Lo staff di tusciafisco.it, in collaborazione con la casa editrice Start Press Nativi Digitali, pubblica la nuova collana gratuita di e-book "Start PMI".
 
L'e-book - diffuso in forma gratuita - si avvale del procedimento denominato Project Mirror Intelligence (PMI Method) – elaborato dal gruppo Tusci@network – che ha l’obiettivo di fornire al navigatore una selezione ragionata di informazioni di natura economico–statistica in grado di riflettere la situazione contingente del “Sistema–Italia”. Tale selezione è stata operata da Francesco Cacchiarelli e Riccardo Cerulli.
 
L’Instant Book “Start PMI” ha cadenza mensile. I dati contenuti in questo numero sono aggiornati al 31/10/2016 (link alla pagina dell'e-book)
 
Indice Start PMI instant book ottobre 2016:
  1. Aspettative inflazione e crescita – Banca d’Italia – settembre 2016
  2. Prezzi e Consumi newsletter – Ministero dello Sviluppo Economico – agosto 2016
  3. Monthly Outlook – ABI – ottobre 2016
  4. Produzione industriale – ISTAT – agosto 2016
  5. Commercio estero e prezzi all’import – ISTAT – agosto 2016
  6. Fatturato e ordinativi dell’industria – ISTAT – agosto 2016
  7. Congiuntura Flash – Confindustria – ottobre 2016
  8. Indagine produzione industriale – Confindustria – settembre 2016
  9. Commercio al dettaglio – ISTAT – agosto 2016
  10. Fiducia delle imprese e dei consumatori – ISTAT – ottobre 2016
  11. Retribuzioni contrattuali – ISTAT – settembre 2016
​Tags: ebook area fiscale, ebook area aziendale, ebook area economica
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L’Instant Book “Start PMI” ha cadenza mensile. I dati contenuti in questo numero sono aggiornati al 30/9/2016 (link alla pagina dell'e-book)
 
Indice Start PMI instant book settembre 2016:
  1. Consumi e Prezzi Newsletter – Ministero dello Sviluppo Economico – luglio 2016
  2. Produzione Industriale – ISTAT – luglio 2016
  3. Monthly Outlook – ABI – settembre 2016
  4. Commercio estero e prezzi all’import – ISTAT – luglio 2016
  5. Commercio al dettaglio – ISTAT – luglio 2016
  6. Fatturato e ordinativi dell’industria – ISTAT – giugno/luglio 2016
  7. Fiducia delle imprese e dei consumatori – ISTAT – settembre 2016
  8. Retribuzioni contrattuali – ISTAT – agosto 2016
  9. Occupati e disoccupati – ISTAT – agosto 2016
​Tags: ebook area fiscale, ebook area aziendale, ebook area economica
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L’Instant Book “Start PMI” ha cadenza mensile. I dati contenuti in questo numero sono aggiornati al 31/8/2016 (link alla pagina dell'e-book)
 
Indice Start PMI instant book agosto 2016:
  1. Congiuntura Flash Confindustria – Confindustria – 21 luglio 2016
  2. Indagine rapida sulla produzione industriale – Confindustria – 28 luglio 2016
  3. Prezzi e Consumi Newsletter – Ministero dello Sviluppo Economico – giugno 2016
  4. Monthly Outlook – ABI – luglio 2016
  5. Produzione Industriale – ISTAT – giugno 2016
  6. Commercio estero – ISTAT – giugno 2016
  7. Fiducia dei consumatori e delle imprese – ISTAT – agosto 2016
  8. Commercio al dettaglio – ISTAT – giugno 2016
  9. Fatturato dei servizi – ISTAT – II trimestre 2016
  10. Occupati e Disoccupati – ISTAT – luglio 2016
  11. Retribuzione contrattuale – ISTAT – luglio 2016
​Tags: ebook area fiscale, ebook area aziendale, ebook area economica
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Indice Start PMI instant book luglio 2016:
  1. Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita – Banca d’Italia – maggio 2016
  2. Indagine rapida sulla produzione industriale – Confindustria – 28 giugno 2016
  3. Prezzi e Consumi Newsletter – Ministero dello Sviluppo Economico – maggio 2016
  4. Occupati e Disoccupati – ISTAT – maggio 2016
  5. Produzione Industriale – ISTAT – maggio 2016
  6. Commercio estero – ISTAT – maggio 2016
  7. Fatturato e ordinativi dell’industria – ISTAT – maggio 2016
  8. Commercio al dettaglio – ISTAT – maggio 2016
  9. Fiducia dei consumatori e delle imprese – ISTAT – luglio 2016
  10. Retribuzione contrattuale – ISTAT – giugno 2016
  11. Occupati e disoccupati – ISTAT – giugno 2016
  12. Prezzi alla produzione dell’ industriale – ISTAT – giugno 2016
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Indice Start PMI instant book giugno 2016:
  1. Congiuntura Flash – Confindustria – maggio 2016
  2. Indagine rapida sulla produzione industriale – Centro Studi Confindustria – 30 maggio 2016
  3. Prezzi e Consumi Newsletter – Ministero dello Sviluppo Economico – aprile 2016
  4. Monthly Outlook – ABI – giugno 2016
  5. Produzione industriale – ISTAT – aprile 2016
  6. Commercio estero – ISTAT – aprile 2016
  7. Fatturato e ordinativi dell’industria – ISTAT – aprile 2016
  8. Commercio al dettaglio – ISTAT – aprile 2016
  9. Retribuzioni contrattuali – ISTAT – maggio 2016
  10. Fiducia dei consumatori e delle imprese – ISTAT – giugno 2016
​Tags: ebook area fiscale, ebook area aziendale, ebook area economica
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L’Instant Book “Start PMI” ha cadenza mensile. I dati contenuti in questo numero sono aggiornati al 31/5/2016 (link alla pagina dell'e-book)
 
Indice Start PMI instant book maggio 2016:
  1. Indagine rapida sulla produzione industriale – Centro Studi Confindustria – 3 maggio 2016
  2. Produzione industriale – ISTAT – marzo 2016
  3. Commercio con l’estero e prezzi all’import dei prodotti industriali – ISTAT – marzo 2016
  4. Fatturato e ordinativi dell’industria – ISTAT – marzo 2016
  5. Fatturato dei servizi – ISTAT – I trimestre 2016
  6. Contratti collettivi e retribuzioni contrattuali – ISTAT – aprile 2016
  7. Commercio al dettaglio – ISTAT – marzo 2016
  8. Monthly Outlook sintesi – ABI – maggio 2016
  9. Fiducia delle imprese e dei consumatori – ISTAT – maggio 2016
  10. Occupati e disoccupati – ISTAT – aprile 2016
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L’Instant Book “Start PMI” ha cadenza mensile. I dati contenuti in questo numero sono aggiornati al 29/2/2016 (link alla pagina dell'e-book)
 
Indice Start PMI instant book febbraio 2016:
  1. Congiuntura Flash – Confindustria – aprile 2016
  2. Fatturato e ordinativi dell’industria – ISTAT – febbraio 2016
  3. Produzione industriale – ISTAT – febbraio 2016
  4. Indagine rapida sulla produzione industriale – Centro Studi Confindustria – 11 aprile 2016
  5. Monthly Outlook – ABI – aprile 2016
  6. Occupati e disoccupati – ISTAT – marzo 2016
  7. Retribuzioni contrattuali – ISTAT – marzo 2016
  8. Fiducia dei consumatori e delle imprese – ISTAT – aprile 2016
  9. Consumi e prezzi – Confcommercio – aprile 2016
  10. Commercio al dettaglio – ISTAT – febbraio 2016
  11. Commercio estero – ISTAT – febbraio 2016
Comunicato stampa Unioncamere 01/02/2016
 
45mila le imprese in più, 20mila nel Mezzogiorno
Metà nel commercio e turismo, in “rosso” manifatturiero e costruzioni
Più imprese turistiche e commerciali, meno società di costruzioni e aziende agricole. Negli scorsi dodici mesi le imprese italiane hanno accelerato il ritmo di crescita e raggiunto quota 6 milioni 57mila unità. Questo grazie a 372mila nuove iscrizioni che hanno più che compensato le 327mila cancellazioni con un saldo, quindi, di 45mila imprese in più. Dopo sette  anni di crisi (interrotti dalla breve fiammata del 2010-2011), lo scorso anno il tessuto imprenditoriale ha visto un ritorno del ritmo di crescita delle imprese ai livelli pre-crisi del 2007 (+0,75%).
E’ il profilo dell’imprenditoria italiana, alla fine del 2015, come emerge dall’analisi dei dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese, diffusi da Unioncamere - InfoCamere.
 
Lo staff di tusciafisco.it, in collaborazione con la casa editrice Start Press Nativi Digitali, pubblica la nuova collana gratuita di e-book "Start PMI" (download Start PMI gennaio 2016)
 
L'e-book si avvale del procedimento denominato Project Mirror Intelligence (PMI Method) – elaborato dal gruppo Tusci@network – che ha l’obiettivo di fornire al navigatore una selezione ragionata di informazioni di natura economico–statistica in grado di riflettere la situazione contingente del “Sistema–Italia”.
Tale selezione è stata operata da Francesco Cacchiarelli e Riccardo Cerulli.
 
L’Instant Book “Start PMI” ha cadenza mensile.
I dati contenuti in questo numero sono aggiornati al 31/1/2016.
COMUNICATO STAMPA UNIONCAMERE
 
21 OTTOBRE 2015
 
 
Al via la seconda edizione di StartUp Roadshow
             
Ci sono già oltre 9mila aspiranti imprenditori che potrebbero potenzialmente aggiungersi all’esercito delle circa 5mila start up innovative italiane nate ad oggi in Italia. E’ quanto emerge dall’analisi dei possessori di una laurea in materie scientifiche e tecnologiche che hanno già in mente di mettersi in proprio. Ma non solo. Più di 52mila imprese con meno di 5 anni di vita, attive in settori ad alta intensità tecnologica e di conoscenza, avrebbero i potenziali requisiti per accedere alle agevolazioni previste per le startup innovative se si iscrivessero alla sezione speciale del Registro delle imprese. Anche per far conoscere a loro i vantaggi delle misure di policy nazionale di promozione e sostegno delle nuove imprese “high-tech” è partita oggi da L’Aquila la seconda edizione di StartUp Roadshow. L’iniziativa promossa da Unioncamere e dalla rete delle Camere di commercio italiane in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico per sostenere la nascita di iniziative imprenditoriali innovative ad elevato valore tecnologico.
COMUNICATO STAMPA UNIONCAMERE
 
20 OTTOBRE 2015
 
 
Una piattaforma internazionale online per costruire un network dei mercati alimentari PDFStampa
Una piattaforma telematica regolamentata per la contrattazione dei prodotti agricoli e agroalimentari basata sulle prassi del commercio internazionale e aperta agli scambi di tutti i Paesi del mondo. E’ l’iniziativa presentata oggi in occasione del Convegno organizzato ad Expo Milano dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Unioncamere e BMTI S.c.p.a.
Parola chiave del progetto, tenuto a battesimo dal Ministro Maurizio Martina, è condividere regole ben definite per la contrattazione in maniera che le imprese appartenenti ai Paesi interessati ad accedere al mercato telematico possano effettuare gli scambi in un contesto chiaro e trasparente. A tutto vantaggio non solo della riduzione del contenzioso a livello internazionale, ma anche in un’ottica di contrasto alla contraffazione, di tutela del consumatore e di crescita della competitività delle imprese.
COMUNICATO STAMPA UNIONCAMERE
 
16 OTTOBRE 2015
 
Impresa Italia, segnali positivi: +20mila nel trimestre estivo
 
Il numero di chiusure è il più basso degli ultimi dieci anni. Nuova frenata dei fallimenti (-0,7%). Continuano a soffrire gli artigiani

Oltre 20mila imprese in più in tre mesi – come non si vedeva dal 2010 – grazie soprattutto al crollo delle chiusure, mai così basse nel III trimestre da dieci anni a questa parte, e fallimenti ancora in calo. Questi alcuni dei dati salienti sulla nati-mortalità delle imprese italiane fotografati da Movimprese, la rilevazione trimestrale realizzata da InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle imprese e diffusi oggi da Unioncamere.

