L’Unione europea e gli Stati membri negli ultimi anni, in tutti i documenti ufficiali, hanno riconosciuto l’importanza economica e sociale delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) nell’Europa a 27.
Questo percorso, in primis culturale, è iniziato ispirandosi alle “buone pratiche” scambiate nell’ambito della “Carta europea delle piccole imprese”, firmata a Santa Maria de Feira (Portogallo) nel 2001, e attuando le conclusioni del Consiglio europeo della primavera 2006. Inoltre, nei documenti programmatici dei Paesi membri, secondo quanto indicato dalle decisioni dell’Unione europea a seguito della “Strategia di Lisbona”, è stato recepito il cambiamento di rotta delle politiche di sostegno alle imprese, passando da interventi “generalizzati”, ossia orientati alla generica accumulazione di capitale privato e/o a scarsa specializzazione e selettività, a politiche orientate verso il sostegno alla ricerca, sviluppo e innovazione ed alla fornitura di servizi reali alle imprese (obiettivi di tipo orizzontale).
Questo processo è proseguito nel giugno 2008 con la pubblicazione dello Small Business Act (SBA) da parte della Commissione europea che già, entro il 2011, dovrebbe conoscere una revisione alla quale l'Italia ha dato un importante contributo.
Il nome simbolico di “Act” dato allo SBA sottolinea la volontà di riconoscere il ruolo centrale delle PMI nell’economia europea e, per la prima volta, di attivare un quadro di interventi per le imprese molto articolato, grazie a dieci principi guida per la formulazione e l’attuazione delle politiche sia a livello dell’Unione europea che dei singoli Stati membri.
Tali principi sono essenziali per valorizzare le iniziative a livello dell’Unione, per creare condizioni di concorrenza paritarie per le PMI e per migliorare il contesto giuridico e amministrativo nell’intera Ue.
I dieci principi sono i seguenti:
1. dar vita a un contesto in cui imprenditori e imprese familiari possano prosperare e che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale;
2. far sì che imprenditori onesti, che abbiano sperimentato l’insolvenza, ottengano rapidamente una seconda possibilità;
3. formulare regole conformi al principio “Pensare anzitutto in piccolo”;
4. rendere le pubbliche amministrazioni permeabili alle esigenze delle PMI;
5. adeguare l’intervento pubblico alle esigenze delle PMI: facilitare la partecipazione delle PMI agli appalti pubblici e usare meglio le possibilità degli aiuti di Stato per le PMI;
6. agevolare l’accesso delle PMI al credito e sviluppare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualità dei pagamenti nelle transazioni commerciali;
7. aiutare le PMI a beneficiare delle opportunità offerte dal mercato unico;
8. promuovere l’aggiornamento delle competenze nelle PMI e ogni forma di innovazione;
9. permettere alle PMI di trasformare le sfide ambientali in opportunità;
10. incoraggiare e sostenere le PMI perché beneficino della crescita dei mercati.

Per scaricare:
  • lo Small Business Act in lingua italiana cliccare qui
  • lo Small Business Act in lingua inglese cliccare qui