Quando le banche esaminano la posizione finanziaria di un’impresa, l’analisi della PFN (Posizione Finanziaria Netta) e dell’EBITDA (Earnings Before Interests Taxes Depreciation and Amortization) è cruciale, ma deve essere sempre inserita nel contesto complessivo dell’impresa. Questi indicatori, infatti, non sono semplici numeri da valutare isolatamente, ma devono essere letti in relazione alla fase di vita dell’azienda, alla sua strategia di crescita e agli obiettivi strategici e di creazione del valore. Solo così si può ottenere una valutazione accurata e una decisione informata sul merito creditizio dell’impresa. Ad esempio:
1. Azienda in fase di espansione con un forte aumento della PFN
Contesto: Un’azienda sta investendo in nuove strutture, acquisizioni o altre iniziative di crescita. La sua PFN è aumentata significativamente a causa dell’acquisizione di un altro marchio o dell’apertura di nuovi stabilimenti.
Analisi: Sebbene la PFN aumenti, l’EBITDA potrebbe rimanere stabile o addirittura crescere, riflettendo l’efficienza operativa e la capacità di generare ricavi dalla nuova acquisizione.
Differenza chiave di lettura: Una lettura isolata della PFN potrebbe far pensare che l’azienda sia troppo indebitata, ma se collegata alla strategia di crescita, diventa chiaro che l’aumento del debito è temporaneo e mirato a generare profitti futuri. La banca dovrebbe considerare il piano di sviluppo e l’impatto atteso sull’EBITDA futuro per prendere una decisione informata.
2. Azienda matura con una PFN stabile e un EBITDA in calo
Contesto: Un’azienda consolidata che sta attraversando un periodo di rallentamento nelle vendite. La sua PFN è stabile, ma l’EBITDA mostra una leggera diminuzione, dovuta alla riduzione dei ricavi e all’aumento dei costi operativi.
Analisi: In questo caso, la banca potrebbe essere preoccupata per il calo dell’EBITDA, ma la PFN stabile indica che l’azienda non ha preso ulteriori debiti, suggerendo una gestione prudente.
Differenza chiave di lettura: Un’analisi superficiale del calo dell’EBITDA potrebbe suggerire un maggiore rischio creditizio, ma se considerato nel contesto di un mercato stagionale o di un settore con cicli naturali, il calo potrebbe essere temporaneo. La banca dovrebbe valutare la resilienza dell’azienda e i suoi piani di recupero.
3. Startup innovativa con un EBITDA negativo e una PFN bassa
Contesto: Una startup nel settore tecnologico, in fase di sviluppo di un nuovo prodotto. L’azienda ha ancora un EBITDA negativo, ma la sua PFN è molto bassa grazie all’assenza di debiti significativi, e ha ricevuto investimenti di capitale da venture capital.
Analisi: Nonostante l’EBITDA negativo, il basso livello di PFN e il supporto da parte degli investitori sono indicatori che l’azienda ha solidi finanziatori e buone prospettive di crescita.
Differenza chiave di lettura: Una lettura isolata dell’EBITDA negativo potrebbe portare a una valutazione pessimistica, ma nel contesto della startup, dove i debiti sono limitati e il capitale è garantito da investitori esterni, la situazione può essere vista come un’opportunità di crescita futura. La banca dovrebbe considerare la potenzialità del modello di business e l’orientamento del mercato.
PFN e EBITDA: Analisi nel contesto
PFN (Posizione Finanziaria Netta): La PFN fornisce una fotografia chiara del debito netto dell’azienda. Tuttavia, è essenziale contestualizzare questo dato all’interno delle strategie di investimento e crescita a lungo termine. Un’alta PFN potrebbe sembrare preoccupante a prima vista, ma se è il risultato di investimenti strategici destinati a generare flussi di cassa in futuro, l’azienda potrebbe trovarsi in una posizione finanziaria più sana di quanto sembri inizialmente.
EBITDA: Questo indicatore misura l’efficienza operativa e la redditività core dell’impresa. Tuttavia, va interpretato tenendo conto di fattori come il settore di appartenenza, i margini di mercato e le prospettive di crescita. Un EBITDA in crescita non è solo un buon segno di salute aziendale, ma anche un fattore fondamentale per la capacità di rimborsare i debiti e per il merito creditizio dell’impresa.
L’analisi della PFN e dell’EBITDA non deve essere un processo isolato, ma deve essere sempre integrata nel contesto complessivo dell’impresa. Le banche devono considerare come questi indicatori si allineano con la strategia di crescita dell’azienda e con gli obiettivi di creazione del valore a lungo termine. Solo così si può arrivare a una valutazione accurata e a una decisione informata riguardo al merito creditizio dell’impresa. Il rischio di una lettura parziale e fuori contesto potrebbe portare a una decisione sbagliata che non tiene conto delle reali potenzialità e opportunità di crescita dell’azienda.
Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 28-09-2017 10:30:27
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