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9 Settembre 2026

Gli adeguati assetti non li fa il revisore

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Ma il revisore deve poter dire su cosa si fondano !
Partiamo da un punto fermo, senza ambiguità.
Il revisore non deve fare gli adeguati assetti.

Non è il suo ruolo.
Non entra nella gestione.
Non implementa assetti.
Non li monitora operativamente.
Il revisore fa un’altra cosa: verifica che esistano.
Ed è proprio qui che nasce la riflessione.

Se l’azienda dichiara continuità e adeguati assetti, la domanda è una sola
Su cosa si fonda questo giudizio?
Su un documento statico?
Su una dichiarazione dell’imprenditore?
Su un modello teorico non utilizzato?
Perché oggi la responsabilità è alta e il contesto è complesso.
E un giudizio che non poggia su basi concrete diventa fragile, anche se formalmente corretto.

La soluzione non è “fare di più”, ma fare meglio squadra
Coinvolgere un soggetto terzo che implementa e monitora gli adeguati assetti non significa delegare responsabilità.
Significa rafforzarle.
Per il revisore questo approccio:

  • non costa nulla
  • non genera conflitti
  • non intacca l’indipendenza
  • riduce drasticamente il rischio professionale
  • rende il giudizio più solido, concreto e difendibile

Il revisore continua a fare il revisore.
Ma lo fa su basi migliori.

Chi lavora sugli adeguati assetti non è un rivale
Questo punto va chiarito bene, soprattutto verso i colleghi.
Chi si occupa di adeguati assetti:
•non fa contabilità
•non fa compliance fiscale
•non sostituisce il commercialista dell’azienda
Fa un’altra cosa.
Fa controllo.
Fa indicatori.
Fa processi.
È una specializzazione diversa, complementare.
Come un cardiologo non sostituisce un dentista.

Sedersi insieme davanti all’imprenditore è un vantaggio per tutti
Quando revisore, consulente degli assetti e imprenditore si siedono allo stesso tavolo:
•l’azienda capisce davvero i numeri
•i costi e i margini diventano governabili
•la liquidità smette di essere una sorpresa
•il tempo sprecato diminuisce
•il patrimonio e la continuità sono più protetti
E soprattutto, ognuno resta nel proprio ruolo.

Il revisore non deve fare gli adeguati assetti.
Ma deve poter verificare che esistano davvero.

Avere davanti un’azienda che li ha implementati e li monitora in modo serio non è un rischio.
È una tutela.
Per l’impresa.
Per il revisore.
Per tutti i professionisti coinvolti.
E quando gli assetti sono fatti bene, il lavoro di tutti diventa più semplice, più difendibile e più solido nel tempo.

#revisione #adeguatiassetti #partership #indipendenza

Francesco Cacchiarelli economista di impresa dal 1989

Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Viterbo, al numero 084 sezione A, anzianità 1989

Iscritto nel Registro dei Revisori Legali MEF, al numero 103287 sezione A, anzianità 1999

francesco@qaserpmi.it

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