Comunicato stampa Confcommercio del 3 febbraio 2015
 
Necessario e urgente ridurre gli sprechi nella pubblica amministrazione e abbassare la pressione fiscale
Il calo dei prezzi rilevato a gennaio dall'Istat, -0,4% congiunturale e -0,6% su base annua, ha assunto dimensioni più ampie rispetto alle stime dell'Indicatore dei Consumi di Confcommercio (-0,4 su base annua), ponendo le premesse per una uscita dalla deflazione più difficile del previsto. Questo il commento dell'Ufficio Studi di Confcommercio ai dati preliminari sull'inflazione diffusi oggi dall'Istat.
Al di là del calo degli energetici e dei trasporti, è la tendenza alla deflazione della componente di fondo dei prezzi a destare le maggiori preoccupazioni.  L'assenza di segnali concreti di ripresa dei consumi continua, infatti, a determinare una tendenza alla riduzione dei prezzi per molti beni e servizi.
Gli impulsi macroeconomici esterni sono oggi potenzialmente molto favorevoli. Tuttavia, occorre valorizzarli attraverso azioni precise sul piano interno. E' necessario e urgente ridurre gli sprechi nella pubblica amministrazione e intraprendere un sostenibile, certo e generalizzato processo di riduzione della pressione fiscale. Solo così – conclude la nota -  la crescita potrebbe sbocciare anche in Italia, innescata dall'esterno ma valorizzata all'interno. Lo spettro di nuove rilevanti imposte con l'attivazione delle clausole di salvaguardia contenute nell'ultima legge di stabilità, non aiuta certo lo sviluppo dei consumi e degli investimenti.