UAE Emirati Arabi Uniti
L’Emirato di Dubai è uno dei sette emirati dello Stato degli Emirati Arabi Uniti.
1 Dirham 0,25 Euro
Daniele si distingue dalla massa dei consulenti di Dubai, proprio grazie a questo ulteriore supporto tecnico bancario, molto gradito soprattutto dalle società e dagli imprenditori che non hanno potuto aprire un conto corrente per essersi affidati a consulenti disinformati e improvvisati.
I vantaggi che offrono queste aree speciali sono svariati.
Dalla tassazione sul reddito societario che è pari a zero, alla possibilità di rimpatrio dei capitali investiti senza tassazione. Tutto questo a fronte del pagamento (anticipato) di una licenza annuale
I benefici relativi alla tassazione nelle free zone possono essere così elencati:
Nessun tipo di tassazione sul reddito societario (o sulle plusvalenze)
Zero imposte sulle imprese e sul reddito personale, garantite da 15 a 50 anni, a seconda della zona;
Nessuna restrizione sui movimenti valutari;
Possibilità di rimpatrio dei capitali investiti senza tassazione.
Lo Stato dà il benvenuto agli imprenditori da tutto il mondo chiedendo in cambio il pagamento anticipato di una licenza annuale.
Indicativamente, per essere seguiti da professionisti accreditati e non avere disguidi per un anno, il servizio può avere un costo a partire da circa 20.000 Euro.
Dal 2018 gli Emirati (e quindi anche Dubai) hanno introdotto un’imposta al 5% simile alla nostra IVA, dalla quale però sono esenti i prodotti alimentari di base, l’istruzione e l’assistenza sanitaria.
Come funziona la tassazione se vendi su Internet da Dubai
Per una fascia di clientela che gestisce un business online, quale un e-commerce o un’attività di dropshipping, il vantaggio di una pressione fiscale più leggera da parte dello Stato nel quale si produce reddito può essere un vantaggio considerevole. Per questo motivo, investire a Dubai e negli Emirati Arabi – che presentano tassazione a zero sul reddito di impresa nelle Free Zone – rappresenta una soluzione ideale, soprattutto se si vende all’estero.
L’apertura di un conto bancario a Dubai o in un altro Paese degli Emirati Arabi Uniti è un tema piuttosto controverso che merita di essere approfondito grazie ad un consulente esperto, affidabile ed accreditato direttamente presso gli istituti bancari emiratini.
Hanno una reale opportunità di aprire un conto bancario solamente le società con sede negli Emirati Arabi Uniti e/o le filiali di società straniere, cd. Branch.
Inoltre, anche se un conto corrente a Dubai può essere aperto in diverse valute, il Dirham (AED) e il Dollaro (USD) rimangono le valute preferenziali.
La principale difficoltà legata all’apertura di una società a Dubai consiste nel procedere secondo la regolamentazione prevista per l’accensione di un conto corrente.
Tale step, come anticipato, non è da sottovalutare a causa della complessità del suo espletamento.
Consigliare dei sistemi di pagamento con cui incassare i soldi.
Il successo passa per una conoscenza scrupolosa delle regole.
Limited Liability Company (simile alla nostra Società a responsabilità limitata).
Le Free zones sono Zone Franche costituite appositamente per agevolare l’apertura o la delocalizzazione di società straniere. I vantaggi principali di operare all’interno di queste aree sono i seguenti:
Possibilità di detenere il 100% delle quote societarie (non è dunque necessario avere uno sponsor locale);
Nessuna imposta sulle imprese e sul reddito personale garantite da 15 a 50 anni, a seconda della zona;
Nessuna restrizione sui movimenti valutari;
Possibilità di rimpatrio dei capitali investiti senza tassazione;
Svantaggi di costituire una società nelle Free Zone di Dubai
Tempi di costituzione di una società che vanno in media dai 3 ai 6 mesi;
E’ obbligatorio dotarsi di un ufficio, che può avere costi molto elevati, a seconda della zona in cui si opera.
Non è possibile vendere beni o servizi in territorio degli Emirati. La violazione di questa norma comporta l’applicazione di sanzioni importanti.