Il saldo fra le imprese nate e cessate tra luglio e settembre ammonta infatti a +20.075 unità, frutto di 74.082 iscrizioni e  54.007 cessazioni. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, sono quasi 4mila le imprese in più. Il sistema delle imprese italiane raggiunge così una dimensione pari a 6.060.085 unità. Il tasso di crescita del periodo
(+0,33%) è il risultato del più basso volume di cessazioni rilevate nel terzo trimestre dell’anno dal 2006 e uno dei più contenuti volumi di iscrizioni del decennio, superato solo nel 2014.
“Numeri confortanti sullo stato di salute del tessuto produttivo vengono dalla lettura dei dati sulla dinamica delle imprese che evidenziano il saldo positivo migliore da 5 anni a questa parte”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Significativa la crescita del settore turistico, che ha goduto anche dell’effetto Expo e dell’attesa per il Giubileo straordinario. In aumento anche le imprese commerciali e le attività produttive a maggior tasso d’innovazione e di supporto alle imprese. Questi elementi, insieme alla ulteriore riduzione dei fallimenti, danno conferma dell’energia vitale che ha ripreso a scorrere nel nostro sistema produttivo”....
Comunicato stampa Ministero del Lavoro 4 settembre 2015
 
"Nell'approvazione degli ultimi decreti attuativi del Jobs act, che portano a conclusione il complesso percorso sulla Riforma del lavoro, trovano finalmente luogo e tutela normativa non pochi elementi di giustizia come l'addio alla pratica delle dimissioni in bianco e le norme a favore della conciliazione famiglia lavoro".
Così la Sottosegretaria al lavoro Teresa Bellanova a commento dell'approvazione - con il Consiglio dei Ministri di oggi - degli ultimi decreti del Jobs act.
"Ho sempre considerato un dovere politico e umano, fin da quando è iniziato il mio lavoro in Parlamento, sconfiggere la pratica discriminatoria e violenta delle dimissioni in bianco. Oggi finalmente questa battaglia per la qualità del lavoro, soprattutto femminile, si conclude con la vittoria della giustizia. E' una svolta di civiltà importante perché restituisce alla donna quella dignità che moriva nel momento stesso in cui firmando un foglio bianco, era costretta ad accettare il ricatto del datore di lavoro. A questa grande vittoria si aggiunge il successo delle norme per la conciliazione, che puntano a garantire il giusto equilibrio tra la vita lavorativa e quella affettiva e di cura. Misure a sostegno della vita concreta delle donne e delle famiglie, che entrano a regime e diventano strutturali. Anche in questo caso si può parlare di pieno successo".

COMUNICATO STAMPA

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

21 OTTOBRE 2015

Calenda: ottimo segnale per il settore

Con 60 imprese campane e 80 ospiti stranieri, fra buyer e stampa di settore, e' iniziato oggi “Naples meets the World”, un appuntamento dedicato alla moda campana, con l’obiettivo di far conoscere, attraverso una serie di incontri commerciali fra operatori, questa realtà produttiva e di favorirne il processo di internazionalizzazione.

L’Iniziativa, promossa dall’Unione Industriale di Napoli e realizzata dall’Agenzia ICE -  nell’ambito del Piano Export Sud - vedra'  oltre 500 incontri singoli tra imprese e controparti estere.

“La grande partecipazione degli operatori e della stampa internazionale a questo nuovo appuntamento - ha commentato Il Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda - è un buon segnale per il sistema moda italiano".

" La tradizione sartoriale napoletana - ha proseguito Calenda -  ha generato nel tempo un comparto tra i più dinamici dell’industria regionale e con un forte potenziale ancora non del tutto espresso".

" Se le aspettative attese da questo evento saranno confermate - ha concluso il Vice Ministro -  potremo pensare di trasformare questa iniziativa in un appuntamento annuale”.

COMUNICATO STAMPA
 
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
19 OTTOBRE 2015
 
E’ online il Rapporto del terzo trimestre 2015
 
Startup innovative sempre più numerose. Al 30 settembre 2015 quelle scritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese erano 4.704, in aumento di 456 unità rispetto alla fine di giugno (+11,8%). Rappresentavano lo 0,31% dell’universo delle società di capitali italiane (a fine giugno il rapporto era pari allo 0,28%). 18.677 soci i soci coinvolti, 1.816 in più rispetto a fine giugno; i dipendenti erano invece 4.891 al 30 giugno 2015, in aumento di 967 unità rispetto a fine marzo (+24,6%).

La Lombardia è la regione che ospita il numero maggiore di startup innovative: 1.018, pari al 21,6% del totale. Seguono l’Emilia-Romagna con 541 (11,5%), il Lazio 455 (9,7%), il Veneto 360 (7,6%) e il Piemonte 326 (6,9%).
Il Trentino-Alto Adige è la regione con la più elevata incidenza di startup in rapporto alle società di capitali con 91 startup ogni 10 mila società di capitali. Seguono il Friuli Venezia Giulia con 56, le Marche con 55, la Valle d’Aosta con 53, l’Emilia-Romagna con 49.
Milano è invece la provincia più popolosa, con 680 startup (14,5% del totale). Seguono Roma con 389 (8,3%), Torino 246 (5,2%), Napoli 143 (3%) e Bologna 142 (3%). Superano le 100 startup anche le province di Modena, Trento, Firenze e, per la prima volta, Padova.
Se si considera il numero di startup in rapporto al numero di società di capitali presenti nella provincia, Trento figura al primo posto con 121 startup ogni 10 mila società di capitali, seguono Trieste con 112, Ancona con 84, Ascoli con 68.
I dati sono contenuti nel quarto numero del report strutturale curato da Infocamere relativo al terzo trimestre del 2015 e pubblicato sul sito startup.registroimprese.it: presenta un’ampia gamma di informazioni relative alla distribuzione settoriale e geografica delle startup innovative, al valore complessivo e medio della produzione e del capitale sociale, alla redditività e alle presenze giovanili, femminili ed estere nella compagine societaria.
Il rapporto è disponibile on line:
Il documento alimenta la sezione statistica del portale startup del sito del Ministero dello Sviluppo Economico, articolata in diversi strumenti di monitoraggio periodico dei dati prodotti dalla normativa sulle startup innovative:http://www.mise.gov.it/index.php/it/impresa/competitivita-e-nuove-imprese/start-up-innovative/relazione-annuale-e-rapporti-periodici
Si ricorda che il database delle startup innovative, accessibile gratuitamente e aggiornato ogni lunedì mattina, è disponibile nei formati PDF ed Excel ai seguenti link:
Comunicato stampa INPS del 21/08/2015
 
Settore dell’edilizia: riduzione contributiva per l’anno 2015
 
Con messaggio n. 5336 del 17 agosto 2015 si comunica che, a decorrere dal 1° settembre 2015, le aziende del settore dell’edilizia potranno inoltrare istanza finalizzata alla riduzione contributiva applicabile sui periodi di paga da gennaio a dicembre 2015, con accesso al beneficio nella misura fissata per il 2014, pari al 11,50%.
Destinatari dell’agevolazione contributiva sono i datori di lavoro classificati nel settore industria con i codici statistici contributivi da 11301 a 11305 e nel settore dell’artigianato con i codici statistici contributivi da 41301 a 41305, nonché caratterizzati dai codici Ateco 2007 da 412000 a 439909.
Le istanze relative al 2015 dovranno essere inviate esclusivamente in via telematica.
Per le modalità di determinazione della contribuzione su cui operare la riduzione e dei soggetti aventi diritto, vai alla circolare n. 75 del 10 aprile 2015.
Comunicato stampa ABI 07/09/2015
 
Promettenti indicazioni dal comparto industriale manifatturiero La ripresa della manifattura viene documentata
dai dati sul valore dei prestiti delle banche al settore produttivo (imprese più famiglie produttrici). Come mostra il grafico costruito con dati Banca d’Italia, a giugno 2015 (ultimo dato disponibile) la variazione su base annuale dello stock dei prestiti alla branca delle attività manifatturiere è risultata positiva in aggregato (+0,67%) e, ancora più importante, è risultata positiva in ben 8 degli undici sotto-segmenti per cui si dispone dei dati.
In dettaglio, fabbricazione di autoveicoli e altri mezzi di trasporto +4,57%, altre attività manifatturiere +4,24%, fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche +2,45%, industrie alimentari +1,93%, fabbricazione e raffinazione del petrolio, prodotti chimici e farmaceutico +1,04%, industri e tessili 0,49%, fabbricazione prodotti elettronici +0,39%, metallurgia +0,31%, mentre rimangono con un segno meno industria del legno e dell’arredo -2,23%, articoli di carta e prodotti della stampa -1,93% e fabbricazione di macchinari -0,57%.
Fonte: elaborazioni ABI su dati Banca d’Italia
I dati confermano che la prima parte del 2015 ha registrato un ri sveglio dell’attività economica nel settore industriale. I recenti dati dell’Istat oltre a rivedere al rialzo il dato complessivo del prodotto interno lordo, la cui crescita congiunturale è stata ritoccata verso l’alto sia nel primo sia nel secondo trimestre (rispettivamente a +0,4 e +0,3%) hanno mostrato come il valore aggiunto prodotto dall’industria in senso stretto (cioè al netto delle costruzioni) sia cresciuto dello 0,69% nell’intero semestre rispetto al semestre precedente. Un ulteriore fronte di informazioni è quello specifico della produzione industriale; sempre secondo l’istituto di statistica i dati corretti per gli effetti di calendario mostrano che nei primi sei mesi si è avuto un +0,4% a livello complessivo che diventa +0,5% se si considerano le sole attività manifatturiere (cresciute dello 0,8% nel trimestre aprile-giugno 2015 risp
etto a gennaio-marzo 2015).
COMUNICATO STAMPA MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
 
Italia-Vietnam : Calenda presiede commissione mista
 
Venerdì, 16 Ottobre 2015
 
Si ė tenuta oggi  la seconda sessione della commissione mista per la cooperazione economica tra Italia e Vietnam, co-presieduta dal Vice Ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda e dall'omologa vietnamita, Ho Thi Kim Toa, Vice Ministro dell’industria e commercio.
La riunione è stata abbinata ad una missione imprenditoriale in Italia durante la quale si sono svolti incontri tra i partecipanti vietnamiti e le imprese e associazioni di categoria italiane.
In una riunione presso Confindustria, le aziende hanno avuto anche l'occasione di approfondire i risultati della recente conclusione dell'accordo di libero scambio tra UE e Vietnam, cui hanno preso parte i due Vice Ministri.
Durante la commissione mista i due Paesi hanno adottato un piano d'azione che mira ad un potenziamento della collaborazione economica tra loro - soprattutto in settori come infrastrutture, energia, industria e servizi – e che è orientato a portare l'interscambio bilaterale (giunto nel 2014 a 3,4 miliardi di dollari) al traguardo di 5 miliardi di dollari nel 2016. E’ stato anche fatto il punto su alcuni ostacoli non tariffari che andranno eliminati per migliorare i flussi commerciali.

"Il rapporto del nostro Paese col Vietnam - ha sottolineato Calenda - è particolarmente importante nel contesto del Sudest asiatico. Non solo è stato il primo Paese della regione che il Presidente del Consiglio ha visitato, ma sarà anche la prima nazione asiatica dove si recherà il Presidente Mattarella, accompagnato dal Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, nel prossimo novembre".

"Il nuovo quadro di rapporti preferenziali – ha poi rimarcato Calenda - che si svilupperà con l'entrata in vigore dell'accordo di libero scambio tra UE e Vietnam (prevista per il 2017) porterà poi ulteriori benefici e nuove opportunità per le nostre imprese in un mercato di oltre 90 milioni di consumatori. Anche per questo motivo – ha concluso il Vice Ministro - nel novembre del prossimo anno, anche in occasione della Expofood2016 di Ho Chi Minh City, organizzeremo una missione imprenditoriale, con focus su agroindustria, macchinari, infrastrutture e turismo, proprio per sfruttare al meglio questa forte apertura del mercato vietnamita e il potenziale delle nostre imprese".

