Comunicato stampa Unioncamere del 14/08/2015
 
 
910mila posti di lavoro nelle imprese nel 2015 (+15% rispetto al 2014). Saldo occupazionale ancora negativo (-60mila) ma in riduzione 
Meccanica e terziario avanzato tornano in positivo. Piccole imprese e Sud in affanno 
 
Oltre 910mila entrate programmate dalle imprese dell’industria e dei servizi con almeno un dipendente, 119mila in più rispetto al 2014; una ripresa della manifattura italiana in chiave di innovazione e qualità; ancora negativo ma in miglioramento il saldo fra “entrate” e “uscite” nel settore privato. Sono le notizie per l’anno 2015 del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro. Che segnala anche la stabilizzazione, grazie alle misure introdotte dal Jobs act, di circa 170mila lavoratori e la creazione di circa 55mila nuovi posti di lavoro che non si sarebbero avuti quest’anno a legislazione invariata. 
 
La manifattura italiana, soprattutto quella più innovativa e proiettata sui mercati esteri (dalla meccanica all’alimentare, dal chimico-farmaceutico alla plastica), pare sia passata al contrattacco: nel 2015 una industria su cinque assumerà personale dipendente, mentre nel 2014 era una su sei. Nel complesso, sono 186.600 le entrate attese in questo settore (+31.300 rispetto allo scorso anno). Nel mirino dei “cacciatori di teste” delle imprese del Made in Italy, figure professionali a maggior qualificazione da impiegare nella progettazione (aumenta la richiesta di ingegneri), nell’innovazione digitale (a cominciare dagli analisti e progettisti di software) e nell’ideazione di nuove strategie commerciali (grazie ai tecnici delle vendite). Ma anche tanti operai specializzati richiesti soprattutto dall’industria alimentare e meccanica. Aumenta poi di due punti percentuali la quota di imprese dei servizi che ha programmato assunzioni di personale dipendente, passando dal 13,8% al 15,9%. Oltre 639mila i lavoratori complessivi in ingresso in questo settore (+73.200 rispetto al 2014).