Il problema delle società fittiziamente costituite all’estero
Restare un imprenditore residente in Italia ed aprire una società negli Emirati, anche se possibile, potrebbe costarti l’imputazione di importanti sanzioni fiscali. La fattispecie di violazione a cui faccio riferimento è quella legata alle società fittiziamente costituite all’estero. Mi riferisco alla fattispecie di esterovestizione societaria.
L’attività di pianificazione di un business all’estero è complessa è non può essere sostituita da un’iniziativa certamente lodevole, come quella promossa dagli Emirati Arabi Uniti. L’errore che si commette è quello di pensare esclusivamente alla normativa societaria e fiscale estera tralasciando la normativa nazionale (se si decide di non trasferirsi all’estero)
La sede effettiva di una società.
Che cosa si deve intendere per sede effettiva di una società? Per capirlo ci vengono incontro sia l’articolo 4 del Modello OCSE che la sentenza n. 136/1998 della Corte di cassazione. Secondo questi documenti la sede effettiva della società deve considerarsi:
“il luogo in cui la società svolge la sua prevalente attività direttiva ed amministrativa per l’esercizio dell’impresa. Cioè il centro effettivo dei suoi interessi, dove la società vive ed opera, dove si trattano gli affari e dove i diversi fattori dell’impresa vengono organizzati e coordinati per l’esplicazione ed il raggiungimento dei fini sociali“
… ha trasferito nel corso degli anni più di 300 imprese, imprenditori e liberi professionisti a Dubai (esperienza).
Come aprire un e-commerce a Dubai
Per la promozione di un E-commerce, di una società di dropshipping o di una qualsiasi attività che gestisca vendite e magazzino tramite Amazon FBA o altri sistemi di logistica esterni, i sistemi fiscali agevolati emiratini rappresentano una vera opportunità, in particolar modo quelli delle Free Zone a Dubai e negli altri Emirati.
Innanzitutto, è importante porre l’attenzione sull’improvvisa chiusura avvenuta il 22 febbraio 2021 a Dubai della piattaforma Transfertwise. Questo avvenimento, infatti, ha comportato un grave stallo per molte società di E-commerce e dropshipping che non presentavano una solida struttura ma possedevano un conto online sull’indicato spazio virtuale.
A causa di tale fatto, numerose società di dropshipping e vendita online che erano giunte a Dubai col solo conto online si sono trovate prive di sistemi di pagamento integrati, dovendo, così, dare vita con estrema celerità a delle società “passanti” soprattutto in Wyoming – Canada – Delaware, tutte controllate dalle Free Zone degli UAE e dotate di sistemi di pagamento online come Wise America & Mercury.
La prima fondamentale caratteristica che deve presentare una società che opera Online a Dubai è la serietà nell’aprirsi un conto fisico in una banca UFFICIALE, CAPITALIZZATA E CON DEGLI SPORTELLI.
Inoltre, chi vuole costituire una società a Dubai che operi nel settore E-commerce o dropshipping dovrà possedere oltre ad un conto corrente in banche fisiche, anche almeno altri 2 requisiti fondamentali:
una società abilitata alla vendita online con licenze specifiche;
delle branch in altre giurisdizioni, qualora la società abbia un volume d’affari adeguato
Se si vuole evitare di aprire un negozio fisico e quindi di sostenere il costo di un affitto oneroso, si può optare per una società di import/export per il B2B, dotata di uno showroom di rappresentanza o di un ufficio nella Free Zone.
La scelta, tuttavia, più efficace nell’ambito dei business online è quella di dar vita ad una società di servizi web in Free Zone per gestire l’e-commerce B2C o B2B, ma priva di magazzino. In questo caso, la società viene creata esclusivamente per gestire la parte commerciale e per farlo dovrà possedere delle licenze ad hoc.
Aprire un e-commerce in una delle Free Zone di Dubai o degli altri emirati comporta il già ricordato vantaggio di essere esenti da dazi doganali, sia nella vendita all’estero sia in quella interna della Free Zone stessa.
Se la società vende online nel mercato degli Emirati Arabi Uniti, l’azienda deve essere registrata presso il porto e la dogana dell’emirato di riferimento, e dovrà essergli assegnato un codice di importazione.