Comunicato stampa ABI 29/08/2015
 
Sempre più voglia di casa e sempre più significativo il ricorso al “Fondo di garanzia per la prima casa”, valorizzato maggiormente dal chiarimento di Banca d’Italia secondo cui la garanzia del Fondo può essere richiesta per erogare mutui anche fino al 100% del valore dell’immobile (superando, di fatto, l’attuale limite dell’80% previsto dalla regolamentazione di vigilanza).
Nel frattempo, tra febbraio e luglio 2015 sono ammontati a 83 milioni di euro i nuovi mutui garantiti e altri 88 milioni in fase di erogazione. Lo strumento risulta particolarmente efficace per favorire l’acquisto dell’abitazione da parte delle giovani coppie.
Lo comunica l’Abi sottolineando che il Fondo rappresenta un fondamentale esempio di collaborazione tra banche e Istituzioni, a vantaggio delle famiglie che ancora scontano gli effetti della crisi ma aspirano ad acquistare l’abitazione principale. L’obiettivo è, infatti, continuare a favorire l’accesso al credito a nuclei in difficoltà, e soprattutto giovani coppie, con una dotazione da 600 milioni di euro che potrebbe garantire finanziamenti potenziali per 12-15 miliardi di euro.
Il Fondo – prosegue l’Abi – contribuisce all’ulteriore spinta del mercato dei mutui che registra una fase di grande rilancio, con un’impennata tra gennaio e luglio 2015 dell’82,2% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno.
Per quanto riguarda il suo funzionamento – continua l’Abi – il ”Fondo di garanzia per la casa” controgarantito dallo Stato prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari erogati per l’acquisto, o la ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili adibiti a prima casa, con priorità di accesso per le giovani coppie o ai nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con contratti di lavoro atipico con età inferiore a 35 anni.
Relativamente ai requisiti per accedere al Fond o, va ricordato che la garanzia può esseren richiesta da coloro che, alla data di presentazione dell a domanda di mutuo, non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui abbiano acquistato la proprietà per successione e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli. Il modulo di domanda consente la richiesta di accesso per un massimo dei due beneficiari; in caso di altri richiedenti potranno essere compilati ulteriori moduli di domanda, da inoltrare allegando i relativi documenti di identità.
Ad ora – conclude l’Abi – hanno aderito al Fondo 142 banche (rappresentando più del 60% del mondo bancario). La lista è consultabile presso il sito del Gestore Consap www.consap.it
COMUNICATO STAMPA INPS
 
20 OTTOBRE 2015
 
 
Entrate contributive dei dipendenti pubblici: pubblicate nuove modalità operative e procedurali riguardanti i datori di lavoro
Data pubblicazione: 20/10/2015
Il processo di integrazione delle gestioni previdenziali dei dipendenti pubblici e dei lavoratori dello spettacolo, che ha determinato la revisione dei processi di lavoro e delle procedure gestionali delle strutture di produzione integrate Inps, ha già riconsiderato il modello organizzativo per la gestione del Soggetto Contribuente, con l’istituzione dell’Agenzia Flussi Contributivi.
 
Nell’ambito di tale Agenzia vengono ora introdotte nuove modalità operative e procedurali orientate all’accertamento e al recupero dei crediti contributivi riguardanti i datori di lavoro pubblici che si ispirano sempre più a quelle previste per i datori di lavoro privati.
 
La circolare n. 171 del 16 ottobre 2015 illustra:
    il nuovo Estratto contributivo amministrazione (ECA)
    le procedure gestionali e modalità operative delle Entrate GDP
    il monitoraggio della produzione
    il piano della formazione.
Comunicato stampa Confcommercio 01/09/2015
 
MIC - Misery Index Confcommercio una valutazione macroeconomica del disagio sociale
  • A Luglio l'indice di disagio sociale scende a 19,9 dal 20,8 (-0,9%)
  • La disoccupazione estesa scende al 15,8% (-0,5%)
  • I prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto diminuiscono dello 0,1%
Il MIC di luglio 2015 si è attestato su un valore stimato di 19,9 punti, in diminuzione di nove decimi di punto rispetto al mese di giugno. Il significativo ridimensionamento rilevato nell'ultimo mese, a cui hanno contribuito sia la diminuzione della disoccupazione estesa sia quella dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto, si inserisce in un contesto di ripresa, sia pure non particolarmente sostenuta, in cui quasi tutti gli indicatori sembrano orientati al miglioramento.
Bisognerà, comunque, attendere almeno l'inizio dell'autunno per verificare se la ripresa abbia cominciato a produrre effetti duraturi sull'occupazione ed i redditi e di quale entità.
A luglio il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato al 12,0%, in riduzione di cinque decimi di punto rispetto a giugno e di nove decimi su base annua. I disoccupati si sono ridotti di 143mila unità sul mese precedente e di 217mila rispetto a luglio del 2014. Il numero di occupati è aumentato di 44mila unità rispetto ad giugno e di 235mila nei confronti dello stesso mese del 2014.
Nel mese di luglio le ore di CIG autorizzate sono diminuite del 26,9% rispetto allo stesso mese del 2014. Sulla base di questa stima si è calcolato che le ore di CIG utilizzate – destagionalizzate e ricondotte a ULA – siano diminuite di 6mila unità su base mensile segnalando una riduzione di quest'area della disoccupazione estesa. In controtendenza rispetto a tale dinamica, il numero di scoraggiati è stimato, anche a luglio, in crescita rispetto a giugno.
Il combinarsi della diminuzione dei disoccupati ufficiali e del numero di persone in CIG con l'aumento degli scoraggiati ha comportato sensibile diminuzione del tasso di disoccupazione esteso, sceso al 15,8%, il valore più basso degli ultimi due anni.
Nello stesso mese i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto sono tornati a registrare, dopo alcuni mesi, una diminuzione (-0,1%).
COMUNICATO STAMPA ABI
 
19 OTTOBRE 2015
 
 
Protocollo d’Intesa ABI-Assoconfidi sui flussi informativi banca-Confidi

Pronte le modalità ed i contenuti per lo scambio dei flussi informativi standardizzati tra banche e Confidi. Con il nuovo testo di Protocollo d’Intesa siglato tra ABI e Assoconfidi, si conclude un percorso complesso che vedrà nei prossimi mesi la fase di sperimentazione dello scambio dei dati per poi entrare definitivamente a regime. L’Accordo integra quello già firmato lo scorso 18 dicembre 2013 e si inquadra nell’ambito delleattività svolte dalle due associazioni al fine di promuovere una più ampia collaborazione tra lestrutture loro associate utile a favorire l’accesso al credito da parte delle Pmi. L’intesa così integrata per favorirela più ampia adesione all’iniziativa – prosegue la nota – definisce le condizioni e le modalità,condivise con la Banca d’Italia, attraverso le quali le banche aderenti si impegnano a trasferire invia telematica ai Confidi le informazioni sulle posizioni da essi garantite, ai fini sia degli obblighisegnaletici sia di una migliore gestione interna. Più in particolare, è stato rivisto il “tracciato record” contenente le informazioni che le banche si impegnano a trasferire ai Confidi partner, specificandoche tali informazioni saranno estratte in un formato standardizzato ed elaborabile (XBRL) dagli archivi dellebanche utilizzati per le segnalazioni di vigilanza. È stata inoltre precisata la tempistica di invio delle informazioni ai Confidi, al fine di consentire a questi ultimi di effettuare le
proprie segnalazioni nei tempi fissati dall’Autorità di vigilanza.
La standardizzazione nel contenuto dei flussi e la modalità telematica di invio – continua
la nota – segnano una importante evoluzione nel rapporto tra banche e Confidi in termini di certezza delle informazioni trasferite, migliore qualità dei dati a disposizione del sistema della garanzia, maggiore efficienza.
Le banche non dovranno gestire singoli invii di dati con ciascun Confidi convenzionato, come previsto nella versione originaria del Protocollo, ma potranno inviare un solo flusso mensile ad un “centro di raccolta” unico (hub) per tutti i Confidi, appositamente costituito da Assoconfidi per l’iniziativa e gestito da una società terza specializzata.
Il set di strumenti messo a disposizione delle banche che aderiranno all’iniziativa – conclude la nota – siarricchisce inoltre di un “Documento funzionale” che descrive i
criteri per reperire le informazioni necessarie alla costruzione dei flussi informativi che saranno trasmessi ai Confidi.

COMUNICATO STAMPA ABI

08 OTTOBRE 2015

Allegato

Agricoltura, Regione Lazio firma accordo con Ismea sugli strumenti finanziari per favorire l’accesso al credito

La Regione Lazio ha sottoscritto un accordo con Ismea, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, in collaborazione con ABI – l’Associazione Bancaria Italiana, per attivare gli strumenti finanziari previsti nell’ambito del PSR 2014/2020 del Lazio attraverso il funzionamento di un Fondo di Garanzia e di un Fondo di Credito gestiti a livello nazionale.
Le risorse finanziarie che alimentano i fondi derivano dalle misure del PSR volte a sostenere gli investimenti a favore degli agricoltori.
Grazie a questo accordo la Regione Lazio, nel rispetto delle norme comunitarie, attiva i Fondi ISMEA in grado di finanziare, sia attraverso la concessioni di prestiti che con il rilascio di garanzie, il credito concesso dalle banche alle imprese agricole che vogliono avviare gli investimenti di sviluppo, innovazione e start up. Una importante novità, il costo della garanzia attivata presso Ismea viene pagato per la prima volta in quota parte dal PSR,
aiutando così gli imprenditori agricoli a sostenerne gli oneri. Ciò rappresenta un elemento di fondamentale innovazione rispetto al precedente PSR 2007/2013, laddove gli oneri relativi alle commissioni per il rilascio delle gara nzie erano a totale carico dell’impresa.
Tali strumenti finanziari, e in particolare l’attivazione del fondo prestiti, vengono introdotti per la prima volta nella strategia del PSR 2014/2020, nato da un’approfondita analisi socio-economica del territorio alla quale hanno preso parte tutti i soggetti coinvolti e interessati.
Nella precedente programmazione, infatti, i contributi erano concessi esclusivamente in Conto Capitale, attraverso il quale la Regione sosteneva il costo degli investimenti esclusivamente con una quota a fondo perduto. La restante parte (quota privata) era a totale carico del beneficiario che, dovendo provvedere con mezzi propri, non era nelle condizioni di accedere agli aiuti e realizzare gli investimenti per le difficoltà connesse all’accesso al credito.
L’accordo è importante per favorire l’incremento della capacità di investimento delle imprese agricole, quale condizione indispensabile per raggiungere gli obiettivi specifici del PSR del Lazio entro il 2020: l’aumento della competitività dei sistemi agricoli,agroalimentari e forestali, la salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio e lo sviluppo economico e sociale delle aree rurali.
I vantaggi degli strumenti fina nziari per il beneficiario saranno: il rafforzamento della sua posizione contrattuale; l’aumento del livello del “merito creditizio”; una riduzione del tasso di interesse nei finanziamenti per la quota privata; una maggiore copertura del fabbisogno finanziario; una riduzione della necessità di ottenere anticipi in conto capitale, con connessiproblemi di reperimento della fideiussione.I vantaggi, invece, per il sistema agricolo saranno: il miglioramento del successo delle operazioni finanziate; una migliore qualità e sostenibilità degli investimenti; economie a fine programmazione; la possibilità di rimodulare gli strumenti finanziari in relazione ai vincoli di misura, agli obiettivi dell’Autorità di gestione e al contesto in cui si opera.
Tale accordo si rivela particolarmente strategico per il credito all’agricoltura, alla luce degli effetti della prolungata fase di crisi.

Grazie alla copertura dello Stato, garante di ul tima istanza, la garanzia Ismea permette già ora alle banche di applicare assorbimento zero del capitale di vigilanza e minimi accantonamenti per rischi, con positivi riflessi sia sulla potenzialità di credito verso l’agricoltura sia sugli interessi applicati, che risultano mediamente inferiori di oltre due punti percentuali. L’abbattimento della commissione di garanzia, che sarà possibile grazie alla provvista finanziaria delle Regione, renderà poi ancora più facile e meno oneroso l’accesso al credito per le aziende del territorio.
Le premesse per offrire alle aziende agricole del Lazio condizioni di credito più favorevoli ci sono tutte. Ma le novità della nuova programmazione non si esauriscono qui. Con il PSR 2014 – 2020 prenderà il via, grazie anche alla
collaborazione con ABI, il Fondo di Credito,che contribuirà al miglioramento dell’offerta creditizia, rendendo nel contempo possibile la rotatività dei Fondi Strutturali Ue, per un impiego più efficiente e ripetuto delle risorse comunitarie nel settennio di programmazione.
L’ABI, da parte sua, coopererà affinché tali strumenti finanziari possano essere implementati per raggiungere gli obiettivi che la Regione si è prefissata nella propria programmazione. Di grande importanza per il settore bancario un maggiore utilizzo delle risorse europee a disposizione delle Regioni su strumenti finanziari per quanto possibile standardizzati a livello nazionale; evitando in questo modo rischi di duplicazione e confusione operativa. L’Intesa Regione Lazio ed Ismea rispon de proprio a questa strategia di utilizzo di strumenti “nazionali”, per soddisfare le esigenze specifiche del territorio.

