Testata Giornalistica On Line di Informazione Giuridico - Economica
9 Settembre 2026

Irving Fisher e “The impatience theory of interest”

Condividi:

La teoria di Irving Fisher sull’interesse, compresa l’Impatience Theory of Interest, è stata esposta nel suo celebre libro The Theory of Interest as Determined by Impatience to Spend Income and Opportunity to Invest It, pubblicato nel 1930.
In questa opera, Fisher analizza il ruolo dell‘impazienza (la preferenza per il consumo immediato) e dell’opportunità di investimento (il rendimento atteso dal rinviare il consumo) nella determinazione dei tassi di interesse.
Il concetto introdotto da Irving Fisher è tanto semplice quanto fondamentale: quanto siamo disposti a rinunciare oggi per ottenere di più domani? Questa idea è alla base della sua “Impatience Theory of Interest”, che spiega come le persone (e le aziende) attribuiscono valore al presente rispetto al futuro. Il livello di impazienza determina i tassi di interesse: quanto più una persona o un’azienda vuole godere subito di un bene o una risorsa, tanto più alto sarà il costo del tempo.

Esempi pratici
1. La mela oggi o più mele domani?
Immagina questa situazione:
Ti offrono una mela oggi, oppure l’opzione di aspettare fino a domani per avere più mele.
La domanda è: quante mele domani ti farebbero rinunciare alla mela di oggi?
Supponiamo che:
Mario accetti di aspettare fino a domani in cambio di 1,2 mele. Ha “bassa impazienza”, quindi il suo tasso di interesse implicito è 20% (1,2 mele – 1 mela = 0,2 mele in più).
Luisa, invece, accetta di aspettare solo se riceverà almeno 2 mele domani. Ha alta impazienza, con un tasso di interesse implicito del 100%.
Implicazione pratica: chi è meno impaziente (Mario) accetterà tassi di interesse più bassi, mentre chi è molto impaziente (Luisa) richiederà un compenso molto più alto per aspettare.

2. L’investimento aziendale: 1.000 euro oggi o 1.100 euro domani?
Un imprenditore deve decidere se investire 1.000 euro oggi in una macchina che produrrà 1.100 euro entro un anno.
Se il tasso di interesse di mercato è 5%, il valore attuale di 1.100 euro in un anno è circa 1.047,62 euro. L’investimento è conveniente, perché 1.000 euro oggi produrranno un valore superiore al costo opportunità.
Se però il tasso di interesse fosse 12%, il valore attuale di 1.100 euro sarebbe solo 982,14 euro, rendendo l’investimento non attraente.
Implicazione pratica: Gli imprenditori devono confrontare il ritorno atteso degli investimenti con il costo del capitale. Se il rendimento non supera il costo opportunità, è meglio conservare le risorse.

La lezione di Fisher è chiara: il valore del tempo e il costo di opportunità delle risorse sono fondamentali per le decisioni finanziarie.

Per applicare questi principi nella pratica:
Valuta sempre se rinunciare a una risorsa oggi (denaro, tempo, energia) porterà benefici futuri superiori al costo del sacrificio.
Usa il concetto di tassi di interesse per calcolare il costo del tempo e confrontare alternative.
Ricorda che una strategia paziente e razionale premia nel lungo termine, specialmente in periodi di incertezza economica.
Questa teoria non si limita agli investimenti finanziari, ma si estende alla gestione aziendale, agli acquisti, e persino alla pianificazione personale. Un imprenditore che comprende il valore del tempo è più pronto a fare scelte strategiche vincenti.

Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 01-03-2017 15:21:23

 

Migliorare i Fattori ESG di una PMI

Non esiste impresa senza l’imprenditore

Il passaggio generazionale nelle aziende familiari

L’accesso condiviso all’inventario nel settore della moda

Cambio merce versus pubblicità. Il barter come moderno baratto

Verso una catena di fornitura più ESG l’effetto a cascata sulle PMI

Operazioni di M&A la chiave di volta per la crescita delle PMI italiane

 

 

Nota finale: La sfortuna di Fisher e il crollo del 1929
Nonostante il suo genio economico, Irving Fisher è ricordato anche per un errore storico di valutazione. Nell’estate del 1929, mentre i mercati azionari erano in piena ascesa, Fisher dichiarò con sicurezza sulle pagine del New York Times:
“I mercati azionari hanno raggiunto quello che sembra un alto livello permanente.”
Questa previsione fornì un alibi agli investitori, spingendoli a proseguire nelle loro speculazioni. Tuttavia, meno di due mesi dopo, arrivò il devastante crollo di Wall Street, l’evento che diede inizio alla Grande Depressione.
Questa vicenda ci ricorda che anche i più grandi economisti possono sbagliare nel prevedere gli eventi di mercato. È una lezione di umiltà che vale anche oggi: l’incertezza è una costante nei mercati finanziari, e l’eccessiva fiducia può portare a conseguenze disastrose.

 

 

Partner