, invece, l’operazione di copertura posta in essere richiede una serie di aggiustamenti periodici di portafoglio.
Per impostare le operazioni di copertura gli operatori fanno riferimento alle cosiddette greche e in particolar modo al delta, al gamma e al vega.