Comunicato stampa Confcommercio 01/09/2015
 
I dati, migliori delle stime comunicate in precedenza, appaiono più in linea con le recenti informazioni congiunturali che suggerivano indizi di vitalità della nostra economia, in particolare nell'ambito dei servizi, anche se la cautela sull'intensità della ripresa in atto è d'obbligo: questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio ai dati Istat sul Pil diffusi oggi.
All'export, che aveva tenuto anche nei momenti più difficili, comincia ad associarsi una dinamica più favorevole della domanda per consumi da parte delle famiglie, sostenuta dal ciclo dei durevoli. Anche la ricostituzione delle scorte, che ha determinato un significativo impulso all'import, rappresenta un segnale di possibile consolidamento a breve della ripresa.
Resta il fatto che, per superare di slancio l'1% di crescita quest'anno e per raggiungere entro il prossimo un traguardo vicino al 2%, è necessario un cospicuo impulso fiscale derivante dalla combinazione di minore spesa pubblica improduttiva e minori imposte su famiglie e imprese.
COMUNICATO STAMPA AGENZIA DELLE ENTRATE 22 OTTOBRE 2015
 
730 precompilato - L’Agenzia delle Entrate risponde ai quesiti dei Caf

Caf  e  professionisti  chiamano,  Fisco  risponde.  Arrivano  le  risposte  delle  Entrate  alle ulteriori richieste  di  chiarimenti sulla  dichiarazione  precompilata.  Con  la circolare  n. 34/E pubblicata oggi, infatti, l’Agenzia sgombra il campo dai dubbi sorti sul  visto  di conformità  infedele  e  sulla tempistica  di  presentazione dei  modelli 730 originario  e rettificativo.
Visto infedele,la sanzione non scatta sotto i 30 euro – La disposizione secondo cui il contribuente non è soggetto ad attività di accertamento, iscrizione a ruolo e riscossione per crediti il cui ammontare non superi 30 euro vale anche ad escludere la punibilità per l’apposizione del visto infedele sulla relativa dichiarazione. L’ammontare di tale limite è  stato  innalzato  a 30 euro a  decorrere  dal 1° luglio 2012. Il nuovo limite si applica anche per escludere la punibilità del visto infedele, per l’attività posta in essere dagli uffici a decorrere da tale data, anche se relativa a pregressi periodi d’imposta.
Come sfruttare la chance del modello rettificativo – Nel caso in cui il Caf o il professionista presentino la dichiarazione rettificativa entro il 10 novembre, pagheranno la sola sanzione ridotta e non anche imposte e interessi, purché il versamento venga effettuato entro la stessa data.
Rimane fermo che, se il modello rettificativo sia presentato per correggere un 730 originario presentato tardivamente, ossia dopo la scadenza del 23 luglio, sarà dovuta anche la sanzione per la ritardata presentazione dello stesso.
Sulla tardività vale la proroga – E’ il 23 luglio 2015 il termine superato il quale la presentazione del modello 730 s’intende effettuata tardivamente. E’ sempre da questa data quindi che decorre il termine per regolarizzare la violazione della tardività.
Le Entrate chiariscono che il riferimento temporale, nel caso della tardività dei modelli, coincide con il termine prorogato dal Dpcm del 26 giugno 2015 per la presentazione del 730. Scelta questa che, prevedendo più tempo per il corretto svolgimento dei relativi adempimenti e tendendo conto delle esigenze dei contribuenti e dell’Amministrazione finanziaria, ha consentito ai Caf e ai professionisti di completarela trasmissione in via telematica delle dichiarazioni presentate entro i termini previsti.
Il testo della circolare è disponibile sul sito www.agenziaentrate.it nella sezione Normativa e prassi.
Comunicato stampa Confcommercio 31/08/2015
 
Andamento sui consumi meno brillante rispetto alle attese e famiglie che, nonostante il recupero della fiducia registrato nel 2015, mantengono un atteggiamento prudente sulla spesa. Questo è il commento dell'Ufficio Studi di Confcommercio ai dati diffusi oggi dall'Istat.
Pur essendo ripartito un importante ciclo di acquisto di beni durevoli, fortemente penalizzati in passato, la propensione alla spesa – continua la nota - stenta ad estendersi ai settori del consumo quotidiano, sebbene siano presenti positivi segnali nell'ambito dell'alimentare che lasciano prevedere una seconda parte dell'anno complessivamente migliore della prima.
Alla ripresa economica manca ancora l'apporto decisivo del marcato del lavoro. Le dinamiche occupazionali nel complesso sono ancora troppo deboli.
In questo contesto, i prezzi, pur consolidando l'uscita dalla deflazione, presentano dinamiche molto contenute (+0,2% congiunturale e tendenziale ad agosto), fenomeno che – sottolinea l'Ufficio Studi - va letto positivamente in quanto non mette a rischio la tendenza al recupero del reddito disponibile reale. Gli aumenti dei prezzi più sensibili rilevati nel mese riflettono, infatti, quasi esclusivamente elementi stagionali (i servizi di trasporto aereo, marittimo e ferroviario) o una tantum (servizi di telefonia mobile). Questa tendenza all'aumento contenuto dell'inflazione dovrebbe mantenersi anche nei prossimi mesi in considerazione di una dinamica dei prezzi delle materie prime, petrolifere e non, molto esigua.
Comunicato stampa Confcommercio 24/08/2015
 
Osservatorio Credito Confcommercio 2° trimestre 2015: timidi segnali di svolta, ma incertezza frena ancora la fiducia delle imprese
Lieve aumento dei finanziamenti concessi, ma quasi 1 impresa su 3 rinuncia a chiedere.
 
Nel secondo trimestre del 2015 continua a crescere la capacità delle imprese del terziario di far fronte ai propri impegni finanziari (si trovano in questa situazione il 62% delle imprese rispetto al 54% di 6 mesi fa), sebbene la congiuntura si confermi ancora di molto al di sotto della soglia di espansione; aumenta leggermente anche la percentuale di imprese che si recano in banca per chiedere credito (20,1% rispetto al 19,6% del I trimestre) con una quota di imprese effettivamente finanziate pari al 7,3%, percentuale ancora esigua sebbene sia la più alta registrata dalla metà del 2012; c'è, tuttavia, una consistente quota di imprenditori che, pur avendo bisogno di un finanziamento, rinunciano a recarsi in banca non avendo ancora fiducia nella ripresa o per timore di vedere respinta la propria richiesta, è la domanda "inespressa" che sfiora il 28% ma che al Sud, dove peraltro solo il 16,6% delle imprese ha chiesto credito, arriva ad oltre il 35%.
Questi, i principali risultati che emergono dall'Osservatorio Credito Confcommercio (OCC) sulle imprese del commercio, del turismo e dei servizi nel secondo trimestre del 2015 realizzato da Confcommercio-Imprese per l'Italia in collaborazione con Format Research.
 
Fabbisogno finanziario delle imprese del terziario
Continua a crescere la capacità delle imprese del terziario di far fronte ai propri impegni finanziari, con un aumento di quelle che avvertono, complessivamente, una stazionarietà o un miglioramento della situazione (passate dal 54% di fine 2014 al 62%) e una diminuzione delle imprese che registrano un peggioramento (dal 46% al 38%).
Per il terzo trimestre dell'anno (Fig. 1) ci si attende un ulteriore consolidamento dell'indicatore congiunturale, che tuttavia si conferma ancora molto al di sotto della soglia di espansione (50,0). Nel dettaglio, i dati rilevati sono i seguenti:

Fonte: Osservatorio Credito Confcommercio-Format Research
 
Domanda e offerta di credito
E' aumentata leggermente nei mesi di aprile, maggio e giugno 2015 la percentuale delle imprese del terziario che si sono recate in banca per chiedere il credito del quale avevano bisogno (un finanziamento, un affidamento o la rinegoziazione di un finanziamento o di un affidamento esistente): tale percentuale è risultata pari al 20,1% contro il 19,6% del I trimestre.
Esiste, tuttavia, una percentuale di imprese (27,9%) che pur avendo bisogno di credito evita di chiederlo in banca a causa della scarsa fiducia nella situazione economica o per il timore di vedere respinta la propria richiesta. Si tratta, di fatto, della domanda "inespressa". Tenendo conto di tale quota, la domanda "potenziale" complessiva di credito (percentuale delle imprese che hanno chiesto credito alle banche più percentuale delle imprese che non lo hanno chiesto pur avendone necessità) sale al 48%. Preoccupante la situazione nel Mezzogiorno dove la quota di imprese che hanno chiesto credito è solo del 16,6% e quella inespressa arriva ad oltre il 35%.
Sul lato dell'offerta, è aumentata leggermente la percentuale delle imprese che hanno ottenuto il credito richiesto senza alcun problema (dal 35% al 36,5%) portando la percentuale di imprese effettivamente finanziate al 7,3%, valore ancora esiguo ma che risulta il più elevato dalla metà del 2012 ad oggi.
E' in flessione la cosiddetta area di irrigidimento (imprese che il credito "non" lo hanno ottenuto e imprese che lo hanno ottenuto in misura inferiore rispetto al fabbisogno).
Tale percentuale, nel secondo trimestre 2015, è stata pari al 52,5%, contro il 54,1% dei tre mesi precedenti.

Fonte: Osservatorio Credito Confcommercio-Format Research
Le condizioni del credito sono state analizzate esclusivamente presso le imprese del terziario che dispongono di un finanziamento in funzione dei seguenti indicatori: il costo del finanziamento (tasso di interesse), il costo delle cosiddette "altre condizioni" legate al credito, diverse dal tasso (es. valuta, servizi accessori, ecc.), la durata temporale dei finanziamenti concessi, le garanzie richieste dalle banche alle imprese a fronte dei finanziamenti concessi.
Sono migliorati nel secondo trimestre 2015 i giudizi degli imprenditori del terziario circa i tassi di interesse e tutte le altre condizioni alle quali il credito viene concesso alle imprese. Alla luce di tutto ciò, il costo dei servizi bancari si può giudicare nel complesso in miglioramento.

COMUNICATO STAMPA AGENZIA DELLE ENTRATE

20 OTTOBRE 2015

Allegato

Precisazione sui 220mila avvisi bonari

In merito ad alcune errate notizie di stampa relative a 220mila comunicazioni inviate ai contribuenti, l’Agenzia delle Entrate precisa che non si tratta affatto di errori nei 730 precompilati o di controlli. Al contrario, sono degli inviti a presentare la dichiarazione dei redditi per quei contribuenti che, pur avendo percepito più redditi (senza conguaglio), non hanno ancora provveduto a inviarla per il periodo d’imposta 2014.

È, quindi, una nuova possibilità offerta dall’Agenzia delle Entrate che, proprio grazie alla precompilata, consente ai contribuenti di poter rimediare in tempo, pagando così sanzioni ridotte ed evitando di incorrere in controlli futuri. L’Agenzia delle Entrate ha cambiato, infatti, la strategia nel contrasto all’evasione fiscale, inaugurando un nuovo corso nei rapporti con i contribuenti, improntato su trasparenza e collaborazione. Il nuovo approccio si basa sulla condivisione delle informazioni “a monte” per semplificare gli adempimenti e promuovere la compliance.

Comunicato stampa Confcommercio 31/07/2015
 
INSTABILITA' DOVUTA A PERMANERE FRAGILITA' RIPRESA
 
Il ridimensionamento rilevato nel numero di occupati rappresenta un preoccupante segnale della fragilità della ripresa e delle difficoltà di innescare, nel breve periodo, il processo di crescita, nuova occupazione, maggiore reddito e consumi in grado di garantire uno sviluppo duraturo nel tempo.
Va, comunque, sottolineato che alla luce anche di quanto emerge da altre indicazioni sul mercato del lavoro (Inps, Ministero) è presumibile che questo stop sia solo sintomatico di un periodo di transizione legato alla trasformazione di posizioni già esistenti ed alla minore richiesta di ore di cig. Bisognerà, dunque, attendere almeno l'autunno per valutare quali sono i reali effetti la ripresa sul mercato del lavoro: questo il commento di Confcommercio alle stime provvisorie degli occupati e dei disoccupati diffuse oggi dall'Istat.


COMUNICATO STAMPA AGENZIA DELLE ENTRATE

19 OTTOBRE 2015

Allegato

Il 730 precompilato salva dai controlli
220mila inviti bonari a chi ha dimenticato di presentare la dichiarazione

Grazie alla dichiarazione precompilata e ai dati trasmessi da i datori di lavoro e dagli enti previdenziali, l’Agenzia delle  Entrate è  riuscita  ad  avvisare  circa  220mila  contribuenti di possibili anomalie che riguardano la dichiarazione dei redditi, invitandoli a verificare la  propria  posizione  ed  eventualmente  a porvi rimedio  senza  incorrere  in  controlli.  
I destinatari  di  questa  tornata  di  lettere  bonarie sono  i  contribuenti che  non  hanno presentato  la  dichiarazione  pur  avendo percepito  più  redditi  da  lavoro  dipendente  o  da pensione  da diversi sostituti (datori  di  lavoro  o  enti  previdenziali) i  qualinon  hanno effettuato  il  conguaglio  delle  imposte.  Chi  riceve  la  lettera  può  presentare  il  modello.
Unico  Persone  Fisiche  entro  il  29  dicembre  2015  (entro  90  giorni  dalla  scadenza ordinaria   del   30   settembre)   beneficiando con   il   ravvedimento   operoso di   una significativa  riduzione  delle  sanzioni  dovute  per  la  tardiva  dichiarazione  e  per  gli eventuali versamenti.
La  lettera  salva  dai  controlli – In questi giorni l’Agenzia  delle  Entrate  sta inviando delle  lettere invitando  i  contribuenti,che  in  presenza  di  più  redditi  (senza  conguaglio) non  hanno  presentato  la  dichiarazione  per  il  periodo  d’imposta  2014,  a verificare autonomamente  la  propria  posizione prima che l’Agenzia effettui dei controlli. Queste anomalie vengono normalmente riscontrate a distanza di anni dalla presentazione della dichiarazione, con l’applicazione di sanzioni e interessi in misura piena. Ora, grazie alla precompilata, è possibile individuarle in tempo reale e, ricevendo l’avviso preventivo, il cittadino  può  rimediare  da  solo tramite  l’istituto  del ravvedimento  operoso, senza imbattersi mai nei controlli.

