Le industrie culturali e creative (ICC) sono state definite nel Regno Unito come “industrie che hanno la loro origine nella creatività individuale, abilità e talento che hanno un potenziale per la creazione di lavoro e ricchezza attraverso la generazione e lo sfruttamento della proprietà intellettuale” (‘Creative Industries Mapping Document’, DCMS, 2001).
Queste Industrie Culturali e Creative rappresentano un settore economico sempre più rilevante a livello globale. Le ICC comprendono attività che spaziano dall’arte visiva, letteratura, musica, design, moda, architettura, fino ai nuovi media e alla digitalizzazione. Queste industrie non solo producono ricchezza attraverso la creatività e la cultura, ma hanno anche un impatto significativo su altri settori economici; “Con la cultura se magna !”
Il Modello dei cerchi concentrici di Throsby
Il modello a cerchi concentrici di Throsby rappresenta uno strumento utile per comprendere la struttura e la dinamica delle industrie culturali e creative. Tuttavia, è importante considerarlo come una semplificazione della realtà, che non può catturare tutta la complessità di un settore in continua evoluzione.
Secondo il modello possiamo dividere le attività creative in quattro livelli:
-Primo cerchio interno: Include arti performative, visive, letteratura e musica. Questo è il cuore creativo, caratterizzato da elevato contenuto culturale e minima componente commerciale.
-Secondo cerchio: Comprende settori come biblioteche, cinema e musei, che supportano e amplificano la produzione culturale del cerchio interno.
-Terzo cerchio: Include editoria, media (televisione e radio) e servizi di conservazione del patrimonio culturale. Qui il contenuto culturale è ancora forte, ma c’è un maggiore focus commerciale.
-Quarto cerchio: Comprende settori come moda, design, architettura e pubblicità, dove la componente creativa è integrata in processi fortemente commerciali e orientati al mercato.
Le ICC come volano per la ripresa economica
Negli ultimi anni, le ICC si sono rivelate una risorsa strategica per rilanciare l’economia. Il loro impatto va oltre la semplice produzione culturale, coinvolgendo vari settori economici e generando un valore economico significativo. Vediamo in dettaglio alcuni dei principali meccanismi con cui le ICC possono diventare un vero e proprio volano per la ripresa economica.
Effetto moltiplicatore
Uno dei fattori distintivi delle ICC è l’effetto moltiplicatore: ogni euro investito in questo settore genera mediamente un impatto economico di 1,8 euro in altri settori, come turismo, trasporti e made in Italy. Questo significa che le ICC non solo creano valore interno, ma attivano anche una catena di benefici economici per l’intera economia.
Immaginiamo questo scenario.
Tu produci un film. Per realizzarlo, hai bisogno di:
Attori e troupe: Paghi i loro stipendi, che a loro volta spenderanno in cibo, affitto, trasporti, ecc.
Set e attrezzature: Affitti o acquisti set, telecamere, luci, ecc., sostenendo le aziende che producono questi beni.
Servizi: Hai bisogno di servizi di catering, sicurezza, trasporti, ecc., che generano lavoro per altre persone.
Promozione: Investi in pubblicità per far conoscere il tuo film, sostenendo le agenzie di comunicazione.
Cosa succede dopo l’uscita del film?
Turismo: Il film può attirare turisti nella location dove è stato girato, generando ricavi per alberghi, ristoranti e negozi locali.
Merchandising: Vengono prodotti gadget e prodotti legati al film, creando nuove opportunità di business.
Eventi: Vengono organizzati eventi e festival legati al film, generando ulteriori ricavi.
Qual è l’effetto moltiplicatore?
L’euro che hai investito inizialmente per produrre il film si è “moltiplicato” generando ricavi in molti altri settori dell’economia. Questo è l’effetto moltiplicatore. In media, per ogni euro investito nelle ICC, si generano 1,8 euro di ricavi in altri settori.
Perché questo accade?
Catena del valore: Ogni settore economico è collegato ad altri. Quando un settore cresce, stimola la crescita di altri settori.
