Se guardi solo il fatturato o l’utile a fine anno, stai solo contando pezzi di carta. Ma se domani mattina devi andare in banca a chiedere un fido, o se un giorno volessi vendere la tua azienda, quel pezzo di carta non basta più.
Lì, i tuoi soldi verranno messi sulla bilancia.
Nella finanza aziendale di trincea, esiste una regola d’oro che distingue chi sopravvive da chi salta: i soldi non si contano soltanto. Si pesano.
•Contare i soldi significa fermarsi alla superficie: fatturato, utile e patrimonio netto.
•Pesare i soldi significa misurare quanto quei risultati siano solidi, ripetibili, trasformabili in cassa e – soprattutto – indipendenti dal fondatore.
Oro o Polistirolo? Il bluff dei 10 milioni di fatturato
Immagina di avere davanti a te due grandi scatoloni.
Il primo è enorme, gigantesco, riempito fino all’orlo di polistirolo. Se lo valuti in termini di volume, occupa tutta la stanza. Sembra un patrimonio immenso.
Il secondo scatolone invece è piccolo, compatto, ma è pieno di lingotti d’oro.
Molte aziende oggi sono come lo scatolone di polistirolo: fanno 10 milioni di fatturato (tanto volume, tanti soldi da “contare”), ma dentro hanno margini risicati, un solo grande cliente che fa il 60% del business, impianti obsoleti da rifare e una gestione totalmente dipendente dal titolare. Basta un soffio di vento – un cliente strategico che ritarda un pagamento – e quel polistirolo vola via.
L’azienda “oro” magari fattura la metà, ma ha contratti ricorrenti, clienti frazionati, procedure scritte e una cassa predittiva a 6 mesi. Quell’EBITDA è pesante, stabile, sicuro. Ha un peso specifico che la banca e i mercati finanziari riconoscono subito.
Tu cosa stai accumulando in azienda? Oro o polistirolo?
La piramide del valore reale
Distinguiamo la quantità del risultato dalla qualità del risultato:
•Il fatturato misura quanto hai venduto.
•L’utile misura quanto hai guadagnato secondo le regole contabili.
•La cassa misura quanto di quel risultato si è realmente trasformato in disponibilità finanziaria.
•L’organizzazione misura quanto vale davvero ciò che hai costruito.
Un utile assorbito da crediti incagliati e magazzino obsoleto pesa meno di un utile che diventa cassa liquida. Un EBITDA prodotto da eccezioni, straordinari e intuizioni personali del titolare pesa meno di un EBITDA generato da processi controllati e ripetibili.
Se l’azienda funziona soltanto quando ci sei tu dentro, quell’azienda non vale nulla. Vale zero per un investitore e vale pochissimo per una banca. Il valore della tua impresa non dipende dai risultati storici che ha prodotto, ma dalla qualità del sistema che hai strutturato per rigenerarli in automatico.
Adeguati Assetti: non è burocrazia, è la tua polizza assicurativa
Quando la legge oggi ti impone di istituire i famosi “adeguati assetti”, non ti sta chiedendo di fare altra carta o di compiacere il tuo commercialista. Ti sta chiedendo, letteralmente, di pesare i tuoi flussi finanziari prima che sia troppo tardi.
Un conto economico che segna 500mila euro di utile è un dato contabile ordinato, ma se quei soldi sono bloccati nei clienti che non ti pagano prima di 120 giorni, per la finanza strategica quell’utile è aria fritta.
Il Codice della Crisi e gli istituti di credito oggi vogliono vedere la qualità della cassa: pretendono un budget di tesoreria predittivo a 6 mesi. Vogliono sapere se l’azienda cammina da sola o se, se tu vai in vacanza due settimane, la produzione si blocca e i clienti rimangono al telefono.
Implementare gli adeguati assetti significa ad esempio due cose:
1.Dare un peso specifico reale alla tua azienda, rendendola attraente per le banche e scalabile.
2.Blindare la tua responsabilità personale di amministratore, mettendo al sicuro il tuo patrimonio privato e la tua casa da qualsiasi scenario di crisi.
Smetti di contare il passato. Inizia a pesare il futuro.
Il mio lavoro come aziendalista non è fare la fotografia del passato o contare le fatture già emesse. Il mio lavoro è aiutarti a costruire un’organizzazione “pesante”, capace di generare cassa in modo predittivo e indipendente dalla tua presenza fisica h24 in azienda.
Se sei un imprenditore che guarda avanti e hai capito che è il momento di dare un peso specifico reale alla tua azienda, blindando al contempo la tua responsabilità di amministratore, parliamone francesco@qaserpmil.it
Francesco Cacchiarelli economista d’impresa dal 1989
Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Viterbo, al numero 084 sezione A, anzianità 1989
Iscritto nel Registro dei Revisori Legali MEF, al numero 103287 sezione A, anzianità 1999
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