I numeri dell’assistenza – I contribuenti che vogliono ricevere maggiori informazioni e assistenza  nella  compilazione  della  dichiarazione  possono  rivolgersi  ai  nostri  uffici territoriali(sul sito internet dell’Agenzia - nella sezione Contatta l'Agenzia>Assistenza fiscale> Uffici Entrate) o chiamare il Call center al numero 848.800.444 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, e il sabato, dalle 9 alle 13, al costo della tariffa urbana a tempo.

 

Comunicato stampa Confommmercio 28/07/2015

Segnali di ripresa molto timidi

Nonostante la variazione negativa, i dati confermano come la fiducia di famiglie e imprese si collochi attorno ai massimi di periodo. Per le imprese, il calo rispetto a giugno non è significativo, mentre per i consumatori l'arretramento, seppure di modesta entità, testimonia la fragilità della ripresa: questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio ai dati sulla fiducia di famiglie e imprese per il mese di luglio diffusi oggi dall'Istat.

Le famiglie – prosegue la nota - non riescono a guardare al futuro con pieno ottimismo per i timori legati al mondo del lavoro. Infatti, i dati disponibili indicano come, almeno fino a maggio, non si sia registrata una chiara ripresa dell'occupazione. In questo contesto, il grado di utilizzo degli impianti resta stabile nel secondo trimestre rispetto al primo quarto del 2015 confermando che la crisi è finita ma lo scatto verso la crescita ancora non c'e stato.

COMUNICATO STAMPA AGENZIA DELLE ENTRATE
 
15 OTTOBRE 2015
 

Mecenatismo a due vie per l’Art bonus
Trasferimento diretto di denaro o pagamento delle fatture
 
Fisco soft per il mecenatismo culturale, anche senza il trasferimento diretto di fondi agli enti pubblici territoriali, ma a condizione che il beneficiario provveda al pagamento delle fatture per la progettazione e l’esecuzione dei lavori di restauro del bene pubblico oggetto dell’intervento. Dunque, anche le fondazioni bancarie, il cui statuto prevede espressamente l’interventone territorio di riferimento attraverso l’erogazione di contributi e la promozione di iniziative, e che hanno prescelto il settore d’intervento dell’arte, attività e beni culturali, possono accedere al regime fiscale dell’Art bonus pur non trasferendo direttamente somme di denaro, ma a condizione che si  facciano comunque carico esclusivo dell’esecuzione di progetti di restauro e valorizzazione di beni culturali, inclusi i relativi oneri finanziari e organizzativi, sulla base di protocolli d’intesa ad hoc stipulati con gli enti pubblici territoriali.
E’ quanto chiarisce la Risoluzione 87/E di oggi dell’Agenzia delle Entrate che, rispondendo ad un interpello e condividendo il parere, per competenza, con lo stesso Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, rileva come in questo caso l’importo e la destinazione della donazione vengano di fatto previamente identificati nei protocolli d’intesa, cosicché l’erogazione liberale oggetto del beneficio legato all’Art bonus è quantificata a monte, come somma già determinata, e dunque assimilabile a tutti gli effetti ad una erogazione in denaro.
L’assenza del lucro apre la porta al credito d’imposta – In  particolare, continua il documento di prassi, la natura dell’iniziativa intrapresa dalle fondazioni bancarie, come connotata, rileva come una operazione riconducibile alla categoria del mecenatismo, e questo perché perseguendo una specifica finalità statutaria erogando contributi e promuovendo nel territorio iniziative nei settori dell’arte e dei beni culturali, esse non intervengono con uno scopo lucrativo, che invece è proprio di una forma di intervento come, per esempio, quella legata alle sponsorizzazioni. Dunque, spiega la Risoluzione, non viene meno il meccanismo della liberalità che consente di fruire del credito d’imposta, e questo nonostante il mancato trasferimento di denaro dalla fondazione bancaria all’ente pubblico territoriale, in quanto lesomme sono predeterminate a monte nei protocolli d’intesa siglati tra le parti.
 
L’ABI diffonde il Rapporto di previsione AFO 2015-17. La ripresa si consolida e si rafforzano le condizioni per una più sostenuta crescita di medio termine: Pil a +0,7% nel 2015 e 1,6% nel 2016 e nel 2017  
Il Rapporto di previsione AFO 2015-17, appena elaborato dall’ABI insieme agli economisti degli Uffici studi delle principali banche operanti in Italia, delinea un quadro che non ignora le difficoltà ma che si presenta a predominanti tinte rosa. La previsione, da un lato, conferma l’uscita della nostra economia dalla recessione e, dall’altro, prefigura l’avvio di un processo di convergenza della nostra performance economica verso quella media dell’area euro, fatto che non si verificava dall’inizio del nuovo millennio. Se infatti quest’anno, data la pesante eredità della recessione, la crescita del Pil dovrebbe essere di 7 decimi di punto, nel biennio 2016-17 un insieme di favorevoli condizioni dovrebbe portarci ad uno sviluppo stabile dell’1,6% annuo: tra esse, il perdurante buon apporto delle esportazioni e il determinante contributo della domanda interna.   
I consumi dovrebbero beneficiare in particolare della risalita del reddito disponibile reale (+0,9 in media nel triennio di previsione contro una contrazione pari al -1,5% medio annuo dal 2008 al 2014) alimentata da una buon ripresa dell’occupazione e da un consolidamento della fiducia delle famiglie. Gli investimenti, che già nel primo trimestre sembrano aver mostrato segni di risveglio, dovrebbero reagire positivamente alle prospettive di ripresa divenendone nel biennio finale della previsione il fattore trainante. Sul profilo di entrambe le componenti della domanda interna oltre ai fattori nazionali eserciterà effetti benefici la politica della BCE nonostante l’incertezza strutturale dovuta all’esistenza di una politica monetaria unica accanto a tante politiche fiscali quanti sono i paesi membri dell’Area euro. Come esito dell’azione della BCE, lo scenario principale presentato nel Rapporto è infatti caratterizzato da una significativa riduzione del rendimento dei titoli decennali (sia in termini assoluti sia come spread rispetto al bund tedesco) in un quadro di tassi a breve termine a livelli minimi.  
Secondo le elaborazioni del Rapporto, la ripresa della domanda riuscirà ad allontanare definitivamente i rischi di deflazione, con una crescita dei prezzi al consumo in Italia che sarà inferiore a quella europea (1,3% contro 1,7% nella media del biennio 2016-17) ma ben distante dai valori negativi conosciuti a inizio d’anno.  
Il migliorato contesto economico, la lenta ripresa dei prezzi e quindi l’espansione delle basi imponibili ed i risultati del processo di consolidamento dei conti consentiranno di conseguire gli obiettivi di finanza pubblica prefigurati in primavera dal di Documento di economia e finanza.  
Gli impieghi all’economia dovrebbero aumentare complessivamente nel corso del triennio di previsione di circa 120 miliardi di euro.  
Pur in un quadro positivo, come quello disegnato nel Rapporto AFO per il triennio 201517, la redditività bancaria continuerà ad essere tutt’altro che vivace: gli utili netti delle banche dovrebbero ammontare a fine 2017 a poco più di 10 mld di euro, valore corrispondente ad un ritorno sul capitale (Roe) del 2,6%, di oltre tre volte inferiore ai livelli pre-crisi. Nonostante la ripresa del volume di intermediazione, a rallentare il recupero della redditività concorre una non elevata crescita dei ricavi - soprattutto del margine di interesse frenato dal basso livello dei rendimenti di mercato - e un peso del rischio bancario che risente sia di un lento rientro delle sofferenze sia della pressione derivante dal nuovo quadro regolamentare e di supervisione.
Ministero dello sviluppo economico
 
Pubblicazione 12 ottobre 2015
 
Domande via web a partire dal prossimo 13 gennaio
 
Conto alla rovescia per le nuove agevolazioni alle imprese giovanili e femminili di micro e piccola dimensione. A partire dal prossimo 13 gennaio 2016 infatti, sarà possibile compilare -esclusivamente per via elettronica - le domande utilizzando la piattaforma informativa messa a disposizione nel sito internet di Invitalia. Le risorse finanziarie a disposizione sono pari a 50 milioni di euro.
Beneficiari. La nuova misura prevede che possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di micro e piccola dimensione in possesso del requisito della prevalente partecipazione da parte di giovani tra i 18 e i 35 anni o di donne, costituite in forma societaria da non più di dodici mesi dalla data di presentazione della domanda. E’ prevista la possibilità di presentazione della domanda di agevolazione anche da parte di persone fisiche non ancora costituite in forma societaria, fermo restando l’onere per le stesse di costituzione entro quarantacinque giorni dalla data di comunicazione del positivo esito delle verifiche;
Iniziative ammissibili. Sono ammesse alle agevolazioni le iniziative attivabili su tutto il territorio nazionale e promosse nei principali settori dell’economia quali:
    produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;
    fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
    commercio di beni e servizi;
    turismo.
Sono stati individuati, inoltre, settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile e femminile, riguardanti:
    le attività turistico-culturali, intese come attività finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza;
    l’innovazione sociale, intesa come produzione di beni e fornitura di servizi che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche attraverso soluzioni innovative.
Spese ammissibili. Le agevolazioni sono concesse, in regime de minimis, nella forma del finanziamento agevolato a tasso zero, della durata massima di 8 anni, a copertura di non più del 75 per cento delle spese. I programmi d’investimento devono prevedere spese non superiori a 1,5 milioni di euro.
Finanziamento. Le risorse finanziarie destinate all’intervento sono quelle del Fondo rotativo del Ministero dell’economia e delle finanze presso il Soggetto gestore, Invitalia, pari attualmente a circa 50 milioni di euro, la cui consistenza si autoalimenta grazie ai rientri dei mutui relativi alle agevolazioni già concesse a partire dal 2006. La consistenza del Fondo, inoltre, potrà essere incrementata da ulteriori risorse comunitarie, nazionali e regionali.
Inps: Pubblicata la circolare sulla compatibilità e cumulabilità del lavoro accessorio con le prestazioni di sostegno al reddito
 
Data pubblicazione: 14/10/2015
 
 
Il Decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015, entrato in vigore il 25 giugno 2015, ridefinisce il campo di applicazione e la disciplina del lavoro accessorio, prevedendo, tra l’altro, l’abrogazione della previgente normativa.
Nella circolare n. 170 del 13 ottobre 2015 sono contenute indicazioni  e chiarimenti riguardanti la compatibilità e cumulabilità del lavoro accessorio
  •     con le prestazioni di sostegno al reddito
  •     con l’indennità di mobilità
  •     con la NASPI
  •     con la disoccupazione agricola
  •     con la Cassa Integrazione guadagni
Inps: Osservatorio sul precariato: pubblicati i dati di gennaio – agosto 2015
 
Data pubblicazione: 12/10/2015
 
 
Nei primi otto mesi del 2015 aumenta, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (+299.375). Crescono anche i contratti a termine (+29.377), mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-11.744). In aumento anche le cessazioni (+46.537).
La variazione netta tra i nuovi rapporti di lavoro e le cessazioni, pari rispettivamente a 3.598.708 e 2.997.850, è di 600.858; nello stesso periodo dell’anno precedente è invece stata di 330.387.
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate 16 luglio 2015

