Congiuntura Flash - Analisi mensile del Centro Studi Confindustria ottobre 2016

Abstract:
Nello scenario globale e italiano prevalgono segnali di tenuta. L’incertezza politica rimane molto elevata, a causa sia delle incognite della Brexit (una partita difficile e tutta da giocare) sia degli appuntamenti elettorali europei; però qualche fonte di instabilità, effettiva o potenziale, è venuta meno. Soprattutto, i dati quantitativi e qualitativi puntano a una crescita senza cedimenti, in alcuni casi perfino con maggior slancio, anche se a livello mondiale è modesta e molto difforme tra paesi, specie europei. Nel complesso, l’aumento della domanda internazionale resta fiacco, sebbene con una ricomposizione geografica più favorevole: verso USA e UE, mercati noti e vicini rispetto agli emergenti.
Nell’economia americana hanno accelerato manifatturiero e terziario, con gli ordini che garantiscono ulteriori progressi.
La Cina tiene diligentemente il ritmo pianificato. Gli altri BRIC registrano miglioramenti, soprattutto Brasile e Russia che hanno vissuto pesanti recessioni. La Germania, cartina di tornasole della congiuntura internazionale, avanza a un passo ben superiore al previsto. Gli altri fattori esterni hanno nell’insieme quasi esaurito la spinta propulsiva: il cambio effettivo ha perso un po’ di terreno, ma resta rivalutato rispetto a inizio 2016; i tassi a lunga sono in risalita (effetto anche dell’atteso rialzo FED e di un po’ di inflazione); il rincaro dei prezzi delle materie prime (petrolio in testa) toglie potere d’acquisto. Il PIL italiano nei mesi estivi è tornato ad avanzare anche più dell’atteso; un risultato replicabile in autunno? Non secondo gli indici anticipatori. Per il 2017 la Legge di bilancio fornisce un buon impulso, ricorrendo a maggior deficit e facendo potentemente leva sugli investimenti privati (oltre che rimpinguando quelli pubblici). Il Governo valuta in 0,4 punti percentuali la crescita addizionale; ma potrebbe essere maggiore se i sostegni fiscali generassero acquisti di macchinari e impianti aggiuntivi, come i nuovi giudizi sugli ordini suggeriscono. Rimangono l’incognita dell’esito del referendum costituzionale e la partita aperta del credito bancario alle imprese: le condizioni di erogazione rimangono molto strette e l’ammontare dei prestiti continua a diminuire.
 
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