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9 Settembre 2026

EBITDA Cash Flow e la liquidità

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L’EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation, and Amortization) è uno degli indicatori più citati per valutare la performance di un’azienda. Tuttavia, c’è un errore che molte imprese commettono: confondere la redditività con la disponibilità di cassa.

Attenzione a non farvi ingannare: l’EBITDA non paga gli stipendi il 15 del mese, il Cash Flow si.

Molti imprenditori e manager guardano l’EBITDA come una “scorciatoia” per valutare la salute finanziaria dell’azienda. Il problema? L’EBITDA non racconta la verità sulla liquidità disponibile per far fronte alle scadenze aziendali.

Cosa manca all’EBITDA?
1. Ignora il pagamento delle tasse
L’EBITDA non tiene conto delle imposte che l’azienda deve versare. Le tasse sono un costo reale che incide direttamente sulla cassa disponibile e non possono essere ignorate quando si valuta la sostenibilità finanziaria dell’impresa.

2. Non considera il capitale circolante
Crediti da incassare: avere fatture emesse non significa avere liquidità in banca. Se i clienti pagano in ritardo, l’azienda potrebbe trovarsi in difficoltà.
Scorte da gestire: investire in magazzino immobilizza risorse finanziarie che non possono essere utilizzate per altre necessità operative.
Debiti verso fornitori: pagare i fornitori troppo presto senza adeguata copertura di cassa può compromettere la liquidità.

3. Non tiene conto del servizio del debito
Molte aziende hanno finanziamenti in corso per investimenti, macchinari, leasing, mutui. L’EBITDA non considera il rimborso del capitale e degli interessi, ma il cash flow si.

EBITDA e Cash Flow: Due indicatori diversi, 2 funzioni diverse
Se vuoi capire la liquidità della tua azienda, non puoi fermarti all’EBITDA.
L’EBITDA misura la capacità operativa di generare margini, il Cash Flow misura la capacità di “sopravvivere” e crescere.

Un’azienda può avere un EBITDA elevato ma soffrire di tensioni finanziarie perché il cash flow non è sufficiente a coprire le esigenze operative.

La domanda è: “hai abbastanza cassa per far fronte ai tuoi impegni?”
Gli stipendi il 5 del mese, gli F24 il 16, i leasing il 21 e la rata del mutuo il 30 si pagano con la liquidità disponibile, non con l’EBITDA.

Come gestire la liquidità aziendale?

1. Monitora il cash flow operativo
Non basta guardare il conto economico: serve un piano di tesoreria che evidenzi entrate e uscite di cassa nel breve e medio periodo.

2. Gestisci il capitale circolante
Accorcia i tempi di incasso con politiche di credito più rigide.
Ottimizza i pagamenti ai fornitori senza mettere a rischio i rapporti commerciali.
Gestisci le scorte per evitare immobilizzazioni inutili.

3. Pianifica le esigenze finanziarie
Se sai di avere scadenze importanti, assicurati di avere risorse sufficienti o linee di credito disponibili.

4. Non crescere senza controllo
La crescita richiede liquidità. Se il capitale circolante assorbe troppa cassa, anche un’azienda redditizia può trovarsi in difficoltà.

Ricorda si fallisce per cassa non per competenza !

 

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