La scorsa settimana mi chiama il mio amico Paolo, titolare di una florida impresa, e mi dice:
“Francesco, credo di avere un problema di costi al servizio degli affidamenti. L’aumento dei tassi, il protrarsi della crisi, la difficoltà di trasferire l’aumento dei prezzi dei materiali sull’acquirente finale ha comportato, fra l’altro, un peggioramento del rating bancario del merito creditizio della mia impresa: avresti qualche soluzione da propormi?”
Chiamo il mio amico Eduardo, Consulente Finanziario di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, e gli espongo il problema.
Eduardo mi dice: “Si, Francesco, credo di avere una soluzione!” e decidiamo di andare insieme a trovare Paolo.
La prima cosa che ci facciamo dare sono le condizioni applicate dalla banca ai fidi. Ci troviamo di fronte ad un fido per elasticità di cassa di € 1 milione, interamente garantito da disponibilità liquide del titolare, investite in vario modo.
Mentre ci fornisce i documenti relativi alle condizioni applicate, Paolo ci spiega che ha rapporti con l’attuale banca da tanti anni e che è assolutamente convinto che il trattamento a lui riservato sia molto conveniente e, a riprova di ciò che afferma, dichiara, con una certa soddisfazione, che lo spread sull’Euribor che gli viene applicato è il migliore possibile per il rating previsto per la categoria della sua azienda, 4%, ma che, purtroppo, è in via di revisione in aumento in quanto stanno rivedendo proprio il rating bancario.
Esaminando la documentazione facciamo notare a Paolo alcune cose:
1) E’ prevista una commissione di messa a disposizione dei fondi, pari allo 0,50% trimestrale sull’accordato (in sostanza il 2% di 1 mio di Euro: € 20.000,00);
2) Sono previste spese di istruttoria e/o rinnovo pratica per € 5.000,00 all’anno;
3) E’ previsto un tasso oltre fido, decisamente più alto di quello previsto per il fido, che, però, viene calcolato su tutto l’importo (fido + sconfino);
4 )L’addebito degli interessi è trimestrale;
5) Lo scarto applicato sulla garanzia è del 30%
In pratica, nella ipotesi “inverosimile” di non utilizzo del fido per tutto l’anno, l’azienda di Paolo deve comunque pagare €25.000,00 all’anno!
Paolo manifesta una certa sorpresa: “Ero convinto di pagare il 3% sull’Euribor, ma con queste voci il costo aumenta!! E di molto, per giunta!! Si, però, cosa si può fare? Tutte le banche applicano queste condizioni e le differenze sono marginali”
Eduardo, a questo punto, illustra la sua proposta.
Dando per scontato che l’azienda sia meritevole di affidamento, per un fido di 1mio di Euro, interamente garantito da pegno su Gestione Patrimoniale, la proposta prevede:
1) Costo applicato Euribor 3 mesi + 0,00% per i primi due anni, poi Euribor 3 mesi + 0,20%
2) Spese di istruttoria: NON PREVISTE
3) Spese di rinnovo pratica: NON PREVISTE
4) Commissione di messa a disposizione dei fondi: NON PREVISTA
5) Commissione di Massimo Scoperto: NON PREVISTA
6) Addebito interessi: ANNUALE
7) Tasso oltre fido: solo su sconfino
8) Le condizioni rimangono stabilite “una semper”, per sempre: non vengono rivisitate in peggio e non bisogna rinegoziarle in meglio (anche se…meglio di così!!!)
9) L’applicazione delle condizioni è indipendente dal rating aziendale.
Paolo fa rapidamente due conti e realizza di poter ottenere un fido superiore del 15% conferendo in garanzia lo stesso importo e potrebbe anche risparmiare qualcosa tra il 5% e il 6%.
Ovviamente la domanda nasce spontanea e, infatti, immancabilmente, ce la fa: “Sembra troppo bello per essere vero: dov’è la fregatura?”
Eduardo risponde: “Nessuna fregatura! Il nostro business è l’amministrazione del suo risparmio e la gestione degli investimenti che porrà a garanzia. Incidentalmente…le facciamo credito, ma vogliamo essere retribuiti per ciò che facciamo meglio, non per qualcosa che è incidentale al nostro lavoro. Per non parlare dei costi contenutissimi del conto corrente, anche questo strumentale per la nostra attività principale.
Ecco perché possiamo fare queste condizioni, che, credo, in tutta sincerità, imbattibili”.
A questo punto, intervengo io e, per togliermi una curiosità, visto che mi sono venute in mente diverse aziende a cui presentare la proposta, domando: “ma queste condizioni sono solo per questi importi e gli affidamenti vengono fatti solo per importi del genere?”
Risposta: “Paolo deve sostituire un fido di € 1milione e questa è l’offerta. Però facciamo affidamenti a partire da 100k Euro, i costi applicati sono differenti ma…nemmeno tanto: Euribor 3 mesi + 0,50% da 100k a 200k. Un vero e proprio “salasso”!!!”
Francesco Cacchiarelli economista di impresa
Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Viterbo, al numero 084 sezione A, anzianità 1989
Iscritto nel Registro dei Revisori Legali MEF, al numero 103287 sezione A, anzianità 1999
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