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9 Settembre 2026

Come si calcola il DSCR secondo le indicazioni del CNDCEC

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DSCR in breve: Copertura debiti con flussi operativi, indicatori di sostenibilità finanziaria.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha delineato due metodologie per il calcolo del Debt Service Coverage Ratio (DSCR).

Primo approccio
Numeratore:
Disponibilità liquide iniziali.
Entrate di cassa previste nel periodo prospettico.
Meno tutte le uscite di cassa previste, escludendo le somme destinate al rimborso dei debiti finanziari considerati nel denominatore.

Denominatore:
Uscite previste per il rimborso delle quote capitale dei debiti finanziari.

Esempio:
Disponibilità liquide iniziali: €100.000
Entrate di cassa previste: €500.000
Uscite operative previste (escluse le quote capitale dei debiti finanziari): €300.000
Rimborso quote capitale dei debiti finanziari: €150.000

Calcolo:
Numeratore: €100.000 + €500.000 – €300.000 = €300.000
Denominatore: €150.000
DSCR: €300.000 / €150.000 = 2,0

Interpretazione: Un DSCR di 2,0 indica che l’azienda dispone di risorse sufficienti per coprire due volte le uscite destinate al rimborso delle quote capitale dei debiti finanziari nei prossimi sei mesi.

Secondo approccio
Numeratore:
Disponibilità liquide iniziali.
Free Cash Flow prospettico (come definito dall’OIC 10) al lordo dei pagamenti di debiti operativi arretrati e/o rateizzati.
Utilizzo di linee di credito disponibili.

Denominatore:
Oneri del debito finanziario (quota capitale + interessi).
Pagamenti di debiti operativi arretrati e/o rateizzati (es. debiti fiscali, contributivi, verso fornitori).

Esempio:
Disponibilità liquide iniziali: €100.000
Free Cash Flow prospettico: €400.000
Utilizzo linee di credito disponibili: €50.000
Oneri del debito finanziario (capitale + interessi): €300.000
Pagamenti di debiti operativi arretrati/rateizzati: €100.000

Calcolo:
Numeratore: €100.000 + €400.000 + €50.000 = €550.000
Denominatore: €300.000 + €100.000 = €400.000
DSCR: €550.000 / €400.000 = 1,375

Interpretazione: Un DSCR di 1,375 suggerisce che l’azienda ha risorse sufficienti per coprire gli oneri del debito finanziario e i pagamenti dei debiti operativi arretrati nei prossimi sei mesi, con un margine aggiuntivo del 37,5%.

Differenze tra i 2 approcci
Inclusione degli interessi: Il primo approccio considera solo la quota capitale del debito nel denominatore, escludendo gli interessi. Il secondo approccio include sia la quota capitale che gli interessi.
Debiti operativi arretrati: Il secondo approccio tiene conto dei pagamenti di debiti operativi arretrati e/o rateizzati, offrendo una visione più completa degli impegni finanziari dell’azienda.
La scelta tra i due approcci dipende dalla qualità e dall’affidabilità dei dati disponibili, nonché dalla specifica situazione finanziaria dell’azienda.

Conoscere il DSCR aiuta a:
Evitare crisi finanziarie identificando rischi in anticipo.
Migliorare il rapporto con le banche per accedere al credito.
Pianificare meglio la gestione dei debiti

Cos’è il DSCR bancario e il DSCR per la crisi d’impresa?
Il DSCR bancario è un indicatore usato dalle banche per valutare la sostenibilità del debito a medio-lungo termine di un’azienda. Si calcola rapportando i flussi di cassa operativi annui con le uscite per il servizio del debito (quota capitale + interessi). Un DSCR ≥ 1,2 è generalmente considerato sufficiente per accedere a finanziamenti.
Il DSCR per la crisi d’impresa, invece, è un indicatore previsto dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, che analizza la capacità dell’azienda di far fronte ai debiti nei successivi 6-12 mesi. Tiene conto non solo dei flussi operativi, ma anche delle liquidità iniziali e delle risorse straordinarie.

Compliance normativa: Il DSCR per la crisi d’impresa è richiesto dal Codice della Crisi, mentre quello bancario è uno standard utilizzato dalle banche, ma non obbligatorio per legge.

Il DSCR bancario misura la sostenibilità finanziaria di lungo periodo, mentre il DSCR crisi d’impresa è uno strumento di allerta per evitare insolvenze nei prossimi 6-12 mesi.
Entrambi sono importanti, ma rispondono a obiettivi diversi.

 

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