Immobilizzazioni immateriali
Secondo una definizione sintetica, le immobilizzazioni immateriali si identificano in attività che aggiungono capacità di reddito all’impresa pur essendo non visibili. Più esattamente, si tratta di entità non fisiche, generalmente di lunga durata aventi natura di costi differiti più che di spese anticipate, cioè di costi non a cavallo dell’esercizio, ma differiti in più esercizi in vista di un flusso futuro di ricavi.
Sotto la denominazione “immobilizzazioni immateriali” sono compresi sia i costi pluriennali che non hanno avuto come contropartita l’acquisto di un bene immateriale, sia i diritti immateriali (brevetti e diritti su opere dell’ingegno, concessioni, licenze, marchi e simili). Rientrano in un’ampia nozione di immobilizzazioni immateriali anche costi che, non avendo come risultato l’acquisto da parte della società di beni immateriali singolarmente valutabili (brevetti, marchi, ecc.), sono tuttavia idonei a produrre effetti positivi (anche) in esercizi successivi a quello in cui sono stati sostenuti.
Quanto ai criteri di valutazione dei diritti immateriali in condizioni di funzionamento, non sono fissate, in linea generale, regole diverse da quelle stabilite per le immobilizzazioni materiali. Il criterio di iscrizione in bilancio è fondato sul costo di acquisto o di produzione: in caso di immobilizzazioni di durata limitata nel tempo, il costo dovrà essere sistematicamente ammortizzato e nel caso in cui, al termine di un esercizio, il valore dell’immobilizzazione risulti durevolmente inferiore al costo, essa dovrà essere iscritta a tale minor valore. Al riguardo, si precisa che il piano di ammortamento deve essere attuato tenendo conto non solo dei limiti giuridici di durata, ma anche dei relativi limiti economici. Si rileva che, per alcune specifiche fattispecie (spese di impianto e ampliamento, costi di ricerca, sviluppo e pubblicità), il legislatore civilistico ha fissato in cinque anni la durata
massima del periodo di ammortamento, in altri casi invece (si pensi alle spese incrementative su beni di terzi), la definizione del piano di ammortamento è lasciata al prudente apprezzamento degli Amministratori.
Ai fini della presente stima, la revisione critica dei valori iscritti nella situazione patrimoniale al …. della Dolce s.a.s. a titolo di immobilizzazioni immateriali, è diretta a verificare:
a) la corretta iscrizione a bilancio, sulla scorta dell’applicazione dei principi contabili, per cui il valore esposto deve rappresentare un costo a utilità pluriennale recuperabile in base alle future capacità reddituali dell’impresa;
b) il corretto computo degli ammortamenti: tenendo conto della determinazione della vita utile nel caso di beni e diritti immateriali, ovvero, dell’adeguata attribuzione delle quote ai singoli esercizi in caso di costi pluriennali;
c) la corretta esposizione in bilancio.
Si sottolinea che, in merito alla considerazione delle immobilizzazioni immateriali nel patrimonio netto di trasformazione, non deve sussistere alcun dubbio poiché la stima, come sopra esposto, muove da criteri di funzionamento e non di liquidazione. Di conseguenza, le immobilizzazioni immateriali devono essere mantenute (se e in quanto suscettibili di avere un’utilità futura) proprio nella prospettiva di continuazione dell’attività: del resto la società risultante dalla trasformazione conserva i diritti e gli obblighi antecedenti.
Nella situazione patrimoniale della Dolce s.a.s. alla data del …. le immobilizzazioni immateriali iscritte sono costituite da:
….
In relazione ai controlli effettuati sulla voce in questione è emersa:
– la corretta iscrizione ed esposizione in bilancio come immobilizzazione dei costi che la compongono in quanto aventi effettiva utilità pluriennale e recuperabili attraverso le future capacità reddituali dell’impresa;
– la corretta definizione dei piani sistematici di ammortamento e la corretta determinazione delle singole quote.
Pertanto, posto che tali immobilizzazioni immateriali debbono senz’altro essere mantenute, in quanto aventi utilità futura nella prospettiva di continuazione dell’attività della società, il sottoscritto ritiene di non dover apportare alcuna variazione al valore di bilancio, pari, complessivamente, a euro …..
SOFTWARE
Questi cespiti, ad oggi quasi completamente ammortizzati, vengono prudenzialmente stralciati e quindi valutati per un valore pari a zero.
Si ritiene di attribuire un valore esclusivamente ai programmi Pinco Pallo Work e Ufficio2030 cui viene attribuito un valore non superiore ad € 1.700,00.=
Avviamento iscrizione in bilancio solo se acquisito a titolo oneroso
OIC 24 secondo cui l’avviamento rappresenta solo la parte di corrispettivo riconosciuta a titolo oneroso, non attribuibile ai singoli elementi patrimoniali acquisiti di un’azienda ma piuttosto riconducibile al suo valore intrinseco.
Articolo 2426 cod. civ. secondo cui “l’avviamento può essere iscritto nell’attivo con il consenso, ove esistente, del collegio sindacale, se acquisito a titolo oneroso, nei limiti del costo per esso sostenuto. L’ammortamento dell’avviamento è effettuato secondo la sua vita utile; nei casi eccezionali in cui non è possibile stimarne attendibilmente la vita utile, è ammortizzato entro un periodo non superiore a dieci anni”.
Alla luce di quanto sopra esposto il sottoscritto perito dichiara, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2500 ter del codice civile, che il capitale sociale della società risultante dalla trasformazione deve essere fissato in una cifra non superiore al netto patrimoniale ut supra definito e quantificato.
Quanto sopra viene asseverato con giuramento.
Marchio
Per valore normale, si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi.
Per poter attribuire un valore economico al marchio è necessario, prima di tutto, condurre un accurato esame preliminare del titolo, finalizzato ad accertare lo stato di registrazione, la validità e la titolarità giuridica del marchio nei territori in cui è/è stato oggetto di tutela e di uso, rispetto agli specifici prodotti e /o servizi rivendicati dalle rispettive domande e/o registrazioni, nel rispetto della normativa locale vigente, nonché valutando eventuali scenari di conflittualità passati e/o pendenti (in esempio: opposizioni, procedure giudiziali o stragiudiziali) e le relative ripercussioni sul piano economico e legale
MACCHINE UFFICIO
Trattasi in gran parte di diverse macchine per ufficio (calcolatrici, computer datati, fotocopiatrici, ecc.) completamente ammortizzati di valore praticamente nullo.
Si ritiene di attribuire un valore esclusivamente ai due personal computer acquistati nel 20…
Il valore complessivo dei su detti due computer è stato espresso tenuto conto del costo d’acquisto, dello stato d’uso e del valore di scambio. Il tutto al netto degli ammortamenti viene valutato per un importo non superiore ad €. 1.5000,00.
MOBILI ED ARREDI
Trattasi di materiale vario (sedie operative, scrivania ecc.) completamente ammortizzati di valore praticamente nullo.
Si ritiene di attribuire un valore esclusivamente a due scaffalature acquistate nel 20…
Il tutto al netto degli ammortamenti viene valutato per un importo, pari al valore di libro, non superiore ad €. 1.000,00.