Un amministratore di S.r.l. mi chiede: il mio patrimonio personale è davvero al sicuro?
Durante un incontro mi è stata posta una domanda diretta:
“È vero che se in una S.r.l. mancano gli adeguati assetti, l’amministratore rischia il suo patrimonio personale?”
La mia risposta è stata semplice e chiara:
“Sì, è vero.”
La responsabilità limitata non è una garanzia automatica.
Oggi la legge impone all’amministratore l’obbligo di predisporre adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili.
Se questi mancano e l’azienda entra in difficoltà, l’amministratore può rispondere con i propri beni personali.
È giusto parlare di segregazione patrimoniale (trust, holding, ecc.), ma ancora prima bisogna parlare di una regola basilare:
evitare di mettersi nei guai.
Una gestione sana parte da qui:
-assetti adeguati (art. 2086 c.c.)
-controlli interni e trasparenza
-interventi tempestivi in caso di crisi
-controllo del raggiungimento degli obiettivi aziendali
-utilizzo di documenti previsionali (business plan, budget, cash flow) da monitorare nel tempo
Il Codice della Crisi ha rafforzato questo principio introducendo, con l’art. 378 CCII, il sesto comma dell’art. 2476 c.c.:
“Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale.”
Tradotto: anche se sei in una S.r.l., se non hai assetti adeguati e l’azienda va in crisi, puoi essere chiamato a rispondere personalmente.
La vera protezione patrimoniale inizia dalla buona gestione.
E la buona gestione inizia anche dagli adeguati assetti.
A margine di questo tema, un imprenditore mi ha fatto un’obiezione:
“Non c’è nessuna pianificazione che possa salvare una società dalle ripercussioni di una guerra o da logiche mondiali che non sono nemmeno immaginabili.”
È un’osservazione corretta, ma solo a metà.
Ci sono eventi imprevedibili — pandemie, guerre, crisi internazionali — che possono mettere in difficoltà anche le aziende più solide.
Nessuna pianificazione potrà mai annullare del tutto questi rischi.
Ma è proprio in quei momenti che si vede la differenza tra chi ha strumenti di governo e chi naviga a vista.
Nessun business plan è una sfera di cristallo.
Ma avere un cruscotto di controllo, un piano di tesoreria, degli scenari alternativi e la conoscenza dei propri margini ti permette di capire prima dove stai andando e di intervenire prima che sia troppo tardi.
I prezzi possono impennarsi.
L’energia può salire da un giorno all’altro.
Ma se conosci il tuo punto di pareggio e monitori i flussi, puoi reagire meglio e prima degli altri.
Gli adeguati assetti non ti proteggono dalla crisi.
Ti proteggono dal non accorgertene.
E soprattutto ti evitano di affrontare tutto da solo, nel panico e senza strumenti.
Io sono sempre dalla parte delle imprese, anche quando sbagliano.
Non molliamo mai.
Ma non possiamo nemmeno nascondere la verità: oggi, chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
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Francesco Cacchiarelli economista di impresa dal 1989
francesco@qaserpmi.it
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