Il CNDCEC ha pubblicato il Documento Interpretativo (download .pdf) dal titolo «L’applicazione dei principi di revisione dopo il recepimento della direttiva 2006/43/CE», datato 16 febbraio 2011.

Si riporta il testo integrale:
«INTRODUZIONE
Il decreto legislativo 27 gennaio 2010 n. 39 ha dato attuazione alla direttiva europea 2006/43/CE del 17 maggio 2006 in materia di revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati.
Il decreto ha profondamente modificato il quadro normativo previgente sulla revisione contabile, frammentato in diverse e numerose fonti, raccogliendolo in un unico testo normativo entrato in vigore il 7 aprile 2010.
Molte delle disposizioni modificate o abrogate, tuttavia, continueranno ad applicarsi fino all’entrata in vigore della disciplina attuativa, demandata fondamentalmente al Ministero dell’economia e delle finanze ed alla CONSOB. Il provvedimento normativo disciplina i diversi aspetti della revisione legale dei conti: dai soggetti legittimati all’esercizio dell’attività, alla tenuta del registro, alle modalità di svolgimento della revisione, al sistema di vigilanza pubblica, al sistema sanzionatorio di natura amministrativa e penale.
Il presente documento analizza il particolare aspetto connesso alle modalità di svolgimento della revisione, con specifico riferimento ai principi da utilizzare nell’esecuzione dell’incarico.

PREMESSA
L’art. 11, comma 1, del DLgs n. 39/2010 dispone che la revisione legale dei conti sia svolta in conformità ai principi di revisione adottati dalla Commissione europea secondo una procedura - prevista nella direttiva 2006/43/CE - che sostanzialmente ricalca quella che ha portato all’adozione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS emanati dallo IASB (International Accounting Standards Board).
Tale procedura è finalizzata a verificare che i principi di revisione soddisfino determinate condizioni:
1. siano stati elaborati attraverso una procedura trasparente che garantisca il necessario controllo pubblico e siano generalmente accettati a livello internazionale;
2. contribuiscano ad accrescere la credibilità e la qualità dell’informativa di bilancio;
3. siano nell’interesse generale europeo.
I principi di revisione dei quali la Commissione europea sta valutando l’applicabilità al contesto economico e normativo europeo sono i principi di revisione internazionali ISA (International Standard on Auditing) emanati dallo IAASB (International Auditing and Assurance Standards Board), apposito board istituito in seno all’IFAC (International Federation of Accountants), nella loro nuova versione “clarified” (completamente rivista nella struttura e parzialmente nei contenuti) che è convenzionalmente utilizzabile a livello internazionale a partire dalle revisioni contabili dei bilanci 2010.
Dal punto di vista del nostro contesto nazionale, il combinato disposto del comma 3 dell’art. 11 e dell’art. 12 del DLgs 39/2010 stabilisce che la revisione legale sia svolta, fino alla conclusione del procedimento di adozione europeo degli ISA, in conformità ai principi di revisione elaborati da associazioni ed ordini professionali (sottoscrittori di apposita convenzione con il MEF) e dalla Consob.
Le disposizioni transitorie e finali del suddetto decreto (art. 43, comma 3) dispongono inoltre che, fino alla sottoscrizione delle citate convenzioni i principi sono emanati ai sensi dell’art. 162 del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 (Testo Unico sulla Finanza – TUF) e che i principi di revisione attualmente in vigore, emanati ai sensi del citato articolo, continuano ad essere applicabili nei confronti dei soggetti sottoposti a vigilanza ai sensi del DLgs n. 58/1998.

