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9 Settembre 2026

Il nuovo rapporto Banca-Impresa: Linee guida EBA e adeguati assetti amministrativi e contabili

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Il panorama delle relazioni tra le imprese e le Banche sta subendo una trasformazione significativa, spinto dalle nuove Linee Guida dell’Autorità Bancaria Europea (EBA) e dalla necessità di adeguati assetti amministrativi e contabili. Queste direttive stanno rivoluzionando il modo in cui le banche valutano il merito creditizio delle imprese, promuovendo una maggiore trasparenza finanziaria e richiedendo una prospettiva forward-looking sulle performance aziendali.

Le nuove linee Guida EBA
Il 30 giugno 2021, le nuove “Linee Guida EBA” sono entrate in vigore, obbligando tutte le banche europee a rivedere e adattare i propri modelli operativi per la concessione del credito alle imprese. Queste linee guida rappresentano un importante cambiamento di paradigma nel rapporto tra banche e imprese, passando da una valutazione “statica” a un’analisi “dinamica” basata su vari driver di valore.

In precedenza, la valutazione del merito creditizio delle imprese era prevalentemente legata a fonti informative come il bilancio aziendale. Ora, con le nuove direttive, le banche si concentrano sempre di più su fattori di rischio, come i flussi di cassa, la posizione finanziaria netta, i modelli di business, i piani strategici, le proiezioni economico-finanziarie e gli aspetti ESG (Ambientali, Sociali e di Governance).

Impatto sul rapporto Banca-Impresa
Queste nuove direttive stanno ridefinendo il rapporto tra banca e impresa in vari modi significativi:

1. Prospettiva Forward-Looking
Una delle principali sfide per le imprese è ora la necessità di presentare una prospettiva forward-looking. Le banche non si basano più esclusivamente sulle informazioni passate, ma cercano proiezioni realistiche e sostenibili del reddito e dei flussi di cassa futuri dell’impresa. Questo richiede un’attenta pianificazione finanziaria e la capacità di comunicare queste previsioni in modo chiaro e documentato.

2. Valutazione del merito creditizio
Le banche valutano ora la capacità attuale e futura dell’impresa di rimborsare il debito. Le garanzie reali, una volta considerate fondamentali, sono ora viste come una seconda via d’uscita in caso di default, mentre l’attenzione si concentra sulle capacità di rimborso basate su piani aziendali supportati da proiezioni finanziarie solide.

3. Assetti organizzativi adeguati
L’articolo 2086 del Codice Civile italiano richiede alle imprese di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa. Questo diventa essenziale per rispettare le nuove linee guida e garantire una gestione finanziaria efficace.

4. Monitoraggio costante:
Il monitoraggio delle posizioni finanziarie delle imprese diventa più frequente e accurato. Le banche monitoreranno in modo più attento l’andamento finanziario delle imprese beneficiarie di finanziamenti.

5. Ruolo delle competenze
Le aziende devono investire nella formazione delle risorse interne e/o collaborare con esperti consulenti esterni specializzati. Queste competenze aggiuntive sono necessarie per garantire che le informazioni finanziarie fornite siano conformi alle richieste delle istituzioni finanziarie.

Oggi Le Banche devono valutare il merito creditizio non più sulle garanzie prestate dall’impresa ma solo considerando i business plan, il budget, il cash flow e documenti in ottica previsionale affidabili e comprovati che le imprese dovranno presentare.

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Il nuovo rapporto tra banca e impresa, alla luce delle nuove Linee Guida EBA e degli adeguati assetti amministrativi e contabili, richiede un cambiamento culturale e operativo da parte delle aziende. Non si tratta solo di rispettare le nuove normative, ma di adottare una prospettiva forward-looking, sviluppare una cultura finanziaria aziendale e investire nelle competenze necessarie.

Le aziende che riescono a fare questi adeguamenti saranno meglio posizionate per ottenere accesso al credito, pianificare la crescita in modo sostenibile e mantenere relazioni solide con le istituzioni finanziarie. In un mondo finanziario sempre più complesso e orientato al futuro, l’adattamento diventa cruciale per il successo a lungo termine delle imprese.

