L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 90/E del 17 settembre 2010, precisa che gli enti locali non sono tenuti a richiedere il visto di conformità delle dichiarazioni dalle quali emerge un credito d'imposta superiore a 15.000 €, ai fini della compensazione del credito stesso.

La motivazione giuridica risiede nel fatto che la sottoscrizione della dichiarazione fiscale da parte dell'organo di revisione contabile, di cui all'articolo 234 del TUEL, sottende la stessa tipologia di controlli e, conseguentemente, ha la stessa valenza giuridica del visto di conformità previsto dall'articolo 35, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

In altre parole, posto che il visto non è necessario qualora la dichiarazione sia sottoscritta dai soggetti investiti del controllo contabile, l'Agenzia afferma che il collegio di revisione degli enti locali svolge un compito equiparabile a quello dei revisori delle società di capitali e, per analogia, esonera gli stessi enti locali dalla richiesta del visto di conformità.

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