La compensazione multilaterale di fatture è ormai una prassi sempre più diffusa tra aziende e professionisti che sempre più frequentemente presentano al proprio consulente fiscale documenti da portare in detrazione. Per riferirci ad uno dei tantissimi casi concreti, immaginiamo una società che si occupa di vendita di spazi pubblicitari su testate giornalistiche, e un supermercato che voglia acquistare i suddetti spazi promozionali. Come ci regoliamo, soprattutto laddove il cambio merce sia un totale corrispettivo in merce?
L’abbiamo chiesto a Romi Fuke, Ceo e Founder del Circuito in-Lire SPA SB che al momento rappresenta una delle più importanti realtà italiane di barter trading, con 1600 aziende iscritte che mensilmente scambiano beni e servizi per circa 1 milione di euro ma senza necessità di utilizzare preziosa liquidità di cassa.
D.: In una situazione di questo tipo, la fatturazione tra i due soggetti è ammissibile?
R.: Certamente. Alla base dello scambio in compensazione vi è l’art. 1552 del codice civile che regola la permuta di beni, servizi e crediti. Le società possono scambiarsi servizi o merci, facendole seguire da regolare emissione e scambio di documentazione fiscale. Quindi, per rifarci all’esempio di cui sopra, la società pubblicitaria fatturerà al supermercato il costo di 1.000 euro + IVA ed il supermercato fatturerà a sua volta alla società il controvalore pattuito. Alla base ovviamente vi è anche scambio reciproco di merci e servizi.
D.: In questo caso abbiamo a che fare però con un cambio merce bilaterale, ovvero tra due soggetti. Lei invece, come altri player, propone una compensazione a più parti. Che differenza c’è e come si risolve il problema fiscale in questo caso?
R.: Il baratto è sempre esistito come forma di scambio senza uso di moneta ma ha avuto sempre il limite di essere fattibile solo tra due soggetti e di dovere essere contestuale in termini di tempo. Diverso il caso dei circuiti come in-Lire SPA SB, in cui l’iscritto a fronte di una fee di ingresso può accedere ad un marketplace riservato tramite cui vendere ad altri iscritti i propri beni o servizi. Le somme guadagnate verranno accreditate sul conto in-Lire utilizzabile per fare acquisti solo da altre aziende del Network. Si è dato così vita ad un modello di scambio multilaterale, tra più soggetti appunto e non solo due, e multi temporale. I saldi a credito dei conti in-Lire possono essere spesi in qualsiasi momento e verso soggetti diversi nel Circuito. A questo punto, chi compra otterrà dall’associato una regolare fattura che sarà detraibile al pari di qualsiasi altro documento di spesa.
D.: E senza dover aspettare il pagamento a 60 o 90 giorni, se non peggio…
R.: Esattamente. Il sistema prevede che gli associati si accordino tra di loro sul costo della merce, ma una volta pattuito il quantum l’acquirente accrediterà immediatamente l’ammontare sul conto del venditore che solo dopo eseguirà la prestazione o manderà la merce. Ovviamente, laddove l’acquirente dovesse dimostrare di non aver ottenuto quanto precedentemente pattuito, sarà rimborsato integralmente e la stessa cifra sarà scalata dal conto del venditore, un po’ come avviene con alcune tipologie di transazioni su altri canali di pagamento ormai molto conosciuti come Paypal.
D: Possiamo definire quindi il barter come una moneta 4.0 ?
R.: Siamo ormai nell’era della finanza digitale. Fino a pochi anni fa c’era ancora molto scetticismo rispetto a questa tipologia di transazioni, ma soprattutto dopo il Covid che ha portato con sé una maggiore propensione all’acquisto online, si è sviluppata anche una maggiore fiducia e curiosità verso acquirenti non ancora noti o percepiti come “sicuri”. Alla fine un Circuito come il nostro rappresenta un modello non molto diverso da tanti hub di categoria dove troviamo in uno stesso spazio varie aziende di più settori che finiscono con l’acquistare l’uno dall’altro. Solo che, in questo caso, non paghi lo spazio fisico di uno showroom o di un ufficio, ma un’iscrizione annuale al Network.
D.: Arriveremo mai alla compensazione in barter anche delle tasse e sanzioni ?
R.: Ci sono state già diverse sperimentazioni a riguardo. Oggi penso che sarebbe senz’altro possibile iscrivere nel Circuito, ad esempio, le società di servizi degli enti locali che sono a tutti gli effetti delle aziende private con soci pubblici, ma che funzionano con gli stessi meccanismi di una qualsiasi altra società. E a quel punto, certo, la società di raccolta rifiuti X potrebbe senz’altro proporre il pagamento di tributi in compensazione per poi acquistare, ad esempio, materiale promozionale, cancelleria per i suoi dipendenti, divise da lavoro, utensili di ogni tipo. O qualsiasi altra cosa di cui abbia necessità, e che viene offerta da altri iscritti al Network.
Francesco Cacchiarelli economista di impresa
Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Viterbo, al numero 084 sezione A, anzianità 1989
Iscritto nel Registro dei Revisori Legali MEF, al numero 103287 sezione A, anzianità 1999