La Suprema Corte, con l’ordinanza n. 4853 del 23 febbraio 2024, ha fatto chiarezza sulla questione delle indagini bancarie da parte dell’Agenzia delle Entrate.
In sintesi:
L’Agenzia delle Entrate può effettuare indagini bancarie sui conti correnti dei contribuenti anche senza la preventiva autorizzazione.
I dati acquisiti sono comunque utilizzabili, a meno che il contribuente non subisca un concreto pregiudizio o vengano violati i suoi diritti fondamentali.
La mancata allegazione dell’autorizzazione non comporta l’invalidità dell’accertamento.
Cosa significa in pratica?
Che l’Agenzia delle Entrate ha maggiore libertà nel condurre indagini sui contribuenti, ma che tale potere è comunque soggetto a limiti e garanzie.
Punti chiave:
Mancanza di autorizzazione: non comporta inutilizzabilità dei dati, salvo concreto pregiudizio o violazione di diritti fondamentali.
Natura dell’autorizzazione: funzione organizzativa interna, non richiede motivazione.
La presente sintesi è a scopo informativo. La normativa e la giurisprudenza in materia sono soggette a modifiche nel tempo.
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