Misurazione delle performance aziendali

Cosa fare per migliorare gli assetti aziendali

Analisi Centrale dei Rischi opportunità per le aziende

Formazione finanziata per gli adeguati assetti per le PMI

Audit volontaria per l’Adeguatezza dei tuoi Assetti Aziendali

Servizi analisi e gestione del Cash Flow per audit Codice Crisi

Il controllo di gestione: un investimento strategico per l’azienda

La sinergia vincente tra Adeguati Assetti e Controllo di Gestione

L’allineamento strategico: La chiave del successo nell’Oceano Blu

L’ibridazione della conoscenza: una sinergia vincente tra consulenti e impresa

Il prezzo del non agire: i rischi imprendibili di ignorare la conformità aziendale

Importanza del monitoraggio e controllo continuo degli adeguati assetti aziendali

L’importanza della separazione tra Finanze Aziendali e Personali dell’imprenditore

Creare valore nelle PMI attraverso l’Innovazione Strutturata secondo la norma ISO 56002

La cultura della prevenzione della crisi d’impresa: l’importanza degli adeguati assetti aziendali per le PMI

Scrivici    info@qaserpmi.it

Estratto di alcuni punti trattati dalle Nuove Linee Guida EBA

EBA: RELAZIONE FINALE SUGLI ORIENTAMENTI IN MATERIA DI CONCESSIONE E MONITORAGGIO DEI PRESTITI
Oggetto
[5] I presenti orientamenti specificano i dispositivi, i processi e i meccanismi di governance interna,
come previsto dall’articolo 74, paragrafo 1, della direttiva 2013/36/UE2, i requisiti in materia di rischio di credito e di controparte, come previsto dall’articolo 79 di tale direttiva, e i requisiti relativi alla valutazione del merito creditizio del consumatore, come previsto dal capo 6 della direttiva 2014/17/UE3 e dall’articolo 8 della direttiva 2008/48/CE.

A) IL MODELLO DI BUSINESS, I PIANI AZIENDALI
5. Procedure per la concessione di prestiti
5.1 Informazione e documentazioni
[86] Ai fini della valutazione del merito creditizio delle microimprese, piccole, medie e grandi imprese, gli enti dovrebbero avere a disposizione e utilizzare informazioni supportate da elementi probatori necessari e adeguati, almeno in relazione a quanto segue:
d. modello di business e, se del caso, struttura aziendale;
e. piani aziendali supportati da proiezioni finanziarie;

[118] Gli enti dovrebbero valutare la capacità attuale e futura del cliente di adempiere le obbligazioni derivanti dal contratto di prestito. Gli enti dovrebbero inoltre analizzare la domanda di prestito del cliente per assicurare che questa sia in linea con la propensione al rischio di credito, le politiche, i criteri di concessione del credito, i limiti e le relative metriche dell’ente, nonché con le misure macro prudenziali pertinenti se applicate dall’autorità macro prudenziale designata.

[120] Nel valutare il merito creditizio del cliente, gli enti dovrebbero porre enfasi su una stima realistica e sostenibile del reddito e del flusso di cassa futuro del cliente, e non sulla garanzia reale disponibile. La garanzia reale non dovrebbe essere di per sé un criterio dominante per l’approvazione di un finanziamento e non può di per sé giustificare l’approvazione di un contratto di prestito. La garanzia reale dovrebbe essere considerata la seconda via d’uscita dell’ente in caso di default o di deterioramento significativo del profilo di rischio e non la fonte primaria di rimborso, ad eccezione di quando il contratto di prestito prevede che il rimborso del prestito si basi sulla vendita dell’immobile dato in garanzia o sulla liquidità fornita a garanzia.

[129] Gli enti dovrebbero assicurare che le proiezioni finanziarie utilizzate nell’analisi siano realistiche e ragionevoli. Tali proiezioni/previsioni dovrebbero essere basate almeno sulla proiezione futura di dati finanziari passati. Gli enti dovrebbero valutare se tali proiezioni sono in linea con le proprie previsioni economiche e di mercato. Laddove nutrono timori sostanziali riguardo all’affidabilità di tali proiezioni finanziarie, gli enti dovrebbero effettuare le proprie proiezioni sulla posizione finanziaria e sulla capacità di rimborso dei clienti.

[131] Nel valutare la posizione finanziaria dei clienti, gli enti dovrebbero valutare la sostenibilità e la fattibilità della futura capacità di rimborso in condizioni potenzialmente avverse pertinenti per il tipo e la finalità del prestito e che possono verificarsi nel corso della durata del contratto di prestito. Tali eventi possono comprendere una riduzione del reddito e di altri flussi di cassa, un aumento dei tassi di interesse, un ammortamento negativo del prestito, pagamenti differiti del capitale o degli interessi, un deterioramento delle condizioni di mercato e operative per il cliente e variazioni dei tassi di cambio, se del caso.

[133] Gli enti dovrebbero valutare le conoscenze, l’esperienza e la capacità del cliente di gestire le operazioni aziendali, le attività o gli investimenti legati al contratto di prestito (ad esempio, uno specifico immobile per un prestito su un immobile non residenziale).

[134] Gli enti dovrebbero valutare la fattibilità del piano aziendale e delle relative proiezioni finanziarie, in linea con le specificità del settore in cui opera il cliente.

