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9 Settembre 2026

CSRD Corporate Sustainability Reporting Directive

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La Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD (Direttiva 2022/2464), inerente alla rendicontazione di sostenibilità aziendale, è entrata ufficialmente in vigore il 5 gennaio 2023, andando a sostituire la precedente Non Financial Reporting Directive – NFRD (Direttiva 2014/95/UE) sulla rendicontazione non finanziaria, che era attuata in Italia dal D.Lgs. 2016/254.

Il 25 settembre 2024 è entrato ufficialmente in vigore il decreto di recepimento italiano, D.Lgs. 2024/125 (pubblicato sulla GU n. 212 del 10 settembre 2024).

La CSRD, insieme agli ESRS, promuove una standardizzazione globale della rendicontazione ESG. Questo rende più facile confrontare le performance di diverse aziende, incentivando una competizione virtuosa verso pratiche più sostenibili.

La maggiore trasparenza imposta dalla CSRD permette agli investitori di prendere decisioni più informate, favorendo un flusso di capitali verso le aziende più sostenibili.

Le aziende che non rispettano la CSRD rischiano di subire danni alla loro reputazione, perdendo la fiducia degli investitori, dei consumatori e delle altre parti interessate.

La CSRD stimola le aziende a innovare i loro modelli di business, cercando soluzioni più sostenibili per affrontare le sfide ambientali e sociali.

Sfide per le PMI
-Complessità normativa: La CSRD introduce un quadro normativo complesso e in continua evoluzione, che può risultare difficile da comprendere e implementare per le PMI con risorse limitate.
-Carico amministrativo: L’obbligo di raccogliere, analizzare e comunicare dati di sostenibilità può rappresentare un onere aggiuntivo per le PMI, distogliendo risorse da attività core.
-Mancanza di competenze interne: Molte PMI non dispongono delle competenze necessarie per affrontare le tematiche ESG e per sviluppare un sistema di reporting adeguato.
-Costi di implementazione: L’adeguamento ai requisiti della CSRD può comportare costi significativi, sia per l’acquisto di software e consulenze, sia per la riorganizzazione dei processi interni.
-Pressione da parte dei clienti e dei fornitori: Le PMI potrebbero subire pressioni da parte dei loro clienti (soprattutto se grandi aziende) e fornitori per fornire informazioni sulla sostenibilità.

Opportunità per le PMI
-Miglioramento della reputazione: Un approccio proattivo alla sostenibilità può migliorare la reputazione di una PMI, rendendola più attraente per clienti, investitori e talenti.
-Accesso a nuovi mercati: Molti clienti, soprattutto quelli più grandi e consapevoli, preferiscono lavorare con fornitori che dimostrano un impegno verso la sostenibilità.
-Differenziazione dalla concorrenza: Le PMI che investono nella sostenibilità possono distinguersi dai concorrenti e acquisire un vantaggio competitivo.
-Incentivi finanziari: Alcuni governi e istituti finanziari offrono incentivi e finanziamenti alle PMI che adottano pratiche sostenibili.
-Innovazione: L’implementazione di pratiche sostenibili può stimolare l’innovazione e l’efficienza all’interno dell’azienda.

Glossario breve:
ESG: Environmental, Social, and Governance (Ambientale, Sociale e di Governance).
Doppia materialità: Concetto che indica l’importanza di considerare sia l’impatto dell’azienda sull’ambiente e sulla società (materialità dell’impatto), sia l’impatto di fattori esterni sull’azienda (materialità finanziaria).
ESRS: European Sustainability Reporting Standards (Standard europei di rendicontazione sulla sostenibilità).

 

La CSRD rappresenta una svolta significativa nel panorama della rendicontazione di sostenibilità. Offre alle aziende una cornice chiara e coerente per comunicare il loro impegno verso la sostenibilità, ma richiede anche un impegno costante e un adattamento ai cambiamenti in corso.

 

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Esempi di doppia materialità:

Esempio 1: Un’azienda tessile
-Materialità dell’impatto: Un’azienda tessile potrebbe avere un impatto significativo sull’ambiente a causa del consumo di acqua, dell’utilizzo di sostanze chimiche e della produzione di rifiuti. Inoltre, le condizioni di lavoro nei paesi produttori potrebbero sollevare questioni relative ai diritti umani.
-Materialità finanziaria: L’aumento dei costi dell’energia, dovuto alla transizione verso fonti energetiche rinnovabili, potrebbe impattare sui costi di produzione dell’azienda. Allo stesso tempo, la crescente domanda di prodotti sostenibili da parte dei consumatori potrebbe rappresentare un’opportunità di crescita per l’azienda, a condizione che riesca a dimostrare la sostenibilità dei suoi processi produttivi.

Esempio 2: Un’azienda agricola
-Materialità dell’impatto: Un’azienda agricola potrebbe avere un impatto sull’ambiente attraverso l’uso di pesticidi, la gestione del suolo e l’emissione di gas serra. Potrebbe inoltre avere un impatto sociale sulle comunità locali, ad esempio attraverso la gestione delle risorse idriche.
-Materialità finanziaria: Cambiamenti climatici, come siccità o alluvioni, potrebbero influenzare la produzione agricola e generare perdite economiche. Allo stesso tempo, la crescente domanda di prodotti biologici e a chilometro zero potrebbe rappresentare un’opportunità di crescita per l’azienda.

In entrambi gli esempi, si può notare come:
L’impatto dell’azienda sull’ambiente e sulla società (materialità dell’impatto) può generare rischi reputazionali, legali e finanziari.
I fattori esterni (materialità finanziaria) possono influenzare la redditività e la sostenibilità a lungo termine dell’azienda.
La doppia materialità invita le aziende a considerare entrambi questi aspetti per identificare i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità, e per sviluppare strategie di business più resilienti e sostenibili.

 

Francesco Cacchiarelli economista di impresa

Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Viterbo, al numero 084 sezione A, anzianità 1989

Iscritto nel Registro dei Revisori Legali MEF, al numero 103287 sezione A, anzianità 1999

francesco@qaserpmi.it

 

 

 

 

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