Il brevetto è un titolo in forza del quale si conferisce al titolare un monopolio temporaneo di sfruttamento di un trovato, per un periodo di tempo limitato, consistente nel diritto esclusivo di realizzarlo, disporne e farne un uso commerciale, vietando tali attività ad altri soggetti non autorizzati. Un brevetto non attribuisce al titolare un’autorizzazione al libero uso dell’invenzione coperta dal brevetto, ma solo il diritto di escludere altri soggetti dall’utilizzo della stessa. Il diritto di esclusiva conferito dal brevetto ha efficacia solo nell’ambito dello stato che lo ha rilasciato (principio di territorialità). Possono essere oggetto di brevetto soltanto le innovazioni tecnologiche con applicazione industriale, che si presentano come soluzioni nuove, originali e concrete di un problema tecnico.
Possono costituire oggetto di brevetto:
- Le invenzioni industriali
- I modelli di utilità
- Le nuove varietà vegetali
In alternativa alla brevettazione, un’impresa che intenda proteggere una propria invenzione, potrà:
- renderla di pubblico dominio, attraverso una pubblicazione “difensiva”, assicurandosi in questo modo che nessun altro possa brevettarla
- mantenere l’invenzione segreta, ricorrendo al segreto industriale, disciplinato dall’art. 98 del CPI, in base al quale costituiscono oggetto di tutela le informazioni aziendali e le esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali, soggette al legittimo controllo del detentore.
Brevetto per invenzione industriale
Il brevetto è un importante strumento commerciale per le imprese, che consente loro di proteggere i propri investimenti in ricerca e innovazione e di acquisire risorse economiche supplementari.
Possedere un brevetto fornisce concrete possibilità di ottenere successo nelle azioni legali contro coloro che copiano l’invenzione protetta.
Un buon portafoglio brevetti può essere percepito dai partner commerciali, dagli investitori, dagli azionisti e dai clienti come una dimostrazione dell’alto livello di qualità, specializzazione e capacità tecnologica dell’azienda, elevandone l’immagine positiva.
Utilizzando il brevetto non solo per disporre di un diritto esclusivo sul mercato, ma anche come una normale proprietà o bene, è possibile ottenere i seguenti vantaggi economici e competitivi:
- profitti supplementari derivanti dalla concessione di licenze d’uso o dall’assegnazione del brevetto: il titolare di un brevetto può cederne l’uso a terzi in cambio di un compenso pecuniario e/o del pagamento di “royalty”, in modo da produrre profitti supplementari per la propria impresa; la vendita (o l’assegnazione) di un brevetto implica il trasferimento della proprietà sullo stesso, mentre la licenza di un brevetto comporta la sola possibilità di servirsi dell’invenzione brevettata a specifiche condizioni
- profitti più alti o utili sugli investimenti: la protezione brevettuale derivante dall’invenzione può rivelarsi uno strumento economico e finanziario utile al recupero degli investimenti dell’impresa in R&S,
- accesso alla tecnologia mediante licenze incrociate: sfruttamento del brevetto per la negoziazione di un accordo tra due o più imprese ai fini dell’utilizzo dei reciproci brevetti
- accesso a nuovi mercati: la concessione a terzi di una licenza su un brevetto può determinare l’ingresso in nuovi mercati che sarebbero altrimenti inaccessibili
- maggiori possibilità di ottenere contributi finanziari dai soggetti intermediari a fronte della titolarità di un asset intangibile: la proprietà di brevetti può rivelarsi essenziale per ottenere risorse finanziarie integrative in sede di produzione e commercializzazione dei propri prodotti.
Pertanto il brevetto contribuisce al concreto arricchimento dell’azienda, oltre che a rafforzare la sua posizione sul mercato.
La classificazione internazionale dei brevetti IPC (International Patent Classification). Accordo Strasburgo
La classificazione internazionale dei brevetti IPC (International Patent Classification) rappresenta il sistema più utilizzato a livello internazionale per i brevetti e i modelli d’utilità. Istituita a seguito dell’Accordo di Strasburgo del 1971, è strutturata in modo gerarchico e suddivide le tecnologie brevettabili in otto sezioni (A – H), a loro volta distribuite in livelli sempre più dettagliati (sottosezioni, classi, sottoclassi, gruppi e sottogruppi). Viene aggiornata periodicamente: dal 2006 è in vigore l’ottava versione, che contiene circa 70.000 voci. La IPC non viene utilizzata solo per classificare e ricercare brevetti, ma anche pubblicazioni, articoli scientifici e testi tecnici in generale, al fine di valutare lo stato della tecnica in un particolare settore.