Salve, mi chiamo Luca e faccio il sarto, da tempo ormai disegno una mia linea di abiti e vorrei registrare un marchio a mio nome, tuttavia, il mio cognome è uguale ad un altro marchio molto noto che produce anche abbigliamento tra tante altre cose, quindi mi chiedevo se posso comunque usare il mio nome per il marchio. Grazie

Salve Luca, il diritto di utilizzare il proprio nome non è rilevante nell’ambito della procedura di accertamento del rischio di confusione tra marchi, quindi, soprattutto se il marchio cui si riferisce è uno dei cosiddetti marchi forti, perché di notevole notorietà, il titolare può vietarne l’uso a terzi e può opporsi alla domanda di registrazione di marchi anche soltanto simili al proprio. Inoltre, può ottenere provvedimenti giudiziali che vietino l’uso del marchio confondibile fino al possibile sequestro dei beni contraddistinti dal marchio in questione.
Invero, la notorietà incide in maniera determinante sulla tutela del diritto esclusivo all’uso del marchio registrato.  

Scopo della normativa è tutelare il consumatore dalla possibilità di confondersi circa l’origine di un prodotto attribuendolo ad un’impresa piuttosto che ad un’altra, oltre alla configurabilità di atti di concorrenza sleale perseguibili.
Il proprio marchio pertanto deve essere assolutamente diverso, non deve neanche in astratto confondersi con altri già in uso per prodotti o servizi dello stesso genere o affini, in commercio nel medesimo ambito territoriale.
Il marchio può essere costituito da parole, numeri, lettere, forme, colori ecc.  e la  somiglianza tra marchi si valuta anche con riferimento al suono caratterizzato dalla loro pronuncia verbale, dalle sillabe, dagli accenti e dalla successione delle vocali.
 
Risposta al quesito redatta dall’Avv. Andrea Cruciani il 27.10.2015
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