Testata Giornalistica On Line di Informazione Giuridico - Economica
9 Settembre 2026

La strategia del leverage e deleverage per una crescita sostenibile

Condividi:

La crescita per acquisizioni permette alle aziende di espandersi rapidamente utilizzando il leverage finanziario, ovvero il debito, per acquistare altre società e aumentare il proprio EBITDA. Successivamente, il deleverage, ovvero la riduzione graduale del debito attraverso i flussi di cassa generati, consente di stabilizzare la posizione finanziaria dell’azienda. Questa strategia richiede una gestione attenta per bilanciare crescita e sostenibilità, sfruttando le sinergie e ottimizzando i costi delle aziende acquisite.

“Leverage per espandersi, deleverage per consolidarsi: la formula della crescita intelligente!”

In un contesto sempre più competitivo, molte aziende oggi scelgono di crescere non solo attraverso espansioni organiche, ma anche tramite acquisizioni strategiche di altre società. Questo approccio offre la possibilità di accelerare la crescita, accedere a nuovi mercati e beneficiare di sinergie operative. Tuttavia, è una strategia che richiede un’attenta gestione finanziaria. Vediamo perché la crescita per acquisizioni può essere considerata un “gioco” di leverage e deleverage, e come l’EBITDA delle aziende acquisite giochi un ruolo cruciale in questa dinamica.

Cos’è il leverage e come funziona nelle acquisizioni?
Il leverage consiste nell’utilizzare il debito per finanziare l’acquisizione di altre aziende. L’idea è che, con il supporto di un prestito, l’acquirente riesca a comprare una società senza impiegare solo risorse proprie. Questa leva finanziaria permette di moltiplicare il potenziale ritorno sull’investimento, ma comporta anche un aumento del rischio, poiché l’azienda si ritrova con un maggiore livello di indebitamento.

Quando un’azienda acquisisce un’altra, il rapporto PFN/EBITDA (Posizione Finanziaria Netta rispetto all’EBITDA) aumenta, poiché il debito cresce. Questo rapporto è un indicatore importante per valutare la sostenibilità finanziaria, in quanto mostra quante annualità di EBITDA servirebbero per estinguere tutto il debito. In questa fase, l’azienda sta quindi “giocando” di leverage, poiché utilizza il debito per potenziare la sua capacità di acquisire.

L’importanza dell’EBITDA delle aziende acquisite
L’EBITDA è una misura chiave nella valutazione delle aziende target, in quanto rappresenta il flusso di cassa operativo e la capacità dell’azienda di generare profitti prima di dedurre interessi, tasse e altre spese. Acquisendo un’azienda con un buon EBITDA, l’acquirente migliora la propria capacità di generare cassa, che può poi essere utilizzata per ripagare il debito accumulato.

Dopo l’acquisizione, l’azienda inizia quindi la fase di deleverage. Utilizzando il flusso di cassa incrementato, l’azienda lavora per ridurre gradualmente il debito e riportare il rapporto PFN/EBITDA a livelli sostenibili. In questo modo, l’azienda diventa finanziariamente più stabile e preparata per ulteriori investimenti o acquisizioni.

Esempi pratici di leverage e deleverage
Per comprendere meglio questo meccanismo, vediamo tre esempi in settori diversi: un e-commerce, una fabbrica di dolci e una catena di ristoranti. Ogni esempio mostra come il leverage e il deleverage possono funzionare in contesti aziendali diversi.

1. E-commerce di abbigliamento di lusso
Immaginiamo un e-commerce di abbigliamento di lusso con un fatturato di 20 milioni di euro e un EBITDA di 2 milioni di euro.
Fase di leverage: L’azienda decide di acquisire un concorrente più piccolo che ha un fatturato di 10 milioni di euro e un EBITDA di 1 milione. Per l’acquisizione, l’azienda prende un finanziamento di 8 milioni (pari a 8 volte l’EBITDA dell’azienda target).
Anno 0 (Prima dell’acquisizione):
Fatturato: 20 milioni
EBITDA: 2 milioni
Debito: 5 milioni (già esistente)
PFN/EBITDA: 2.5

Anno 1 (Dopo l’acquisizione):
Fatturato combinato: 30 milioni (20 + 10)
EBITDA combinato: 3 milioni (2 + 1)
Nuovo debito: 13 milioni (5 + 8 per l’acquisizione)
PFN/EBITDA: 4.3 (un valore alto che riflette l’aumento della leva finanziaria).