Effetto domino: L’investimento iniziale innesca una reazione a catena, con i benefici che si diffondono in tutta l’economia.
Consumi indotti: I ricavi generati dalle ICC vengono reinvestiti nell’economia, creando una domanda per altri beni e servizi.
Quali sono i benefici dell’effetto moltiplicatore?
Creazione di posti di lavoro: Le ICC creano posti di lavoro non solo nel settore culturale, ma anche in molti altri settori.
Sviluppo economico locale: Le ICC possono contribuire allo sviluppo economico di territori e città, valorizzando il patrimonio culturale e creando nuove opportunità di business.
Aumento del PIL: L’effetto moltiplicatore contribuisce ad aumentare il prodotto interno lordo (PIL) di un paese.
Miglioramento della qualità della vita: Le ICC contribuiscono a migliorare la qualità della vita delle persone, offrendo opportunità di svago, cultura e arricchimento personale.
L’effetto moltiplicatore delle ICC dimostra quindi che investire in cultura non è solo un atto di mecenatismo, ma un investimento strategico per lo sviluppo economico e sociale di un territorio. Le industrie culturali e creative sono un motore di crescita e innovazione, in grado di generare ricchezza e creare posti di lavoro.
Circolo virtuoso tra produzione e consumo
Un’altra caratteristica importante delle ICC è il circolo virtuoso tra produzione e consumo. A differenza di altri beni, il consumo di prodotti culturali non esclude il consumo di altri, ma tende piuttosto a stimolare una domanda crescente. Un individuo che assiste a uno spettacolo teatrale è più probabile che visiti una mostra o acquisti un libro. Questo ciclo di consumo continuo crea una crescita sostenibile per il settore culturale.
Sostenibilità e basso impatto ambientale
In un’epoca in cui la sostenibilità è una priorità globale, le ICC si distinguono per il loro basso impatto ambientale. A differenza delle industrie tradizionali, che producono grandi quantità di rifiuti e devono affrontare costi elevati per lo smaltimento, le ICC generano pochi scarti. Questo rende le industrie creative non solo economicamente vantaggiose, ma anche ecologicamente sostenibili, un fattore sempre più rilevante per attrarre investimenti e consumatori consapevoli.
Digitalizzazione ed innovazione
La digitalizzazione sta aprendo nuove frontiere per le ICC, permettendo la creazione di modelli di business innovativi e la diffusione globale dei contenuti culturali. Le tecnologie digitali offrono alle industrie creative l’opportunità di raggiungere un pubblico più vasto, sia a livello nazionale che internazionale, e di monetizzare contenuti che prima sarebbero stati limitati a mercati locali.
La transizione al digitale, inoltre, facilita lo sviluppo di nuovi strumenti di marketing e distribuzione, come piattaforme di streaming per musica, cinema e spettacoli, o mercati online per opere d’arte e prodotti creativi. Questo non solo espande le opportunità economiche per i produttori, ma rende la cultura accessibile a un pubblico più ampio, creando una rete globale di creatività.
Le Industrie Culturali e Creative rappresentano quindi una risorsa straordinaria per la ripresa economica, combinando creatività, sostenibilità e innovazione. Il loro effetto moltiplicatore, il circolo virtuoso tra produzione e consumo, il basso impatto ambientale e le opportunità legate alla digitalizzazione fanno delle ICC un settore cruciale per il futuro economico, soprattutto in paesi come l’Italia, dove cultura e creatività sono parte integrante dell’identità nazionale.
Francesco Cacchiarelli commercialista ed economista di impresa in Sutri
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L’economia creativa in Italia: un motore di crescita
L’Italia, con la sua ricchezza culturale e creativa, è in una posizione privilegiata per sfruttare al meglio il potenziale delle ICC. Nel 2022, il settore ha generato un valore aggiunto di 95,5 miliardi di euro, con una crescita del 6,8% rispetto all’anno precedente. Per ogni euro prodotto dalle ICC, se ne attivano altri 1,8 in settori correlati, portando a un impatto economico totale di 176,4 miliardi di euro.