[143] Nel valutare il merito creditizio del cliente, gli enti dovrebbero porre enfasi su una stima realistica e sostenibile del reddito e del flusso di cassa futuro del cliente, e non sulla garanzia reale disponibile. La garanzia reale non dovrebbe essere di per sé un criterio dominante per l’approvazione di un finanziamento e non può di per sé giustificare l’approvazione di un contratto di prestito. La garanzia reale dovrebbe essere considerata la seconda via d’uscita dell’ente in caso di default o di deterioramento significativo del profilo di rischio e non la fonte primaria di rimborso, ad eccezione di quando il contratto di prestito prevede che il rimborso del prestito si basi sulla vendita dell’immobile dato in garanzia o sulla garanzia reale liquida fornita.

[144] Nell’effettuare la valutazione del merito creditizio, gli enti dovrebbero:
b – analizzare la struttura organizzativa, il modello di business e la strategia aziendale del cliente, come indicato di seguito;

[151] Gli enti dovrebbero assicurare che le proiezioni finanziarie nell’analisi siano realistiche e ragionevoli, e in linea con le previsioni economiche e di mercato dell’ente. Laddove nutrono timori sostanziali riguardo all’affidabilità di tali proiezioni finanziarie, gli enti dovrebbero effettuare le proprie proiezioni sulla posizione finanziaria dei clienti e, se del caso, utilizzarle per mettere in discussione le proiezioni fornite da questi ultimi.

[156] Gli enti dovrebbero valutare la sostenibilità e la fattibilità della posizione finanziaria e della futura capacità di rimborso del cliente in condizioni potenzialmente avverse che potrebbero verificarsi nel corso della durata del contratto di prestito. A tal fine, gli enti dovrebbero effettuare un’analisi di sensibilità a uno o più fattori, considerando gli eventi di mercato e gli eventi idiosincratici o una loro combinazione.

[157] Questa analisi di sensibilità dovrebbe tenere conto di tutti gli aspetti generali e specifici per classe di attività e prodotto che potrebbero incidere sul merito creditizio del cliente.

[158] Nell’effettuare un’analisi di sensibilità della capacità di rimborso del cliente in condizioni future sfavorevoli, gli enti dovrebbero tenere conto dei seguenti eventi, che sono particolarmente rilevanti per le circostanze specifiche e il modello di business del cliente:
Eventi idiosincratici e Eventi di mercato
a. Un grave ma plausibile calo dei ricavi o dei margini di profitto di un cliente;
b. Un evento di perdita operativa grave ma plausibile;
c. Il verificarsi di gravi ma plausibili problemi di gestione;
d. Il fallimento di un importante partner commerciale, cliente o fornitore;
e. Un grave ma plausibile danno alla reputazione;
f. Un grave ma plausibile deflusso di liquidità, modifiche dei finanziamenti o un aumento della leva finanziaria di un cliente;
g. Variazioni sfavorevoli dei prezzi dei beni a cui il cliente è prevalentemente esposto (ad esempio, come materie prime o prodotti finali) e dei tassi di cambio;
h. Un grave ma plausibile rallentamento macroeconomico;
i. Una grave ma plausibile contrazione dei settori economici in cui operano il cliente e i suoi clienti;
j. Una variazione significativa del rischio politico, normativo e geografico;
k. Un aumento significativo ma plausibile del costo del finanziamento, ad esempio un aumento del tasso di interesse di 200 punti base su tutte le linee di credito del cliente.

[159] Gli enti dovrebbero valutare il modello di business e la strategia aziendale dei clienti, anche in relazione alla finalità del prestito.

[160] Gli enti dovrebbero valutare le conoscenze, l’esperienza e la capacità del cliente di gestire le operazioni aziendali, le attività o gli investimenti legati ai contratti di prestito (ad esempio, uno specifico immobile per un prestito su un immobile non residenziale).

[161] Gli enti dovrebbero valutare la fattibilità del piano aziendale e delle relative proiezioni finanziarie, in linea con le specificità del settore in cui opera il cliente.

[265] Oltre a monitorare le metriche creditizie e finanziarie, gli enti dovrebbero tenere conto delle informazioni relative a fattori qualitativi che potrebbero esercitare un’influenza significativa sul rimborso di un prestito.
Tali fattori potrebbero includere informazioni sulla qualità della gestione, gli accordi/disaccordi tra i proprietari, l’impegno di un proprietario nei confronti del cliente, le previsioni di crescita del mercato, il potere di prezzo di un’azienda, la struttura e la flessibilità dei costi, l’andamento, l’entità e la natura degli investimenti e delle spese di ricerca e sviluppo, nonché la ripartizione tra detentori di debito e gestori («servicer») all’interno del consolidato di gruppo.

 

L’art. 2086 rende l’impresa leggibile; l’EBA LOM rende quella leggibilità necessaria per il credito.

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