Lo staff di tusciafisco.it segnala la pubblicazione della Circolare Agenzia delle Dogane n. 21/D (download .pdf) del 30 novembre 2012, avente ad oggetto «Valore in Dogana – Corrispettivi e diritti di licenza (royalties) – Linee guida».

Abstract:
«Premessa
Sono pervenuti alla scrivente quesiti e richieste di chiarimenti circa le vigenti disposizioni comunitarie concernenti la valutazione dei corrispettivi e dei diritti di licenza al fine del calcolo del valore in dogana delle merci in importazione.
Come è noto, oltre che dalle disposizioni del Regolamento (CE) n.2913/1992 (in seguito, CDC) e del Regolamento (CE) n.2454/1993, recante le relative disposizioni d’applicazione (in seguito, DAC), questa particolare materia è condizionata anche dagli orientamenti ufficialmente espressi dalla Commissione EU e contenuti nella “Raccolta dei testi approvati dal Comitato del Codice doganale - Sezione Valore in dogana”, di cui al Documento TAXUD 800/2002, nella versione aggiornata del 2007.
Relativamente a quanto di interesse per la presente trattazione, si segnala che, rispetto alla versione 2002, la Conclusione n. 24, relativa ai “Corrispettivi e diritti di licenza” è stata sostituita, nella versione 2007 del citato documento TAXUD, dal Commento n. 11 che amplia l’analisi dell’argomento in esame.
Per completezza di informazione, si aggiunge che il documento TAXUD suddetto è stato ulteriormente revisionato nel 2008, ma le modifiche ad esso apportate non attengono alla materia oggetto della presente trattazione.
Il Documento TAXUD è stato anticipato nel contenuto dalla circolare n. 65/D del 21/10/2002. Sull’argomento, utile riferimento può essere fatto anche alla circolare n. 303/D del 27/11/1997, con la quale era stato all’epoca diramato il testo della “Raccolta dei testi approvati dal Comitato del Codice doganale- Sezione Valore in dogana”.
L’attuale realtà dei mercati internazionali impone ora una rinnovata attenzione alla gestione dei corrispettivi e dei diritti di licenza quale elemento del valore dichiarato in dogana, sia al fine di assicurare l’esattariscossione dei diritti doganali (in primo luogo, le risorse proprie) sia per evitare possibili distorsioni dei traffici, eventualmente favoriti dall’assenza di procedure nazionali uniformi e conformi alle regole comunitarie.
La finalità delle presenti linee guida è quella di assicurare che, nell’ambito delle rispettive competenze, le Strutture dell’Agenzia perseguano un comune indirizzo nella valutazione dei suddetti elementi per la loro inclusione, o meno, nel valore delle merci dichiarate all’importazione.

1. Il contratto di licenza
Il termine “proprietà intellettuale” indica l'insieme dei principi giuridici che tutelano i beni immateriali, frutto dell'attività creativa/inventiva umana (opere artistiche e letterarie, invenzioni industriali e modelli di utilità, design, marchi), i quali vanno assumendo una rilevanza economica sempre maggiore. Al concetto di proprietà intellettuale fanno capo le tre grandi aree del diritto d'autore, del diritto dei brevetti e del diritto dei marchi.
Una componente sempre più significativa del volume degli scambi internazionali di merci riguarda prodotti che sono o contengono elementi tutelati dalla proprietà intellettuale.
Pertanto, per l’utilizzo legittimo di una merce della specie suddetta, l’acquirente/importatore deve concludere con il titolare del diritto tutelato uno specifico accordo commerciale, di norma definito “accordo di licenza” (in inglese, licence agreement).
Nel contratto (o accordo) di licenza, il titolare (licenziante o licensor) di uno o più diritti immateriali (brevetto, know how, marchio, diritto d'autore o altri diritti di proprietà industriale o intellettuale, indicati anche come licensed properties o semplicemente properties) concede in licenza il diritto di utilizzare e/o sfruttare la propria privativa sul bene immateriale ad un altro soggetto (licenziatario o licensee) che si impegna a pagare dei corrispettivi o diritti di licenza (nella dizione anglosassone, royalties).
Una definizione specifica di “diritti di licenza” è fornita dall’art. 12 par. 2 del Modello OCSE di convenzione contro le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio del 1977, ai sensi del quale con tale termine si indicano i compensi di qualsiasi natura corrisposti per l’uso o la concessione in uso di un diritto d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, comprese le pellicole cinematografiche, di brevetti, marchi di fabbrica o di commercio, disegni o modelli, progetti, formule o procedimenti segreti, nonché per l’uso o la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche; o per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico”».