La riclassificazione del Conto economico è essenzialmente tesa a suddividere le aree della gestione economica in base alla loro pertinenza gestionale ed è finalizzato all’analisi dei costi e dei margini. Lo schema più utilizzato è quello a valore aggiunto, che permette di evidenziare alcuni risultati operativi intermedi quali l’Ebitda e l’Ebit.
La riclassificazione del conto economico “a valore aggiunto” è probabilmente il modello di riclassificazione maggiormente utilizzato.
Il Conto economico a valore aggiunto, pur ricalcando lo schema previsto dall’art. 2425 c.c., prevede che l’area operativa contenga tre margini intermedi:
-il valore aggiunto;
-il MOL (margine operativo lordo), che prende anche il nome di EBITDA (earnings before interests, taxes, depreciation and amortization);
-il MON (margine operativo netto), che prende anche il nome di EBIT (earning before interests and taxes).
Lo schema è il seguente:
CONTO ECONOMICO A VALORE AGGIUNTO
Ricavi operativi
Variazioni rimanenze
Costi esterni (acquisto merce, materie prime, costi per servizi, godimento beni terzi)
= VALORE AGGIUNTO
Costi del personale
= MOL
Costi non monetari (ammortamenti e accantonamenti)
= EBIT
Proventi e oneri finanziari
= Risultato ante imposte
Imposte
= Utile d’esercizio
La riclassificazione del conto economico a costo del venduto. Questa configurazione è la più adatta invece per l’analisi dei costi nelle aziende di produzione.
CONTO ECONOMICO A COSTO DEL VENDUTO
Ricavi
Costo del venduto
= MARGINE INDUSTRIALE LORDO (gross margin)
Costi commerciali
Costi amministrativi
Costi altre aree
= REDDITO OPERATIVO