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9 Settembre 2026

231 e adeguati assetti: due strumenti diversi, una sola direzione

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Tanti imprenditori sono convinti che il Modello 231 e gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili siano, in fondo, la stessa cosa. In realtà non lo sono affatto. Sono strumenti diversi, nati con finalità differenti, ma che – se letti insieme – raccontano molto bene che tipo di impresa si vuole costruire oggi.
Ed è proprio qui che si apre uno spazio interessante di collaborazione tra commercialisti, avvocati 231, revisori e consulenti: non una sovrapposizione di ruoli, ma una vera sinergia a vantaggio dell’imprenditore. Noi consulenti siamo chiamati a fare da ponte, a fare da interpreti tra linguaggi diversi per rimettere l’impresa al centro di questo ecosistema.

Modello 231: protezione giuridica e presidio dei rischi penali
Il Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 nasce con un obiettivo preciso: tutelare l’impresa dal rischio di responsabilità penale per reati commessi da amministratori, dipendenti o collaboratori nell’interesse o a vantaggio dell’azienda.
Parliamo, ad esempio, di:
•mappatura dei rischi-reato
•protocolli e procedure di prevenzione
•sistema disciplinare
•organismi di vigilanza
Il Modello 231 lavora sul piano della compliance, della legalità e della tutela reputazionale. È uno strumento indispensabile, soprattutto per imprese strutturate, che operano con la Pubblica Amministrazione, in settori regolamentati o con filiere complesse.
Ma c’è un punto spesso trascurato: il Modello 231, da solo, non dice se l’azienda è economicamente solida, se sta andando verso una crisi o se le decisioni strategiche sono sostenibili nel tempo. Vigila sulla legalità formale dei comportamenti, ma non sulla cassa.

Adeguati assetti: governo dell’impresa e sostenibilità nel tempo
Gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, introdotti e rafforzati dal Codice della Crisi, hanno un focus completamente diverso.
Qui il centro non è il reato, ma la continuità aziendale.
Adeguati assetti significa, ad esempio:
•un assetto organizzativo coerente con dimensione e complessità dell’impresa
•un sistema amministrativo e contabile affidabile
•pianificazione finanziaria
•monitoraggio costante degli equilibri economici, patrimoniali e finanziari
•utilizzo di strumenti come budget, business plan, cash flow, controllo di gestione ed early warning
In altre parole: la capacità dell’impresa di intercettare per tempo segnali di squilibrio e prendere decisioni consapevoli prima che la crisi diventi irreversibile.
Gli adeguati assetti non sono un documento da “tenere nel cassetto”, ma un processo vivo, che accompagna l’imprenditore nella gestione quotidiana e nelle scelte strategiche.

Non alternativi, ma complementari
Il punto chiave è questo: Modello 231 e adeguati assetti non si sostituiscono.
•Il Modello 231 presidia il rischio penale e reputazionale
•Gli adeguati assetti presidiano il rischio economico-finanziario e gestionale
Un’impresa può essere formalmente compliant sotto il profilo 231 e trovarsi comunque in una situazione di grave squilibrio finanziario. Allo stesso modo, un’impresa ben organizzata sul piano economico può esporsi a rischi legali se non ha presidiato correttamente i processi sensibili.
La vera forza sta nell’integrazione.

Le sinergie tra commercialista e avvocato 231
È qui che il lavoro in partnership diventa un valore concreto.
L’avvocato 231 ha una visione profonda dei processi a rischio, delle responsabilità e delle procedure di controllo. Il commercialista e il consulente aziendale hanno una lettura quotidiana dei numeri, dei flussi finanziari, dell’organizzazione e delle scelte strategiche.
Mettere insieme queste competenze significa:
•costruire Modelli 231 realmente aderenti alla realtà aziendale
•evitare modelli “standard” scollegati dall’operatività
•trasformare gli adeguati assetti da obbligo normativo a strumento di governo dell’impresa
Non si tratta di invadere il campo dell’altro, ma di parlare la stessa lingua per offrire all’imprenditore una visione completa del rischio e delle opportunità.

Il vantaggio per l’imprenditore (e perché conviene essere sponsor)
Quando Modello 231 e adeguati assetti dialogano, l’imprenditore ottiene vantaggi concreti:
•maggiore tutela personale degli amministratori
•migliore controllo dei processi e dei rischi
•maggiore credibilità verso banche, investitori e stakeholder
•decisioni basate su dati e non su sensazioni
Diventare sponsor consapevole di un progetto di adeguati assetti non significa “subire un adempimento”, ma investire nella solidità e nella governabilità dell’impresa.
È un cambio di mentalità: dalla difesa ex post alla prevenzione ex ante.

Una sola direzione: impresa solida, governabile, competitiva
Il Modello 231 e gli adeguati assetti raccontano due facce della stessa impresa: quella che vuole essere conforme alla legge e quella che vuole durare nel tempo.
Affrontarli insieme, con un lavoro coordinato tra professionisti, non è solo una buona pratica: è una scelta strategica.
Le regole cambiano, i mercati evolvono, i rischi aumentano. Il cambiamento non si può evitare. Ma si può governare. E se lo si governa bene, può diventare crescita strutturale.
Perché non basta andare avanti: serve anche reggere l’urto.
Un approccio integrato ad adeguati assetti, Modello 231 ed ESG non è solo compliance: è competitività.

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Francesco Cacchiarelli economista di impresa dal 1989

Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Viterbo, al numero 084 sezione A, anzianità 1989

Iscritto nel Registro dei Revisori Legali MEF, al numero 103287 sezione A, anzianità 1999

francesco@qaserpmi.it

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“Lunedì mattina prendi i tre progetti separati (231, Assetti 2086 e Report per la banca) e unificali in un unico Dossier di Governance Aziendale. Applica il test spietato dei tre verbi (Scrivere, Usare, Monitorare) al processo di gestione della cassa. Se manca la procedura scritta o la verbalizzazione in C.d.A., firma la prima delibera unificata. Fai questo e metti in sicurezza il merito creditizio e la continuità della tua S.r.l.”

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