Il 15 luglio 2022 * è entrato definitivamente in vigore il Nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019 – di seguito anche “Codice della Crisi” o “CCII”). Dal 15 luglio 2022, la Legge Fallimentare, in vigore dal 16 marzo 1942, viene quindi sostituita dal nuovo Codice della Crisi, segnando un cambio di prospettiva nella gestione delle difficoltà finanziarie delle imprese in Italia, nell’ottica di privilegiare soluzioni che garantiscano la continuità aziendale rispetto a quelle liquidatorie.
Secondo la Relazione Illustrativa allo Schema del Codice della Crisi d’Impresa, infatti, “L’importanza di questo obiettivo è molto evidente poiché le possibilità di salvaguardare i valori di un’impresa in difficoltà sono direttamente proporzionali alla tempestività dell’intervento risanatore, mentre il ritardo nel percepire i segnali di una crisi fa sì che, nella maggior parte dei casi, questa degeneri in vera e propria insolvenza sino a divenire irreversibile” (cfr. Relazione, p. 5).
Il nuovo Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza introduce quindi importanti obiettivi e novità per la gestione delle difficoltà finanziarie delle imprese italiane. Attraverso la diagnosi precoce, la salvaguardia della capacità imprenditoriale e la semplificazione delle procedure, il CCII mira a promuovere la continuità aziendale e a prevenire il dissesto d’impresa.
Obiettivi del Nuovo Codice della Crisi d’Impresa:
Il nuovo Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza si propone di raggiungere diversi obiettivi fondamentali per una gestione efficace delle situazioni di crisi finanziaria. Questi obiettivi includono:
Diagnosi precoce: Il Codice mira a fornire strumenti per individuare tempestivamente lo stato di difficoltà finanziaria delle imprese. Questo consente di intervenire in modo rapido ed efficace per evitare il deterioramento ulteriore della situazione finanziaria.
Salvaguardia della capacità imprenditoriale: Il Codice si concentra sulla protezione della capacità imprenditoriale anche per coloro che affrontano una crisi finanziaria. L’obiettivo è quello di fornire gli strumenti necessari per il superamento della crisi e la continuità dell’attività imprenditoriale.
Riduzione dei costi e durata delle Procedure: Il nuovo Codice mira a semplificare le procedure e ridurre i costi associati alla gestione delle crisi e delle situazioni di insolvenza. Ciò favorisce un processo più efficiente e rapido per risolvere le difficoltà finanziarie delle imprese.
Responsabilizzazione degli organi societari: Il Codice promuove una maggiore responsabilizzazione degli organi societari nelle decisioni finanziarie e gestionali. Questo contribuisce a prevenire situazioni di crisi e a migliorare la governance aziendale.
Novità introdotte dal Nuovo Codice della Crisi d’Impresa:
Il nuovo Codice ha introdotto diverse novità significative rispetto alla Legge Fallimentare precedente. Tra le principali novità, possiamo evidenziare:
Sostituzione del termine “Fallimento”: Il termine “fallimento” è stato eliminato e sostituito con l’espressione “liquidazione giudiziale”. Questo cambiamento mira a ridurre la stigmatizzazione sociale e personale degli imprenditori in difficoltà.
Definizione dello “Stato di Crisi”: Il Codice definisce lo “stato di crisi” come la probabilità di futura insolvenza. Questa definizione amplia il concetto di crisi finanziaria e fornisce una base solida per l’intervento tempestivo.
Strumenti di gestione della Crisi: Il nuovo Codice introduce una serie di strumenti di gestione della crisi e dell’insolvenza per favorire il superamento delle difficoltà finanziarie.
Un aspetto rilevante del nuovo Codice è poi l’accesso alla Composizione Negoziata, una procedura funzionale in caso di probabilità di crisi o insolvenza accompagnate dalla prospettiva di risanabilità dell’impresa. A differenza delle procedure concorsuali tradizionali, questa soluzione può essere adottata da qualsiasi imprenditore commerciale o agricolo, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa. L’obiettivo è favorire una negoziazione tra l’imprenditore e i creditori al fine di raggiungere una soluzione che consenta il superamento della crisi e il mantenimento dell’attività produttiva.
Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza rappresenta un importante passo avanti nella gestione delle difficoltà finanziarie delle imprese in Italia. Con i suoi obiettivi volti alla diagnosi precoce, alla salvaguardia della capacità imprenditoriale e alla riduzione dei costi delle procedure, il Codice mira a promuovere la continuità aziendale e a prevenire il dissesto d’impresa. Le nuove novità introdotte, tra cui gli strumenti di gestione della crisi, le procedure di allerta e composizione assistita, e la disciplina per i gruppi di imprese, offrono alle imprese un quadro normativo più completo ed efficace per affrontare le difficoltà finanziarie e ripristinare la stabilità economica. Queste misure consentono un intervento tempestivo e una negoziazione più efficace con i creditori, favorendo il superamento della crisi e la continuità dell’attività imprenditoriale.
È importante sottolineare che il successo del nuovo Codice dipende anche dalla collaborazione e dalla responsabilità degli attori coinvolti, tra cui imprenditori, creditori, organi di controllo e tribunali competenti. Una corretta applicazione e un adeguato monitoraggio delle disposizioni consentiranno di massimizzare i benefici offerti dal Codice e di favorire una gestione efficiente delle crisi d’impresa.
Tuttavia, è essenziale tenere presente che la gestione delle crisi finanziarie richiede un approccio multidisciplinare e un’attenta valutazione delle circostanze specifiche di ciascuna situazione. Il nuovo Codice rappresenta uno strumento normativo solido, ma è necessario un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti per garantire il successo nel superamento delle difficoltà finanziarie e il sostegno alle imprese in crisi.
Riassumendo: il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza introduce importanti obiettivi e novità per la gestione delle difficoltà finanziarie delle imprese in Italia. Attraverso la diagnosi precoce, la salvaguardia della capacità imprenditoriale e la semplificazione delle procedure, il Codice mira a promuovere la continuità aziendale e a prevenire il dissesto d’impresa. La sua attuazione corretta e il coinvolgimento responsabile di tutte le parti interessate sono fondamentali per il successo nel superamento delle crisi finanziarie e per sostenere la vitalità del tessuto imprenditoriale italiano.
* Con il D.Lgs. n. 83/2022 è stata confermata la data del 15 luglio 2022 quale momento di definitiva entrata in vigore del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019). Con il D.Lgs. n. 83/2022 il Governo italiano ha dato, inoltre, attuazione alla Direttiva UE 2019/1023 e attratto all’interno del CCII le disposizioni del D.L. 118/2021 in materia di composizione negoziata della crisi. Lo slittamento di quasi due anni dalla data originariamente prevista (15 agosto 2020) per la sua entrata in vigore, principalmente causato dalla crisi provocata dall’emergenza pandemica, ha consentito di allineare il CCII alle modifiche introdotte in sede di attuazione della sopraccitata Direttiva comunitaria del 2019.
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Francesco Cacchiarelli economista di impresa e business partner