Voluntary disclosure,e Entrate rispondono a stampa e professionisti In una circolare nuovi chiarimenti sulla collaborazione volontaria Pronte le spiegazioni dell’Agenzia delle Entrate ai quesiti presentati da i professionisti e dalla stampa specializzata in tema di collaborazione  volontaria.  Dopo  le  prime  indicazioni contenute nella circolare n. 10/E dello scorsomarzo, l’Agenzia fornisce con la circolare n. 27/Edi  oggi ulteriori precisazioniper l’applicazione  delle misure introdotte dalla  legge  n. 186/2014 in materia di emersione e rientro di capitali illecitamente detenuti all’estero.
Accesso  alla  procedura  da  parte  dei  procuratori- I  delegati  che  non  risultano  essere  i titolari  effettivi  delle  attività  presenti  sui  rapporti  sono  tenuti  alla disclosure, ma  non  può essere  loro attribuito  alcun  reddito  connesso alle  stesse.
Non devono,  invece,  compilare  il quadro RWdel modello Unico gli amministratori di società di capitali che hanno il potere di firma sui conti correnti della società in uno Stato estero, riportati nelle scritture contabili, e che  hanno  la  possibilità  di  movimentare  capitali,  pur  non  essendo  beneficiari  dei  relativi redditi.
La circolare chiarisce, inoltre, le modalità di accessoagli effetti premiali della procedura per i procuratori che  hanno  commesso  violazioni  degli  obblighi  dichiarativi  in  materia  di monitoraggio fiscale.
Le  cassette  di  sicurezza rientrano nella  procedura – Nell’ambito  della  procedura di collaborazione volontaria è possibile far emergere anche attività conservate nelle cassette di  sicurezza.
Per i contribuenti che, ad esempio, hanno presentato la dichiarazione per il 2009, non rileva ai fini della procedura di collaborazione volontaria nazionale il denaro contenuto in una cassetta di sicurezza che non sia mai stata aperta dopo il 31 dicembre di quell’anno.
Invece,nell’ipotesi in cui il denaro era già detenuto in un Paese black listin violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale, in un periodo d’imposta per il quale non è decaduta  la con testazione delle violazioni, questo dovrà essere indicato nella relazione di accompagnamento della procedura di collaborazione volontaria internazionale.
Come funziona il metodo forfetario di determinazione dei rendimenti - Il metodo forfetario di determinazione dei rendimenti di attività illecitamente detenuti all’estero è applicabile quando la consistenza delle attività patrimoniali nel loro complesso, in una singola annualità, non eccede i 2 milioni di euro: in caso di attività cointestate non rileva, quindi, l’ammontare della singola quota riconducibile al contribuente.
Anche l’Iviee l’Ivafe, inoltre, rientrano nella disclosure, permettendo ai contribuenti di accedere ai relativi benefici.
Causa di inammissibilità – Nel caso di un contribuente ignaro della formale conoscenza di una causa di inammissibilità da parte deisoggetti solidalmente obbligati in via tributaria o concorrenti nel reato,sarà l’ufficio a dover eccepire la causa di inammissibilità all’accesso alla procedura.
Ambiti e benefici della procedura - La disciplina di favore prevista dalla procedura, sia con riguardo al raddoppio dei  termini che alla determinazione delle sanzioni, trova applicazione anche nel caso di investimenti e attività finanziarie detenuti a Singapore, così come a Cipro, Malta, San Marino, Lussemburgo e Corea del Sud e comunque nei Paesi dell’Ocse che non hanno posto riserve alla possibilità di scambiare informazioni bancarie (ad esempio,gli Stati Uniti).
La circolare, infine, chiarisce che i contribuenti possono scegliere in base alla propria valutazione di convenienza legata alle violazioni commesse, se ricorrere alla procedura di collaborazione volontaria o al ravvedimento operoso.
Comunicato stampa Confcommercio 09/07/2015
 
MIC - Misery Index Confcommercio una valutazione macroeconomica del disagio sociale
A Maggio l'indice di disagio sociale sale a 20,7 da 20,4 (+0,3%)
La disoccupazione estesa sale al 16,2% (+0,1%)
I prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto aumentano dello 0,3%
 
Il MIC di maggio 2015 si è attestato su un valore stimato di 20,7 punti, in aumento di tre decimi di punto rispetto al mese di aprile. Dopo la diminuzione rilevata ad aprile, il MIC è tornato a crescere in conseguenza di una crescita della disoccupazione e dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto (0,3% a maggio).
L'aumento registrato dal MIC nell'ultimo mese si inserisce in un contesto in cui il miglioramento complessivo, rilevato nei primi mesi del 2015, non riesce ancora a tradursi in una ripresa in grado di avviare un processo di incremento progressivo delle  dinamiche occupazionali e dei redditi delle famiglie. Stante le dinamiche attuali, solo nella seconda parte del 2015, e in misura più significativa nel 2016, il consolidarsi del recupero dell'attività produttiva potrà determinare effetti duraturi sul mercato del lavoro e sul reddito delle famiglie, riportando l'area del disagio sociale su valori meno preoccupanti.
A maggio il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato al 12,4%, stabile rispetto ad aprile e in riduzione di due decimi nei confronti di un anno prima. I disoccupati si sono ridotti di 1.500 unità sul mese precedente e di 59mila rispetto a maggio del 2014. Il numero di occupati è diminuito di 63mila unità rispetto ad aprile e aumentato di 60mila nei confronti dello stesso mese del 2014. Nel mese di maggio le ore di CIG autorizzate sono diminuite del 29% rispetto allo stesso mese del 2014. Sulla base di questa stima si è calcolato che le ore di CIG utilizzate – destagionalizzate e ricondotte a ULA – sono diminuite di mille unità su base mensile proseguendo il processo di riduzione di quest'area della disoccupazione estesa. In controtendenza rispetto a tale dinamica, il numero di scoraggiati è stimato, anche a maggio, in crescita rispetto ad aprile.
Il combinarsi della modesta diminuzione dei disoccupati ufficiali e del numero di persone in CIG con l'aumento degli scoraggiati ha determinato un contenuto aumento del tasso di disoccupazione esteso, salito al 16,2%.
Nello stesso mese i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto sono tornati a registrare, dopo un semestre, una variazione positiva (+0,3%).
Ministero dello Sviluppo Economico: comunicato stampa
 
DIREZIONE GENERALE PER LA POLITICA INDUSTRIALE, LA COMPETITIVITA’ E LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
 
DIV. VII PMI, Startup innovative e reti di impresa Indagine sulle “PMI eccellenti”: sintesi dei principali risultati Roma
 
07ottobre 2015
 
 
Executive summary
L’Indagine su un campione di 1.000 PMI eccellenti
Nel mese di maggio del 2015 la Divisione VII PMI, Startup innovative e reti di impresa della Direzione Generale per la Politica Industriale, la Competitività e le Piccole e Medie Imprese del Ministero dello Sviluppo Economico ha svolto un’Indagine su un campione rappresentativo di 1.000 piccole e medie imprese “eccellenti” con la principale finalità di approfondire le seguenti tematiche: la recente performance congiunturale e i principali fattori di competitività; il grado di conoscenza e di utilizzazione delle recenti misure di politica industriale adottate dal Governo nell’ambito della direttiva comunitaria relativa all’attuazione dello Small Business Act (SBA); il grado di informatizzazione e le strategie di investimenti; le strategie di innovazione; le strategie di internazionalizzazione.
 
Criteri di individuazione delle PMI eccellenti
In letteratura non esiste una definizione univoca di imprese eccellenti; ai fini della nostra analisi sono state selezionate - da un universo di circa 61mila imprese (tra i 10 e i 250 addetti) aventi un fatturato tra 2,5 e 50 milioni di euro -1.000 imprese che superavano almeno due tra i seguenti tre requisiti: avere realizzato nel triennio 2012 - 2014 spese in R&S, avere un discreto livello di managerialità (presenza di ameno tre manager/quadri), avere realizzato nel 2014 o programmato per il 2015 investimenti innovativi.
 
Perché la scelta di PMI eccellenti?
Negli ultimi anni il Governo ha adottato una serie di misure volte a favorire l’attività di ricerca e sviluppo e, in generale, l’innovazione tecnologica adottando il cosiddetto approccio “picking the winners”; queste misure tendono a sostenere e a rafforzare le imprese vincenti, proiettate nei mercati  internazionali e impegnate in articolate strategie di innovazione tecnologica e di internazionalizzazione.
Ciò nella consapevolezza che le imprese innovative abbiano una ”marcia in più” rispetto a quelle non innovative (come evidenziato in molti studi e ricerche) riguardo soprattutto alle principali variabili aziendali (fatturato, occupazione, investimenti). Il sostegno mirato a tale gruppo di imprese di successo può rappresentare, quindi, un ulteriore stimolo alla crescita economica.
La ricerca si pone la finalità di indagare suquesta tipologia di imprese, di evidenziarne i principali fattori di forza e di debolezza e, di conseguenza, suggerire alcuni interventi di policy.
 
Sintesi dei principali risultati
L’Indagine è stata svolta nel maggio del 2015 dal Ministero dello Sviluppo Economico, in una fase congiunturale che ha sancito l’«uscita» ufficiale dalla recessione e all’interno di un intenso processo di ristrutturazione in atto da 10-15 anni che ha «visto» aumentare il gap tra le imprese vincenti (proiettate nei mercati internazionali e impegnate in articolate strategie di innovazione) e quelle perdenti arroccate sui mercati locali e, quindi, costrette a subire i contraccolpi della domanda interna stagnante.
L’Indagine si è rivolta alla prima tipologia di imprese nella consapevolezza che essa abbia una «marcia in più» rispetto a quelle meno virtuose; a questo nucleo di imprese, del resto, sembra avere prestato molta «attenzione» il Governo negli ultimi anni (approccio «picking the winners»).
Dall’Indagine sono emersi, sotto il profilo congiunturale, segnali di recupero di gran parte delle PMI eccellenti che si distinguono inoltre per avere adottato, anche in risposta alla grave crisi finanziaria del 2008 ma non solo, articolate strategie di innovazione e di internazionalizzazione.
In particolar modo, rilevante è stato l’impegno della maggioranza del campione intervistato sul fronte degli investimenti, prevalentemente di carattere innovativo: questo dato è particolarmente rilevante perché emerge dopo diversi anni di “sciopero degli investimenti”. E’ pari a poco più dell’80% la quota di imprese che ha indicato di avere realizzato investimenti nel 2014 e di avere intenzione di realizzarli nel corso del 2015. Inoltre, il 96,7% e il 95,4% del campione indicano, rispettivamente per il 2014 e per il 2015, di avere sostenuto o di volere sostenere investimenti innovativi (di prodotto, di processo e di carattere organizzativo).
Gli investimenti risultano finanziati prevalentemente attraverso autofinanziamento (secondo il 65,5% del campione) e un elevato indebitamento soprattutto di medio/lungo periodo con il sistema bancario; modestissimo, invece (quasi nullo, pari allo 0,2%), appare il ricorso agli strumenti di finanza innovativa (ad esempio, mini bond) e modesto l’utilizzo di agevolazioni pubbliche (7,8%).
Nel contempo, un’elevata quota di imprese (56,3%) segnala di avere svolto attività all’estero nel triennio 2012-2014 mentre è pari al 34,8% è la quota percentuale di fatturato esportato con una punta del 43,5% nella manifattura.
Primo via libera del Parlamento al ddl concorrenza. Più competizione e trasparenza in settori strategici
 
Mercoledì, 07 Ottobre 2015
 
Ministro Guidi: traguardo significativo. Provvedimento favorisce crescita e consumatori rendendo l’Italia più attrattiva per investitori esteri. Obiettivo: approvazione finale entro l’anno
 
Soddisfazione per il primo via libera del Parlamento al disegno di legge sulla concorrenza è stata espressa oggi dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi.
“Si tratta di un importante traguardo perché è stato rispettato l’obiettivo di varare per la prima volta una legge annuale sulla concorrenza, allo scopo di favorire la crescita ed i consumatori, rendendo l’Italia un Paese più attrattivo nei confronti degli investitori esteri. Il provvedimento intende rimuovere gli ostacoli alla competizione e  va nella direzione voluta dal Governo di ammodernare settori significativi per l’economia del Paese. Le liberalizzazioni rappresentano infatti un volano sempre più decisivo per sostenere la crescita del Pil e creare nuovi posti di lavoro”. Il ministro Guidi ha auspicato infine che l’esame del ddl concorrenza da parte del Senato “possa arricchire il testo nel rispetto dei tempi previsti, portando all’approvazione finale del provvedimento entro la fine dell’anno”.
Il 20 febbraio 2015 il consiglio dei ministri aveva adottato, per la prima volta, il disegno di legge annuale per la concorrenza. Il Ddl, che si basa sulla segnalazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha l’obiettivo di contrastare le posizioni di rendita e favorire la competizione, con lo scopo di promuovere crescita economica e occupazione.
I settori interessati dal provvedimento vanno dalle assicurazioni alle telecomunicazioni, dai servizi postali all’energia elettrica e al gas, dai carburanti alle banche, dalle professioni alle farmacie.
Ministero dello sviluppo economico Venerdì 03 Luglio 2015
Chiuso dopo una settimana il bando “Industria sostenibile” mentre resta aperto il bando “Agenda digitale” . A disposizione delle imprese 400 milioni in R&S
Roma 3 luglio 2015 – Richieste record per le agevolazioni del Fondo crescita sostenibile relative, rispettivamente, al bando “Agenda digitale” e al bando “Industria sostenibile”.
Si tratta di due bandi riservati ai progetti di ricerca e sviluppo di rilevanti dimensioni (tra 5 e 40 milioni) che si avvalgono delle tecnologie abilitanti fondamentali, in conformità al programma europeo “Horizon 2020”, e in grado di esercitare un significativo impatto sullo sviluppo del sistema produttivo e dell’economia del Paese. Per l’attuazione di tali bandi, il Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato 150 milioni per “Agenda digitale” e 250 milioni per “Industria sostenibile”.
I dati registrati al termine della prima settimana di presentazione delle istanze preliminari per “Industria sostenibile” e delle prime due settimane per “Agenda digitale” manifestano un fortissimo interesse da parte delle imprese. Sul bando “Agenda digitale” sono state, infatti, presentate 24 richieste preliminari, che prevedono costi complessivamente ammissibili per circa 290 milioni ed un fabbisogno agevolativo stimato molto vicino alle risorse stanziate. Sul bando “Industria sostenibile” sono state presentate 113 richieste preliminari, che prevedono costi complessivamente ammissibili per oltre 1 miliardo e un fabbisogno agevolativo stimato pari a circa il triplo delle attuali risorse disponibili.
A seguito del gran numero di richieste, si è ritenuto opportuno sospendere dalle ore 19 di oggi i termini di presentazione delle istanze preliminari per il bando “Industria sostenibile”, pronti a riaprirli immediatamente qualora il fabbisogno finanziario dovesse risultare inferiore alle stime. Resta aperto il Bando “Agenda digitale”
Comunicato stampa Unioncamere 3 luglio 2015
 