CONSIDERAZIONI
Principi di revisione internazionali (ISA)
In pendenza del procedimento europeo di adozione dei principi di revisione internazionali (ISA) e date le precise prescrizioni, transitorie ed a regime, previste nel DLgs n. 39/2010 non è possibile, allo stato, attribuire loro alcuna valenza giuridica nelle revisioni legali.
Tali principi non sono stati adottati dall’Unione Europea, non sono il risultato della procedura alternativa prevista dagli artt. 11 e 12 del DLgs n. 39/2010, né di quella prevista dal terzo comma dell’art.43 del medesimo decreto e neppure, infine, del procedimento di emanazione dei principi di revisione ex art. 162 del DLgs n. 58/98. In altre parole, quindi, non sono adottati direttamente dalla UE, non sono emanati dal MEF a seguito della convenzione sottoscritta con la professione contabile, non sono emanati nell’ambito della funzione di vigilanza della Consob sulle società di revisione, il cui esercizio prevede, tra l’altro, la definizione di principi e criteri da adottare per la revisione, sentito il parere del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.[1]
Solo questi – alternativi - passaggi potranno sancire la cogenza normativa di tali nuovi principi per le revisioni dei bilanci delle società. Situazione che, come detto, allo stato non sussiste ancora.
Principi di revisione nazionali
I principi di revisione nazionali sono stati emanati dal 2002 al 2007 dall’apposita Commissione congiunta dei due Consigli nazionali dei dottori commercialisti e dei ragionieri e dal 2008 dalla Commissione per lo studio e la statuizione dei principi di revisione del CNDCEC e adottati, tramite raccomandazione, dalla Consob.
Tali principi sono una diretta derivazione di quelli internazionali nella versione “pre-clarified” e riguardano le società quotate.
Nel corso del 2004 è stato emesso il principio n.1005 “Considerazioni sulla revisione delle imprese ed enti minori” che, per la sua natura, non è stato raccomandato dalla Consob e pertanto non risponde alle caratteristiche previste dal DLgs n. 39/2010.

[1] Nella prassi tale procedura si è concretata nella elaborazione congiunta dei principi da parte del Consiglio nazionale e
della Consob, con la collaborazione di Assirevi, e nella successiva adozione tramite raccomandazione Consob.

CONCLUSIONI
Fino al momento in cui l’attività di revisione legale dei conti sarà pienamente regolata in tutti i suoi aspetti, per comprendere correttamente l’ambito di applicazione dei principi di revisione, occorre effettuare una distinzione tra due contesti: quello (A) delle revisioni legali di bilanci di società sottoposte alla vigilanza CONSOB e quello (B) delle altre revisioni legali.
(A) Per la prima tipologia di revisioni, ovvero quelle relative a soggetti tenuti al rispetto delle previsioni del DLgs n. 58/1998, il set di principi di riferimento rimane quello in vigore ed emesso secondo le già indicate procedure previste dall’art. 162 del medesimo decreto.
Sul punto si ritiene che, nei punti in cui i principi di revisione internazionali (ISA) nella versione “clarified” migliorino l’informativa di bilancio essi possano essere facoltativamente adottati, integrando le informazioni eventualmente non previste dai principi di revisione nazionali in vigore.
(B) Per le revisioni legali dei bilanci delle società non soggette alla vigilanza della Consob il DLgs n. 39/2010 non ha mutato il quadro di riferimento nel quale, similmente al passato, non è prevista alcuna cogenza giuridica dei principi di revisione, che continuano quindi ad essere un punto di riferimento tecnico che ogni revisore potrà declinare ed adattare, secondo la propria esperienza e competenza tecnica, in relazione alla situazione nella quale sarà chiamato a rilasciare il proprio parere.
Un riferimento tecnico quindi ma non anche un riferimento normativo obbligatorio.
Per effetto di quanto precede quindi la revisione legale sui conti annuali e consolidati dell’esercizio 2010, da effettuarsi nel corso del corrente 2011, avrà lo stesso quadro di riferimento normativo del precedente esercizio.
Il Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti ed esperi contabili non mancherà in ogni caso di seguire l’intero processo di avvicinamento alla piena operatività dell’attività di revisione legale come tratteggiata dal D.Lgs. 39/2010, mettendo a disposizione delle istituzioni e dei colleghi tutta l’informazione, la formazione e gli strumenti operativi necessari (tra i quali le linee guida per l’applicazione dei principi di revisione nelle le società non quotate) per l’esercizio qualitativamente elevato dell’attività di revisione che verrà disciplinata a regime».