Nel settore della moda, uno dei problemi più pressanti è la gestione dell’inventario. Capi invenduti e stagionali si accumulano nei magazzini, causando non solo perdite economiche ma anche un impatto negativo sull’ambiente. In risposta a questa sfida imprenditoriale sta emergendo tra le aziende all’avanguardia l’idea dell’accesso condiviso all’inventario. Questo modello di business permette di condividere le giacenze tra le varie aziende di un gruppo, ottimizzando le vendite e riducendo il rischio di sprechi.
Cos’è l’accesso condiviso all’inventario?
L’accesso condiviso all’inventario è un approccio che consente alle aziende in un gruppo di avere accesso alle giacenze delle altre società, come se fosse un unico magazzino distribuito. Immaginate una holding che possiede diversi brand di moda o gestisce una serie di marketplace: grazie all’integrazione tecnologica, ogni marchio ha visibilità sulle scorte disponibili all’interno del gruppo e può offrire prodotti in eccesso anche sui propri canali.
Questo modello si basa su una tecnologia di gestione centralizzata dell’inventario, che integra le operazioni e distribuisce automaticamente i prodotti invenduti o in eccesso tra le diverse piattaforme e-commerce o i negozi fisici. Il risultato è un flusso continuo di prodotti verso i canali dove la domanda è più forte, massimizzando le probabilità di vendita.
I vantaggi dell’accesso condiviso all’inventario
1. Ottimizzazione della rotazione del magazzino
Il sistema di accesso condiviso permette ai brand del gruppo di vendere i prodotti invenduti di altre aziende, migliorando la rotazione del magazzino e riducendo drasticamente i tempi di giacenza. Invece di dover smaltire o scontare in eccesso i prodotti, questi possono essere messi in vendita su altre piattaforme o regioni, dove il mercato può avere una domanda diversa.
2. Riduzione dei costi di stoccaggio
Quando più marchi condividono lo stesso inventario, diminuisce il fabbisogno di spazio nei singoli magazzini e si riducono i costi di mantenimento. Un inventario ottimizzato consente inoltre di evitare i picchi di giacenza, tipici di una gestione separata e ridurre l’utilizzo di magazzini esterni.
3. Aumento della flessibilità operativa
In un sistema di inventario condiviso, i brand possono attingere a una gamma più ampia di prodotti e offrire articoli nuovi, in base alla domanda dei clienti. Se un marchio esaurisce una determinata categoria di prodotti molto richiesta, può approvvigionarsi con stock da altre aziende all’interno del gruppo. Questa flessibilità consente alle aziende di essere più pronte nel rispondere ai cambiamenti del mercato.
4. Minimizzazione degli sprechi e sostenibilità
La moda è un settore particolarmente soggetto agli sprechi, con molti capi che rimangono invenduti e rischiano di essere smaltiti o distrutti. Con l’accesso condiviso all’inventario, i prodotti che non trovano una domanda nel mercato di un brand possono essere reindirizzati su altri canali. Ciò non solo riduce gli sprechi, ma risponde anche alle esigenze di una clientela sempre più attenta alla sostenibilità e al consumo responsabile.
5. Vendite Cross-Brand e Cross-Channel
Attraverso un sistema integrato di accesso condiviso, ogni brand può espandere il proprio portafoglio di prodotti offrendo articoli provenienti da altre aziende. Questo approccio stimola anche le vendite cross-brand e cross-channel, dove i clienti possono scoprire nuovi marchi appartenenti al gruppo e aumentare la loro fidelizzazione.
Un caso di studio di fantasia
EBAS, un noto marketplace online, sta adottando attivamente questo modello di business attraverso l’integrazione di una piattaforma standardizzata per la gestione dell’inventario condiviso.
Immaginiamo che EBAS acquisisca YYZ srl, un retailer di lusso con una piattaforma e-commerce di alta gamma, per integrare le giacenze di vari brand di moda.
Grazie all’accesso condiviso all’inventario, EBAS potrebbe:
Massimizzare le vendite di prodotti invenduti nei suoi marketplace, traendo il massimo valore da ogni capo.
Ampliare l’offerta dei brand di lusso, migliorando l’esperienza di shopping per i clienti abituali di Eleonora Bonucci e raggiungendo nuove fasce di pubblico.
Ottimizzare i costi operativi grazie alla condivisione delle risorse e alla centralizzazione della logistica, mantenendo alti i margini di profitto.
Questa integrazione tra marchi di alta gamma e un sistema di inventario condiviso migliora l’efficienza operativa e posiziona il gruppo per sfruttare le economie di scala, aumentando la competitività sul mercato.
Opportunità per il futuro: Come adottare l’accesso condiviso all’inventario
L’accesso condiviso all’inventario rappresenta un’opportunità interessante per le aziende del settore moda, soprattutto per quelle che operano sotto un’unica holding o gruppo. Per adottare con successo questo modello, è necessario:
-Implementare una piattaforma tecnologica unificata per la gestione dell’inventario che sia flessibile e scalabile.
-Stabilire una governance centralizzata per coordinare l’allocazione delle scorte e monitorare la domanda in tempo reale.
-Investire in data analytics e machine learning per prevedere le vendite e ottimizzare l’allocazione dell’inventario sui vari canali e piattaforme.
-Comunicare il valore della sostenibilità al pubblico: l’accesso condiviso riduce gli sprechi e migliora la gestione delle risorse, una leva di marketing che risponde alla crescente sensibilità verso l’impatto ambientale.
Il modello di accesso condiviso all’inventario è una soluzione innovativa per risolvere uno dei problemi più critici del settore della moda: la gestione delle giacenze e il rischio di invenduto. Ottimizzando la rotazione delle scorte e centralizzando la gestione, le aziende possono ridurre i costi, migliorare la flessibilità operativa e aumentare la sostenibilità. In un mondo dove l’efficienza e la sostenibilità sono diventate priorità per i consumatori, l’accesso condiviso all’inventario rappresenta una scelta vincente per il settore della moda.
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Francesco Cacchiarelli commercialista aziendalista & business partner
Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Viterbo, al numero 084 sezione A, anzianità 1989
Iscritto nel Registro dei Revisori Legali MEF, al numero 103287 sezione A, anzianità 1999
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