Tutti i settori vedono prevalere nettamente gli ottimisti sui pessimisti Prudenti solo gli artigiani
Al netto dei rischi provenienti dalla crisi greca, migliora nettamente il clima economico, soprattutto per l’industria pesante italiana. Meccanica e industria elettrica ed elettronica, nei preconsuntivi relativi al II trimestre dell’anno, mostrano una robusta dose di ottimismo, che rafforza i buoni risultati già conseguiti nel primo trimestre 2015. Il vento di ripresa, però, comincia a soffiare con maggior intensità anche tra gli imprenditori della manifattura più tipica del made in Italy – sistema moda, alimentare e legno e arredo – dopo un inizio d’anno ancora decisamente incerto.
E’ quanto evidenzia la consueta indagine congiunturale sulle imprese manifatturiere, realizzata dal Centro studi di Unioncamere e dall'Area Studi e Ricerche dell'Istituto Guglielmo Tagliacarne.

Comunicato stampa Inps
 
 
Roma, 9 ottobre 2015
 
Voucher: oltre 212 milioni venduti al 30 giugno 2015 Superato il milione di lavoratori retribuiti in un anno con i buoni lavoro
Sono 212,1 milioni i buoni lavoro per la retribuzione delle prestazioni di lavoro accessorio, o voucher, venduti da quando sono stati introdotti, nell’agosto del 2008, al 30 giugno 2015.
I dati del lavoro accessorio relativi al primo semestre del 2015, con un’analisi dell’andamento della distribuzione dei buoni lavoro dal 2008, vengono pubblicati oggi sul sito istituzionale dell’Inps, nella seziona Banche dati.
Dallo studio emerge che la vendita dei voucher è progressivamente aumentata nel tempo, registrando un tasso medio di crescita del 70% dal 2012 al 2014 e del 75% nel primo semestre del 2015 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.
In costante aumento è anche il numero dei lavoratori retribuiti con i buoni lavoro, che nel 2014 ha superato il milione (1.016.703).
La tipologia di attività per la quale è stato acquistato il maggior numero di voucher è il Commercio (18%) seguita dai Servizi (13,7%) e dal Turismo (13%).
Il ricorso ai buoni lavoro è concentrato nel Nord del Paese, e in particolare nel Nord-est, che con 82 milioni di voucher venduti incide per il 38,7%. La Lombardia, con 37,5 milioni, è la regione in cui sono stati venduti più buoni lavoro, seguita dal Veneto (29,9 milioni) e dall’Emilia Romagna (26,3 milioni).
Al crescente aumento della diffusione dei voucher, oltre all’estensione degli ambiti di utilizzo del lavoro accessorio, ha contribuito anche l’ampliamento delle Istituto Nazionale Previdenza Sociale modalità di acquisto. Inizialmente infatti i buoni lavoro erano reperibili solo presso le sedi Inps o tramite la procedura telematica. Successivamente si è allargato il numero dei luoghi dove possono essere acquistati, prima mediante le convenzioni con l’associazione dei tabaccai (FIT) e con le Banche Popolari, e infine con la possibilità di comprare i voucher presso tutti gli uffici postali.
Comunicato stampa ABI 27 giugno 2015
 
I dati aggiornati dello strumento per finanziare occupazione stabile, soprattutto giovanile, nel mondo bancario, senza alcun onere per la finanza pubblica: 11.064 le domande accolte in poco più di un anno
11.064 domande accolte e finanziamenti per oltre 88,5 milioni di euro: questi i volumi gestiti dal Comitato di Gestione di Enbicredito – Ente Bilaterale Nazionale attraverso il quale è gestito il Fondo per l’Occupazione – dall’avvio della piena operatività, marzo 2014, ad oggi su complessive 11.416 domande presentate da 216 banche per assunzioni a tempo indeterminato, anche con apprendistato, o stabilizzazioni di rapporti a termine.
Lo comunica l’ABI evidenziando che dal Fondo occupazione proseguono con efficienza le erogazioni di prestazioni per favorire nuova occupazione stabile e garantire una riduzione di costi alle imprese che procedono ad assunzioni a tempo indeterminato.
Attraverso la dotazione economica del Fondo, ciascuna azienda riceve un apposito contributo per ogni assunzione di giovani disoccupati, cassaintegrati o in mobilità, disabili, donne e persone residenti nel Mezzogiorno; cioè le fasce di persone socialmente più deboli in Italia.
Il Fondo, istituito dall’ABI e dai Sindacati di categoria con il Contratto nazionale 19 gennaio 2012, rappresenta una risposta concreta ed innovativa per sostenere l’occupazione. Pertanto – conclude l’ABI – nel recente rinnovo contrattuale sono state confermate le attuali modalità e misure di finanziamento del Fondo stesso con operatività prorogata a fine 2018 ed è stato previsto anche lo sviluppo di nuovi ambiti di intervento.
Comunicato stampa Inps 06 ottobre 2015
 
Cessione quinto pensioni – aggiornamento tassi.
 
Allegato     
 
Con decreto del 24 settembre 2015,  il Ministero dell’Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro - ha indicato i tassi effettivi globali medi (TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, determinati ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge n. 108/1996, recante disposizioni in materia di usura, come modificata dal decreto legge n. 70/2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 106/2011, rilevati dalla Banca d’Italia e in vigore per il periodo di applicazione 1° ottobre – 31 dicembre 2015.

Per quanto sopra, per i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione il valore dei tassi applicati nel periodo 1° ottobre – 31 dicembre 2015.
Comunicato stampa
08 ottobre 2015
 
 
Agricoltura, Regione Lazio firma accordo con Ismea sugli strumenti finanziari per favorire l’accesso al credito
La Regione Lazio ha sottoscritto un accordo con Ismea, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, in collaborazione con ABI – l’Associazione Bancaria Italiana, per attivare gli strumenti finanziari previsti nell’ambito del PSR 2014/2020 del Lazio attraverso il funzionamento di un Fondo di Garanzia e di un Fondo di Credito gestiti a livello nazionale.
Le risorse finanziarie che alimentano i fondi derivano dalle misure del PSR volte a sostenere gli investimenti a favore degli agricoltori. Grazie a questo accordo la Regione Lazio, nel rispetto delle norme comunitarie, attiva i Fondi ISMEA in grado di finanziare, sia attraverso la concessioni di prestiti che con il rilascio di garanzie,il credito concesso dalle banche alle imprese agricole che vogliono avviare gli investimenti disviluppo, innovazione e start up. Una importante novità, il costo della garanzia attivata presso Ismea viene pagato per la prima volta in quota parte dal PSR, aiutando così gli imprenditori agricoli a sostenerne gli oneri. Ciò rappresenta un elemento di fondamentale innovazione rispetto al precedente PSR 2007/2013, laddove gli oneri relativi alle commissioni per il rilascio delle garanzie erano a totale carico dell’impresa.
Tali strumenti finanziari, e in particolare l’attivazione del fondo prestiti, vengono introdotti per la prima volta nella strategia del PSR 2014/2020, nato da un’approfondita analisi socio-economica del territorio alla quale hanno preso parte tutti i soggetti coinvolti e interessati.
Nella precedente programmazione, infatti, i contributi erano concessi esclusivamente in Conto Capitale, attraverso il quale la Regione sosteneva il costo degli investimenti esclusivamente con una quota a fondo perduto. La restante parte (quota privata) era a totale carico del beneficiario che, dovendo provvedere con mezzi propri, non era nelle condizioni di accedere agli aiuti e realizzare gli investimenti per le difficoltà connesse all’accesso al credito. L’accordo è importante per favorire l’incremento della capacità di investimento delle imprese agricole, quale condizione indispensabile per raggiungere gli obiettivi specifici del PSR del Lazio entro il 2020: l’aumento della competitività dei sistemi agricoli, agroalimentari e forestali, la salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio e lo sviluppo economico e sociale delle aree rurali.
I vantaggi degli strumenti finanziari per il beneficiario saranno: il rafforzamento della sua posizione contrattuale; l’aumento del livello del “merito creditizio”; una riduzione del tasso di interesse nei finanziamenti per la quota privata; una maggiore copertura del fabbisogno finanziario; una riduzione della necessità di ottenere anticipi in conto capitale, con connessi problemi di reperimento della fideiussione.
I vantaggi, invece, per il sistema agricolo saranno: il miglioramento del successo delle operazioni finanziate; una migliore qualità e sostenibilità degli investimenti; economie a fine programmazione; la possibilità di rimodulare gli strumenti finanziari in relazione ai vincoli di misura, agli obiettivi dell’Autorità di gestione e al contesto in cui si opera.
Tale accordo si rivela particolarmente strategico per il credito all’agricoltura, alla luce degli effetti della prolungata fase di crisi.
Comunicato stampa Unioncamere 11 giugno 2015
 
Le imprese delle filiere culturali e creative producono 78,6 miliardi di valore aggiunto e ‘attivano’ altri settori dell’economia arrivando a muovere complessivamente il 15,6% del valore aggiunto nazionale, equivalente a 227 miliardi di euro. Tanto vale nel 2014 il sistema produttivo culturale e creativo, un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere culturali e creative, ma anche da quella parte dell’economia nazionale che viene attivata dalla cultura, a cominciare dal turismo.
È quanto emerge dal Rapporto 2015 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi” elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Marche e di FriulAdria, presentato oggi a Roma alla presenza del ministro Franceschini dal Segretario Generale di Unioncamere Gagliardi, dal Presidente di Symbola Realacci e dal presidente di Unioncamere Dardanello.
L’unico studio in Italia che annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. Con risultati eloquenti: le filiere culturali e creative si confermano un pilastro del made in Italy, un sostegno importante alla nostra competitività o, per dirla in gergo calcistico, l’uomo in più messo in campo dalla squadra Italia per competere e vincere. Tanto che nel periodo 2012/2014, quindi in piena crisi, le imprese che hanno investito in creatività hanno visto crescere il proprio fatturato del 3,2%, mentre tra le non investitrici il fatturato è sceso dello 0,9%. E sempre le imprese che hanno investito in creatività sono state premiate con incremento dell’export del 4,3%, al contrario chi non ha puntato su questo asset ha visto le proprie esportazioni crescere di un ben più magro 0,6%.
Comunicato stampa ABI 13 giugno 2015
 
I dati tra febbraio e maggio. In valutazione richieste per altri 82 milioni
Prosegue la marcia del Fondo di garanzia per la prima casa: 30 milioni di euro di nuovi mutui garantiti tra febbraio e maggio 2015 e altri 82 milioni in fase di erogazione. Lo strumento risulta particolarmente efficace per favorire l’acquisto dell’abitazione da parte delle giovani coppie: il 53% dei mutui erogati con la garanzia del Fondo hanno riguardato la fascia di età fino a 35 anni.
Lo comunica l’Abi sottolineando che il Fondo rappresenta un fondamentale esempio di collaborazione tra banche e Istituzioni, a vantaggio delle famiglie che ancora scontano gli effetti della crisi ma aspirano ad acquistare l’abitazione principale. L’obiettivo è, infatti, continuare a favorire l’accesso al credito a nuclei in difficoltà, e soprattutto giovani coppie, con una dotazione da 600 milioni di euro che potrebbe garantire finanziamenti potenziali per 12-15 miliardi di euro.
Il Fondo – prosegue l’Abi – contribuisce all’ulteriore spinta del mercato dei mutui che già registra una fase di grande rilancio, con un’impennata nei primi quattro mesi del 2015 di oltre il 55% rispetto allo stesso periodo del 2014.
Per quanto riguarda il suo funzionamento – continua l’Abi – il ”Fondo di garanzia per la casa” controgarantito dallo Stato prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari erogati per l’acquisto, o la ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili adibiti a prima casa, con priorità di accesso per le giovani coppie o ai nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con contratti di lavoro atipico con età inferiore a 35 anni.
Relativamente ai requisiti per accedere al Fondo, va ricordato che la garanzia può essere richiesta da coloro che, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui abbiano acquistato la proprietà per successione e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli. Il modulo di domanda consente la richiesta di accesso per un massimo di due beneficiari; in caso di altri richiedenti potranno essere compilati ulteriori moduli di domanda, da inoltrare allegando i relativi documenti di identità.
Ad ora – conclude l’Abi – sono oltre 130 le banche che via via stanno aderendo al Fondo, rappresentando più del 60% del mondo bancario. La lista è consultabile presso il sito del Gestore Consap www.consap.it
Comunicato stampa : 08 ottobre 2015
 