Fase di deleverage: Nei due anni successivi, l’azienda utilizza il flusso di cassa generato dall’EBITDA aumentato per ripagare il debito.
Anno 3: Grazie all’aumento dell’EBITDA (da miglioramenti operativi e sinergie) e al progressivo pagamento del debito, l’azienda arriva a un EBITDA di 4 milioni e un debito ridotto a 8 milioni.
Nuovo PFN/EBITDA: 2.0. Ora, con un debito inferiore e un EBITDA più alto, la società risulta più solida e appetibile per ulteriori investimenti o una potenziale vendita.

2. Fabbrica di dolci
Una fabbrica di dolci con un fatturato di 50 milioni e un EBITDA di 8 milioni decide di acquistare un piccolo produttore con un fatturato di 15 milioni e un EBITDA di 2 milioni.

Fase di leverage: Per finanziare l’acquisizione, l’azienda prende un prestito di 12 milioni. Dopo l’acquisizione, il debito totale dell’azienda sale a 22 milioni, con un EBITDA combinato di 10 milioni e un rapporto PFN/EBITDA di 2.2, che è più elevato rispetto al livello iniziale.

Fase di deleverage: Nei tre anni successivi, l’azienda integra l’acquisizione e ottimizza i costi, aumentando l’EBITDA a 12 milioni e riducendo il debito a 15 milioni. A questo punto, il rapporto PFN/EBITDA torna a 1.25, riportando l’azienda a un livello di indebitamento più sostenibile.

3. Catena di ristoranti
Una catena di ristoranti con 20 sedi, un fatturato di 30 milioni e un EBITDA di 3 milioni decide di acquisire una piccola catena con 5 ristoranti.

Fase di leverage: L’azienda finanzia l’acquisizione con un prestito di 6 milioni, portando il debito totale a 13 milioni. Dopo l’acquisizione, il fatturato combinato è di 38 milioni e l’EBITDA combinato è di 4 milioni, con un rapporto PFN/EBITDA di 3.25.

Fase di deleverage: Nei due anni successivi, l’azienda utilizza il flusso di cassa incrementato per ripagare il debito e ottimizzare i costi operativi, aumentando l’EBITDA a 5 milioni e riducendo il debito a 9 milioni. Il rapporto PFN/EBITDA scende così a 1.8, migliorando la solidità finanziaria.

Vantaggi e rischi della strategia di leverage-deleverage
Questa strategia di leverage e deleverage offre diversi vantaggi quali:
Crescita accelerata: Permette di crescere rapidamente attraverso acquisizioni senza dipendere esclusivamente da risorse proprie.
Economia di scala e sinergie: L’integrazione di aziende acquisite può generare sinergie operative e commerciali che aumentano la redditività.
Maggiore valore aziendale: Riducendo il debito e mantenendo alti livelli di EBITDA, l’azienda diventa più appetibile per eventuali investitori o per una vendita.

Tuttavia, questa strategia comporta anche dei rischi:
Elevato indebitamento: Un leverage troppo alto può aumentare il rischio di insolvenza se l’azienda non riesce a generare sufficiente EBITDA per sostenere il debito.
Integrazione complessa: L’integrazione delle aziende acquisite richiede tempo e risorse e può essere complessa, soprattutto se le culture aziendali sono diverse.
Dipendenza dal flusso di cassa: L’azienda deve riuscire a mantenere un flusso di cassa operativo elevato per ripagare il debito; un calo dell’EBITDA metterebbe in difficoltà l’intera struttura finanziaria.

La crescita per acquisizioni, quando ben gestita, può quindi rappresentare un potente strumento per aumentare la competitività e il valore di un’azienda. Tuttavia, richiede una pianificazione rigorosa e una gestione attenta della leva finanziaria, sfruttando al massimo l’EBITDA delle aziende acquisite e riducendo gradualmente il debito. In questo “gioco” di leverage e deleverage, il successo dipende dall’abilità di mantenere un equilibrio tra espansione e sostenibilità finanziaria, garantendo all’azienda un percorso di crescita robusto e duraturo.

 

Articolo del 26-05-2020 07:14:57

 

No Business Plan, No Fido !

Il ruolo cruciale della finanza nelle PMI

Il DSCR Bancario e il DSCR per la Crisi Impresa

Come aumentare la bancabilità della tua azienda 

L’importanza del rapporto PFN/EBITDA per le PMI

Aumento del fatturato: il ruolo vitale di margine e incasso

Il capitale circolante netto e la salute finanziaria della tua azienda

Operazioni di M&A la chiave di volta per la crescita delle PMI italiane

Come migliorare la Posizione Finanziaria Netta (PFN) della tua azienda

 

 

 

Partner