L’articolo 172 disciplina la collaborazione tra il Corpo della Guardia di Finanza e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) per lo svolgimento dei servizi di sorveglianza e tutela sulla realizzazione dei beni prodotti dall’IPZS per conto dello Stato e per i connessi servizi di scorta. A tal fine si prevede l’impiego di non più di 200 unità di personale della Guardia di Finanza, i cui oneri sono posti a carico dell’IPZS nel limite di 5 milioni di euro annui. La definizione delle modalità operative della collaborazione e di sostenimento dei relativi oneri, anche attraverso operazioni di permuta, è rinviata a una apposita convenzione da stipularsi tra l’IPZS e la Guardia di finanza. Il comma 1 prevede la collaborazione della Guardia di Finanza con l’IPZS per lo svolgimento dei servizi di sorveglianza e tutela sulla realizzazione dei beni di cui all’articolo 2 della legge 13 luglio 1966, n.559, effettuata per conto dello Stato italiano, nonché dei connessi servizi di scorta. La norma citata (relativa all’ordinamento dell’Istituto Poligrafico dello Stato) elenca i compiti e i beni prodotti dall’IPZS, tra i quali si segnalano la produzione e la fornitura della carta, delle carte valori, degli stampati e delle pubblicazioni anche su supporti informatici, nonché dei prodotti cartotecnici per il fabbisogno delle amministrazioni dello Stato e il conio delle monete di Stato in conformità delle leggi vigenti. L’IPZS è una società per azioni non quotata (delibera CIPE n.59 del 2 agosto 2002, D.Lgs. n. 116 del 1999) totalmente controllata dal MEF. La relazione illustrativa afferma che la collaborazione è da correlarsi all’importanza strategica assunta dall’IPZS per la tutela di interessi primari del Ministero dell’economia e delle finanze, direttamente connessi alla sicurezza, anche in termini di tracciabilità e anticontraffazione, dei beni dal medesimo Istituto prodotti, coniati o fabbricati, tra i quali documenti soggetti a rendiconto (passaporti, carte d’identità elettroniche, ricettari medici, etc.), valori (carta filigranata e francobolli), sigilli ufficiali e marchi metallici recanti l’emblema dello Stato, nonché monete di Stato in conformità a leggi vigenti o a corso legale. L’Istituto, attraverso la sua partecipata Valori di Carta S.p.A., ha, peraltro, recentemente implementato il polo produttivo di Foggia, certificato dalla Banca Centrale Europea come idoneo alla produzione di carta per banconote. Il comma 2 prevede che per lo svolgimento dei servizi di sorveglianza, tutela e scorta sarà impiegato un contingente di personale del Corpo della Guardia di Finanza complessivamente non superiore a 200 unità. A carico dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sono posti, nel limite di 5 milioni di euro annui:
– il trattamento economico accessorio spettante al personale effettivamente impiegato, compresi i correlati oneri sociali e quelli per il relativo trasferimento;
– le spese di funzionamento, logistiche e per le dotazioni strumentali necessarie per l’espletamento dei medesimi servizi (la relazione governativa elenca, a titolo di esempio, le spese per motorizzazione, accasermamento, casermaggio e vestiario, e quelle per le esigenze alloggiative, eventualmente da fronteggiare con la realizzazione di caserme).
Il comma 3 prevede una convenzione da stipularsi tra l’IPZS e la Guardia di finanza per la definizione delle modalità operative della collaborazione e di sostenimento dei citati oneri, anche attraverso permute ai sensi dell’articolo 2133 del D.Lgs. n. 66/2010 (Codice dell’ordinamento militare). La norma citata prevede che per il contenimento delle relative spese di potenziamento, ammodernamento, manutenzione e supporto per mezzi, materiali e strutture in dotazione, la facoltà di stipulare convenzioni e contratti aventi ad oggetto la permuta di materiali o prestazioni con soggetti pubblici e privati (prevista in via generale al Ministero della difesa per le Forze armate dall’art. 545 dello stesso Codice) compete anche al Corpo della Guardia di finanza. La relazione tecnica afferma che la disposizione è neutra sotto il profilo finanziario in quanto non determina nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, tenuto conto che la stessa non prevede la costituzione di contingenti extra-organico né comporta il ricorso ad assunzioni aggiuntive rispetto alle facoltà previste a legislazione vigente, atteso che il personale adibito alla specifica attività di servizio sarebbe tratto dagli organici della Guardia di finanza.
Fonte: Servizio Studi Senato della Repubblica – dossier 20/11/2020