CONFERENZA ITALIANA DEL TURISMO
IL TURISMO COME DRIVER DELLA CRESCITA:successi e sfide per i prossimi anni
 
La crescita economica italiana sta finalmente ritornando. Il tasso di disoccupazione è sceso sotto il 12 per cento ed il turismo si sta confermando come un importante driver della crescita. Le analisi tuttavia mostrano come questa lunga crisi (2008-2014) abbia cambiato le abitudini dei viaggiatori, sia degli Italiani che si recano all’estero, sia degli stranieri che visitano il bel Paese.
Il turismo è cambiato. Si registrano vacanze sempre più corte degli Italiani diretti fuori Europa e al contempo prenotazioni sempre più anticipate per gli stranieri di origine intercontinentale. Il 2015 si conferma un anno molto positivo per il turismo incoming: i grandi eventi, quali EXPO e il Giubileo trainano questa crescita: la qualità dell’accoglienza italiana  si conferma come elemento essenziale del richiamo turistico dell’Italia.
Il turismo incoming di origine intercontinentale vede una progressiva accentuazione dell’anticipo dell’acquisto. La differenza tra data di prenotazione e data di partenza del volo è cresciuta a 48 giorni nei primi 8 mesi del 2015, rispetto ai 46,4 giorni dei primi 8 mesi del 2012, i 47 giorni del 2013 e i 47,5 giorni del 2014. Il tool di Amadeus permette di evidenziare come il picco delle prenotazioni avvenga entro 10 giorni  dalla partenza, effetto dell’incidenza del business travel. La clientela leisure invece mostra come siano importanti gli acquisti in forte anticipo (oltre 100 giorni). Considerando il periodo estivo (Giugno-Agosto 2015), si denota come il picco delle prenotazioni avvenga con forte anticipo, particolarmente nei mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo, addirittura le prenotazioni per questa estate dei turisti incoming lungo raggio hanno avuto un ottimo andamento anche nel mese di Dicembre scorso. La programmazione del viaggio avviene dunque nei mesi invernali. Questo dato è estremamente interessante per i player del settore, dalle Istituzioni e Enti pubblici a tutte le imprese private, che devono programmare la loro attività con forte anticipo. L’impegno economico di advertising rivolto turisti stranieri di provenienza intercontinentale per il periodo estivo dovrebbe dunque iniziare almeno a dicembre dell’anno precedente.
Turismo incoming: nessuno è uguale. Si denota che l’anticipo della prenotazione di viaggi dagli  Stati Uniti in Italia per l’Estate 2015 è stato di quasi 80 giorni, circa il doppio di quello dei turisti russi. I turisti giapponesi hanno invece prenotato il loro volo verso l’Italia con quasi 58 giorni di anticipo in media. Analizzando il dato degli Stati Uniti è evidente come la maggior parte del flusso incoming sia di tipologia leisure. In particolare i turisti statunitensi preferiscano passare le proprie vacanze estive in Italia, mentre i turisti giapponesi hanno preferenza per i mesi di febbraio e marzo. Si evidenzia inoltre che i prossimi mesi (da ottobre a dicembre) sembrano essere molto positivi per queste due origini. Infatti i valori di prenotazione del 2015 sono sempre superiori a quelli del 2014, in particolar modo per i giapponesi. La Russia evidenzia invece un comportamento di acquisto differente da quelli precedenti. Le prenotazioni avvengono con minore anticipo rispetto alla data di partenza, tanto che sono proprio gli ultimi 10 giorni che vedono il maggior numero di acquisti di biglietti. Il tool di Amadeus permette di evidenziare anche periodi precisi. In questo caso si è analizzato il comportamento di acquisto dei turisti russi per viaggi in occasione della Pasqua Ortodossa, quando il numero maggiore di prenotazioni si anticipa all’intervallo 11-20 giorni prima della partenza.
 
Le singole destinazioni italiane, grazie allo studio delle prenotazioni, i casi Milano e Roma (Expo e Giubileo)
In particolare è stato effettuato lo studio delle prenotazioni per le città di Milano e Roma, interessate nel 2015 da due grandi eventi: EXPO 2015 e il Giubileo straordinario della Misericordia. A Milano si evidenzia come il flusso di turisti intercontinentali sia mediamente in crescita. Il mese di agosto 2015 è quello che si è meglio comportato rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con una crescita del 15 per cento.
Le prenotazioni incoming su Milano vedono una forte crescita dei turisti americani, che grazie alla rivalutazione del dollaro sull’euro, vedono il loro potere d’acquisto aumentato rispetto al 2014.

 
A Roma i primi effetti del Giubileo sembrano evidenziarsi nel numero delle prenotazioni del mese di agosto del 2015 rispetto a quelle del 2014. Si denota una forte crescita dei turisti incoming provenienti dagli Stati Uniti, + 24 per cento, a fronte di un aumento generale del 6 per cento. Il mese di luglio non è stato particolarmente brillante, così come quello di maggio, che tuttavia potrebbe risentire dei problemi dell’aeroporto di Roma Fiumicino.
 
Turismo incoming: l’intervallo di “aggredibilità”. Un altro punto interessante dell’analisi è evidenziare quale sia il periodo che intercorre tra la prenotazione del volo e l’acquisto di servizi aggiuntivi quali l’hotel o il car renting. In tale intervallo infatti il turista, che ha scelto l’Italia come meta ma non ancora tutti i servizi, è più che mai «aggredibile» da proposte e offerte provenienti dai nostri operatori. Per i turisti di provenienza intercontinentale si evidenzia nel 2015 come la prenotazione del volo sia effettuata con 48 giorni d’anticipo rispetto al volo e che in media  dopo quindici giorni dalla prenotazione del volo si prenota la sistemazione ricettiva.
I tre  grafici che seguono forniscono un colpo d’occhio complessivo sulle principali caratteristiche del turismo in Italia,  con particolare riferimento all’incoming intercontinentale.
Per le provenienze di lungo raggio l’Italia si conferma essere un Paese di arte e di cultura, anche se il fascino delle nostre coste (marine e lacuali) è motivo principale del viaggio per ben il 26% dei turisti di provenienza extra UE.
L’attitudine ospitale e cordiale, tipica della nostra tradizione, è il migliore biglietto da visita dell’Italia nella competizione mondiale, anche se si tratta di una  variabile di grande criticità, dal momento che è difficile monitorarla ed intervenire efficacemente su di essa. Tuttavia l’enogastronomia e la capacità di fare intrattenimento sono i punti di forza che immediatamente seguono nella classifica, punti sui quali peraltro il giudizio dei turisti di ogni provenienza, compresi gli Italiani stessi, sembra premiare l’offerta nazionale, particolarmente nelle località culto del buon cibo e del buon bere, ma anche in quelle montane e a forte vocazione sportiva.
 

 
Il turismo outgoing italiano: si evidenzia nell’ultimo anno una diminuzione del periodo che intercorre tra la prenotazione del volo e la data di partenza. Gli acquisti di viaggi con destinazione extra UE avvengono infatti principalmente negli ultimi 10 giorni prima della partenza. Tale dato non è tuttavia comparabile con quello dell’incoming poiché il campione non è coincidente. Un altro cambiamento nel comportamento di viaggio dei turisti italiani può essere rilevato dall’indice di fiducia del viaggiatore italiano realizzato da Confturismo in collaborazione con Istituto Piepoli. Si denota che negli ultimi mesi, il viaggio effettuato dagli Italiani è sempre più corto. In particolare, in tutti i mesi del 2015, eccetto luglio, si è registrata una diminuzione della durata media del viaggio. Per quanto riguarda il turisti outgoing italiani si denota nel 2015 una diminuzione delle prenotazioni, anche se il trend si inverte per i prossimi mesi (ottobre, novembre e dicembre). La crescita economica e dell’occupazione sembra dunque avere effetti positivi sulle prenotazioni degli Italiani all’estero verso le destinazioni intercontinentali. I valori maggiori si raggiungono ad Aprile, ma in generale tutto il periodo compreso tra marzo e luglio ha una forte intensità di prenotazioni per viaggi intercontinentali. Il tool di Amadeus ci permette anche di analizzare l’andamento del turismo outgoing italiano verso diverse destinazioni. La nostra analisi ricade sulla Turchia, scelta perché destinazione turistica  nota agli Italiani che però ha registrato di recente un deterioramento della sicurezza percepita. I dati evidenziano come i mesi estivi  del 2015 abbiano avuto un flusso di volato ben inferiore a quello del 2014 (in rosso). Al tempo stesso anche le prenotazioni estive hanno visto un forte calo, particolarmente nel mese di luglio 2015 , periodo critico per il Paese.
Confcommercio su uso del contante: bene proposta di innalzamento soglia

Roma, 5.10.2015
 
 
L'abbassamento della soglia sull'uso del contante ha comportato senza ombra di dubbio difficoltà operative e perdita di opportunità economica per tutte le imprese, in particolare per quelle la cui attività si svolge in aree transfontaliere. Si sostiene, pertanto, la proposta del Senatore Galimberti perché l'aumento di utilizzo del contante consentirebbe alle imprese una maggiore concorrenzialità rispetto ai soggetti operanti negli altri Paesi dell'Ue: questo il commento di Confcommercio sulla presentazione di un apposito ddl da parte del Senatore Paolo Galimberti su innalzamento dell'uso del contante.
COMUNICATO STAMPA
 
09 ottobre 2015
 
 
Autentiche di firma per la vendita delle auto
 
L’imposta di bollo è digitale
Via libera delle Entrate al pagamento virtuale dell’imposta di bollo per il rilascio dell’autentica delle sottoscrizioni degli atti di vendita di beni mobili registrati presso il PRA, Pubblico Registro Automobilistico, o per la costituzione di diritti di garanzia sugli stessi. La novità, illustrata dalla Circolare n. 33/E di oggi dell’Agenzia delle Entrate, si
inserisce all’interno d’un processo più ampio di digitalizzazione dei documenti e, al contempo, di realizzazione di un’Amministrazione pienamente digitale, la cui finalità guarda ad un esigenza duplice: innovare i processi e migliorare significativamente la qualità dei servizi resi ai cittadini.
Così il bollo virtuale pensiona marche, etichette e contrassegni - Il sì esplicito delle Entrate alla richiesta dell’ACI di procedere alla riscossione con modalità virtuale dell’imposta di bollo per il rilascio dell’autentica delle sottoscrizioni, amplia di fatto il numero di documenti oramai privi di etichette e contrassegni, uniformandosi a quanto già accade per il pagamento dell’imposta di bollo, anch’essa in via digitale, dovuta sulle note di trascrizione, iscrizioni, rinnovazioni ed annotazioni che i cittadini presentano al PRA e sulle copie, certificati ed estratti rilasciati. Dunque, un ulteriore passo avanti in vista della possibilità di formare digitalmente anche il titolo di vendita del veicolo, costituito dalla scrittura privata con sottoscrizione autenticata.
Dallo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) all’ACI, così il bollo corre sul digitale - In pratica, come precisa la Circolare, l’assolvimento dell’imposta di bollo dovuta in relazione alle autentiche di firma sugli atti di vendita dell’imposta può quindi essere effettuata dall’ACI. E questo in virtù della funzione e del ruolo degli Sportelli Telematici dell’Automobilista, una sorta di front office per l’esercizio di attività di esclusiva competenza dell’ACI. Sono infatti gli STA che ricevono la documentazione relativa alla richiesta di formalità, nel caso specifico l’autentica della firma sugli atti di
vendita. Sono sempre loro che acquisiscono i dati in via telematica e che provvedono alla stampa materiale del certificato di proprietà. Ed è proprio alla luce di questo particolare rapporto che intercorre tra ACI e Sportelli (STA) che l’Agenzia ritiene che l’ACI sia legittimata a richiedere l’autorizzazione al pagamento dell’imposta di bollo in modo virtuale anche per l’autentica delle sottoscrizioni degli atti e delle dichiarazioni aventi ad oggetto l’alienazione di beni mobili registrati o la costituzione di diritti di garanzia sui medesimi.
Roma, 9 ottobre 2015
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