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9 Settembre 2026

LEGGE DI BILANCIO 2021 Schede di lettura Articolo 1, commi da 507 a 509 Programma nazionale di ricerca e interventi sul contrasto alla povertà educativa

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I commi da 507 a 509, introdotti in prima lettura, demandano al Ministero dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministero dell’istruzione, la promozione di un programma nazionale di ricerca e interventi, della durata di 12 mesi, sul contrasto della povertà educativa. Nell’attuazione del programma possono essere coinvolte università, scuole, istituti di cultura e organizzazioni del Terzo settore con esperienza specifica. Per tale scopo si istituisce un apposito Fondo nello stato di previsione del Ministero dell’università e della ricerca con una dotazione di 2 milioni di euro per il 2021. La finalità della disposizione è di ridurre le disuguaglianze e di contrastare la perdita di apprendimento nei territori più marginalizzati. Il programma nazionale di ricerca e interventi – promosso dal Ministero dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministero dell’istruzione – prevede un piano organico multidisciplinare e multilivello di monitoraggio dei territori e gruppi di popolazione più a rischio e di sperimentazione di interventi innovativi. Nell’attuazione del programma nazionale di ricerca e di interventi possono essere coinvolte le università, anche attraverso la partecipazione volontaria di studenti universitari nel sostegno educativo, le organizzazioni del Terzo settore, con esperienza nel contrasto della povertà educativa e della dispersione scolastica, le istituzioni scolastiche e gli istituti di cultura. Sul contrasto alla povertà educativa sono intervenute diverse diposizioni che hanno coinvolto una pluralità di amministrazioni. Con specifico riferimento agli interventi che riguardano le competenze dei Dicastri Istruzione e università, si ricorda che l’art. 11 del D.L. 91/2017 (L. 123/2017) ha demandato all’allora Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR) l’individuazione, nelle Regioni del Mezzogiorno, delle aree di esclusione sociale, caratterizzate da povertà educativa minorile e dispersione scolastica, nonché da un elevato tasso di fenomeni di criminalità organizzata. Per tali scopi il MIUR doveva indire una procedura selettiva per la presentazione di progetti, finanziata nell’ambito delle risorse del Programma operativo nazionale (PON) «Per la scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento», riferito al periodo di programmazione 2014/2020. In attuazione è intervenuto il D.I. 15 marzo 2019, n. 218, con cui sono state individuate 292 aree territoriali di esclusione sociale caratterizzate da povertà educativa minorile e dispersione scolastica, nonché da un elevato tasso di fenomeni di criminalità organizzata destinatarie degli interventi educativi di cui al presente Avviso. Dette aree sono situate nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Il 6 agosto 2019 è stato quindi emanato l’Avviso pubblico per la realizzazione di progetti volti al contrasto del rischio di fallimento formativo precoce e di povertà educativa, nonché per la prevenzione delle situazioni di fragilità nei confronti della capacità attrattiva della criminalità, nell’ambito dell’Asse I del PON “Per la Scuola” 2014-2020 e del relativo Programma Operativo Complementare (POC) “Per la Scuola”, Asse I. Tale avviso è volto a finanziare la realizzazione di interventi educativi di durata biennale. Si veda anche il Rapporto dell’allora Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca “Una politica nazionale di contrasto del fallimento formativo e della povertà educativa”, redatto a gennaio 2018. Con riferimento al ruolo del Terzo settore, si veda il Protocollo di intesa siglato il 21 ottobre 2020 tra il Ministero dell’istruzione e il Forum nazionale del Terzo settore, che prevede tra l’altro la costituzione di un Gruppo di lavoro paritetico composto da tre rappresentanti di ciascuna delle parti.

 

 

Fonte: Servizio Studi Senato della Repubblica – dossier 28/12/2020

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