La costruzione della Relazione periodica degli Adeguati assetti rappresenta un passaggio importante per garantire la conformità normativa agli Adeguati Assetti previsti dal D.Lgs. 14/2019 e dal Codice Civile (Art. 2086). Questo documento non è solo un adempimento legale, ma uno strumento strategico per prevenire crisi aziendali e rafforzare la gestione interna.
Vediamo come passare dal “dire” al “fare”:
1. La raccolta delle fonti informative primarie
Per costruire una relazione accurata, è necessario raccogliere le seguenti fonti informative:
Situazioni Contabili
Cosa serve: Bilanci infrannuali, conto economico, stato patrimoniale.
Cosa fare: Calcolare indicatori come il Margine Operativo Lordo (MOL), la Posizione Finanziaria Netta (PFN) e gli indici di redditività (ROI, ROS).
Esempio: Se il MOL è pari a €500.000 e la PFN è -€1.000.000, il rapporto PFN/MOL sarà -2, indicando un buon equilibrio patrimoniale.
Tesoreria
Cosa serve: Flussi di cassa, movimenti bancari, saldo dei conti correnti.
Cosa fare: Predisporre un rendiconto finanziario indiretto e calcolare il Debt Service Coverage Ratio (DSCR).
Esempio: Con un flusso di cassa operativo di €300.000 e rate di debito annuali di €200.000, il DSCR è 1,5, indicando una buona sostenibilità.
Budget
Cosa serve: Previsioni di ricavi, costi e margini operativi.
Cosa fare: Realizzare un conto economico previsionale a 12 mesi.
Esempio: Con ricavi previsti di €2.000.000 e costi di €1.500.000, il margine operativo sarà di €500.000.
Centrale Rischi Banca d’Italia
Cosa serve: Esposizioni bancarie, utilizzo dei fidi, segnalazioni.
Cosa fare: Calcolare l’indice di utilizzo dei fidi e individuare eventuali sconfinamenti.
Esempio: Fido concesso €500.000, utilizzo €450.000: l’utilizzo del 90% segnala una possibile criticità.
2. La scelta degli indicatori per valutare l’equilibrio aziendale
Indicatori per l’equilibrio patrimoniale
PFN/MOL: Deve essere <4 per indicare sostenibilità.
Indice di indebitamento: Rapporto tra debiti totali e patrimonio netto (<2).
Indicatori per l’equilibrio economico
ROI (Return on Investment): Reddito operativo / Capitale investito netto.
ROS (Return on Sales): Reddito operativo / Ricavi (>10%).
Indicatori per l’equilibrio finanziario
DSCR: Flussi di cassa operativi / Rate debiti (>1).
Quick ratio: (Attività correnti – Magazzino) / Passività correnti (>1).
Rappresentazione degli indicatori
Tabelle: Per confrontare gli indicatori su base annuale o trimestrale.
Grafici: Istogrammi o linee per evidenziare trend e variazioni.
3. Verifica della sostenibilità dei debiti e della continuità aziendale
Strumenti e metodologie
Budget di tesoreria: Previsioni di entrate e uscite mensili.
Proiezioni di flussi di cassa: Confronto tra disponibilità liquide e obbligazioni a breve termine.
Stress test: Simulazioni di scenari avversi (es. calo ricavi del 10%).
Se un’azienda ad esempio prevede:
Entrate nei prossimi 12 mesi: €1.200.000.
Uscite: €1.000.000 (incluso €300.000 di rate debito).
Il DSCR è 1,2 (positivo). Se fosse 0,8, sarebbe necessario un piano correttivo.
4. La costruzione della Relazione Adeguati assetti e Continuità aziendale
Struttura della Relazione
Premessa
Obiettivi del report.
Metodo utilizzato
Analisi Consuntiva
Stato economico, finanziario e patrimoniale.
Indicatori chiave (MOL, PFN, ROI).
Previsioni a 12 Mesi
Conto economico e rendiconto finanziario prospettici.
Budget di tesoreria.
Verifica dei segnali di allarme
Debiti scaduti, esposizioni bancarie, segnalazioni.
Stato di equilibrio aziendale.
Azioni correttive (se necessarie).
Allegati
Bilanci infrannuali.
Tabelle e grafici degli indicatori.
Analisi della Centrale Rischi.
Consigli pratici:
Automatizza la raccolta dati
Usa software ERP o fogli di calcolo preimpostati.
Focalizzati sugli indicatori chiave
Priorità a DSCR e PFN/MOL.
Standardizza i Report
Crea un template fisso per la relazione.
Forma il Personale
Educare il team su obblighi normativi e strumenti.
Monitora periodicamente
Aggiorna i dati e verifica trimestralmente.
Elaborare i dati aziendali per la Relazione Periodica di Continuità non è solo un adempimento normativo, ma un processo che rafforza la gestione strategica e la resilienza aziendale. Con gli strumenti giusti e un metodo strutturato, il passaggio dal dire al fare diventa un’opportunità per migliorare la performance e prevenire criticità.
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