Negli ultimi anni, il rapporto tra imprenditori e banchei è cambiato. Oggi, i numeri (passati e futuri) contano più delle garanzie, e le banche analizzano il bilancio aziendale attraverso indicatori specifici che misurano la capacità dell’impresa di generare valore e sostenere i debiti. Questa trasformazione rappresenta una sfida per gli imprenditori, ma anche una roadmap per migliorare la relazione con il sistema bancario e ottenere vantaggi concreti.
Gli indici che le banche guardano: una guida per l’imprenditore
Ecco l’elenco completo degli indici di bilancio più rilevanti per le banche:
1. Equilibrio economico
Questi indici misurano la redditività dell’azienda:
ROE (Return on Equity): utile netto / patrimonio netto x 100
Indica quanto rende il capitale proprio investito.
ROI (Return on Investment): reddito operativo / capitale investito x 100
Misura la capacità dell’azienda di generare reddito dai capitali investiti.
MOL (Margine Operativo Lordo): utile operativo + ammortamenti e svalutazioni
Rappresenta il potenziale flusso di cassa generato dall’attività operativa.
2. Equilibrio finanziario
Valutano la capacità di gestire le risorse finanziarie nel breve e medio termine:
PFN/MOL (Posizione Finanziaria Netta su Margine Operativo Lordo)
Più il valore è basso, meglio è. Ottimale: inferiore a 3.
CCN (Capitale Circolante Netto): attività correnti – passività correnti
Indica la capacità di far fronte agli impegni di breve periodo.
Debiti finanziari / MOL
I debiti verso le banche dovrebbero essere inferiori a tre volte il MOL.
3. Equilibrio patrimoniale
Misurano la solidità strutturale dell’impresa:
Rapporto patrimonio netto / totale passivo
Valore ottimale: uguale o superiore al 25%. Indica il grado di capitalizzazione.
Indice di indebitamento: debiti totali / patrimonio netto
Valore ottimale: inferiore o uguale a 4. Più è alto, più l’azienda è esposta a rischi finanziari.
Indice di autonomia finanziaria: patrimonio netto / totale attivo
Indica quanto l’azienda si sostiene con risorse proprie.
4. Capacità di generare flussi di cassa
Free Cash Flow: flusso di cassa operativo – investimenti
Valuta la capacità di finanziare la crescita e ridurre i debiti.
5. Elasticità aziendale
Misura la capacità di adattamento alle richieste del mercato:
Indice di elasticità globale: attivo circolante / totale impieghi
Valore ottimale: maggiore di 1. Indica una gestione flessibile e meno immobilizzata.
6. Indici di liquidità
Current Ratio: attività correnti / passività correnti
Indica la capacità di far fronte agli impegni a breve termine. Valore ottimale: >1.
Quick Ratio (Acid Test): (attività correnti – rimanenze) / passività correnti
Valuta la capacità di pagare i debiti senza dipendere dalle scorte. Valore ottimale: >1.
7. Il DSCR (Debt Service Coverage Ratio)
Un altro indice molto rilevante per la banca è il DSCR, che misura la capacità dell’impresa di far fronte agli obblighi di debito a breve e lungo termine, tramite i flussi di cassa generati dalle operazioni aziendali. In altre parole, il DSCR calcola quanti volte i flussi di cassa netti aziendali sono in grado di coprire i pagamenti relativi al debito.
Formula:
DSCR= Flussi di cassa operativi netti DIVISO Obbligazioni finanziarie (capitale + interessi)
Interpretazione:
Un DSCR maggiore di 1 indica che l’impresa è in grado di coprire gli obblighi di debito con i propri flussi di cassa.
Un DSCR inferiore a 1 può segnalare difficoltà nell’adempimento dei pagamenti e, di conseguenza, un rischio maggiore per la banca.
In generale, un DSCR elevato è visto come positivo, poiché dimostra una solida capacità dell’impresa di generare flussi di cassa stabili per onorare i debiti, rendendo l’impresa più solvibile e attraente per gli istituti di credito.
Come è cambiato il rapporto con le banche?
In passato, il dialogo con la banca era basato su relazioni personali; oggi è basato sui numeri. Questo cambiamento porta:
Maggiore trasparenza richiesta: le banche vogliono un bilancio chiaro e dettagliato.
Valutazioni standardizzate: i sistemi automatizzati analizzano gli indici e il rischio.
Focus sui dati prospettici: più attenzione alla capacità futura dell’impresa di generare cassa.
Consigli per dialogare con le banche
Per migliorare il rapporto con la banca, ecco alcuni suggerimenti pratici:
Preparati con numeri solidi: aggiorna regolarmente il bilancio e gli indici chiave.
Spiega la tua strategia: mostra come intendi crescere e mitigare i rischi.
Sii trasparente: evidenzia punti di forza e azioni per superare le criticità.
Affidati a un consulente: un esperto può valorizzare i tuoi numeri e migliorare la comunicazione con la banca.
I vantaggi di un bilancio bancabile
Presentare un bilancio ben strutturato e trasparente non solo agevola il dialogo con la banca, ma offre anche concreti vantaggi:
Tassi di interesse più bassi: una migliore valutazione riduce il costo del credito.
Accesso facilitato ai finanziamenti: la solidità dei numeri rafforza la fiducia.
Relazione più stabile: una banca informata è un partner più affidabile.
Miglior controllo aziendale: monitorare regolarmente gli indici aiuta a prevenire crisi.
Il tuo bilancio è pronto per essere letto dalla banca? Scrivici info@qaserpmi.it per una consulenza personalizzata!
Migliorare i Fattori ESG di una PMI
Non esiste impresa senza l’imprenditore
La fine del Business Plan “Ad mentula canis”
Soldi in arrivo ? Cambia l’approccio con la tua Banca
Prestiti ai dipendenti come misura di welfare aziendale
Il DSCR come indice di bancabilità di selezione all’ingresso
L’adeguamento degli assetti aziendali da obbligo a opportunità
I nuovi obblighi di monitoraggio della Banche dal 30 giugno 2024
Come compensare una cartella di pagamento con altri crediti tributari
Perché a volte gli imprenditori sottovalutano i segnali delle crisi aziendali