Ogni tanto si legge di imprenditori e amministratori chiamati a rispondere personalmente dopo anni di gestione apparentemente “normale”.
L’azienda continuava a lavorare.
Le camere venivano vendute.
I dipendenti erano al loro posto.
I fornitori continuavano a consegnare.
Le banche concedevano ancora qualche margine.
All’esterno sembrava tutto sotto controllo.
Poi arriva la crisi.
E, soprattutto, arriva il momento in cui un giudice, un curatore o un consulente ricostruisce ciò che è realmente accaduto.
La domanda non è più: “Quando è fallita l’azienda?”
La domanda diventa: “Quando gli amministratori avrebbero dovuto accorgersi che la continuità aziendale era compromessa?”
È qui che entrano in gioco gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili previsti dall’art. 2086 c.c.
Non sono un obbligo burocratico.
Sono il sistema che dovrebbe consentire di intercettare per tempo:
•tensioni di liquidità;
•squilibri finanziari;
•deterioramento dei margini;
•perdita della continuità aziendale;
•necessità di intervenire prima che il danno aumenti.
Se questi strumenti esistono e funzionano, gli amministratori possono prendere decisioni tempestive, documentarle e dimostrare di aver agito con la diligenza richiesta dalla legge.
Se invece gli assetti sono assenti, incompleti o meramente formali, il rischio cambia natura.
Non si discute più soltanto della crisi dell’impresa.
Si discute della responsabilità di chi avrebbe dovuto rilevarla e gestirla.
Questo è il motivo per cui gli adeguati assetti non sono un costo.
Sono una forma di tutela.
Tutela dell’impresa.
Tutela dei creditori.
Ma anche tutela degli amministratori.
Perché spesso la differenza tra una crisi gestita e una responsabilità personale non è rappresentata dall’ultimo bilancio.
È rappresentata dalla capacità di dimostrare che l’impresa disponeva di strumenti adeguati per comprendere, misurare e affrontare la crisi quando era ancora possibile farlo.
Gli adeguati assetti non evitano tutte le crisi.
Ma possono evitare che una crisi d’impresa si trasformi anche in una crisi personale per chi amministra la società.
In QaserPMI aiutiamo imprenditori e organi amministrativi a trasformare un obbligo normativo in uno strumento di creazione di valore.
Francesco Cacchiarelli economista di impresa dal 1989
Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Viterbo, al numero 084 sezione A, anzianità 1989
Iscritto nel Registro dei Revisori Legali MEF, al numero 103287 sezione A, anzianità 1999
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