1655 codice tributo cuneo fiscale

Esempio di compilazione del modello F24 per il recupero automatico per conto dei datori di lavoro delle somme pagate ai sensi dell’articolo 1 del d.l.n. 66/2014, codice tributo 1655, per la diminuzione del cuneo fiscale.
 
Clicca qui per visualizzare come indicare mensilmente il codice nel modello F24
 
Clicca qui per scaricare la tabella di tutti di codici tributo istituiti per l'F24

4033 Codice tributo acconto IRPEF I rata

Clicca qui per scaricare un esempio di come va redatto il modello F24.
 
L'acconto Irpef va pagato quando la cifra riportata nel rigo RN33 risulta uguale o superiore ad euro 52 e deve essere versato:
  • in unica soluzione entro il 30 novembre 2014 se il totale dovuto è inferiore ad euro 257,52;
  • in due rate, se la somma determinata è uguale o maggiore di euro 257,52. In questo caso la prima rata va pagata entro il 16 giugno 2014 oppure entro il 16 luglio 2014 maggiorando l'importo 0,40%.
La prima rata di acconto dell’IRPEF può essere versata anche ratealmente.

4001 codice tributo saldo Irpef

Codice tributo che occorre indicare nel modello F24 per il versamento dell' IRPEF a saldo che risulta dalla dichiarazione dei redditi modello UNICO. Si ricorda che non va eseguito alcun versamento se l’importo risultante dalla dichiarazione, riferito alla singola imposta IRPEF, è inferiore o uguale a 12 euro.

Clicca qui per scaricare un esempio di compilazione del modello F24

8911 codice tributo ravvedimento

Codice tributo per il pagamento delle sanzioni pecuniarie per altre violazioni tributarie relative alle imposte sui redditi, alle imposte sostitutive, all'Irap e all'Iva dovute in caso di ravvedimento operoso ad esempio di una tardiva presentazione della dichiarazione dei redditi o di un modello F24 a zero.

Clicca qui per scaricare un esempio di compilazione del modello F24
 
Scadenzario fiscale annuale
Dossier ravvedimento operoso
Speciale dichiarazione dei redditi
Formulari e modulistica gratuita
 

 

Tasi i codici tributo del modello F24

Per pagare la Tasi i codici tributo da indicare sono:
 
"3958" per l'abitazione principale e relative pertinenze
"3961" per gli altri fabbricati
"3959" per i fabbricati rurali ad uso strumentale
"3960" per le aree edificabili
 
La parte del modello F24 dove indicare i codici tributo è la sezione "Imu e altri tributi locali".
Nello spazio "codice ente/codice comune" dovete scrivere il codice catastale del Comune ove sorge l'immobile.
Scrivete l'anno d'imposta nello spazio "Anno di riferimento", poi barrate lo spazio "Acc" se il pagamento si riferisce all'acconto, lo spazio "Saldo" se il pagamento si riferisce al saldo.

Per l'Imu si utilizzano invece i seguenti codici tributo:
"3918" immobili diversi dalla prima casa
"3913" fabbricati rurali ad uso strumentale
"3914" terreni
"3916" aree fabbricabili
"3925" immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D

 

3958 codice Tasi abitazione principale

Il codice da indicare nel modello F24 per il versamento della Tasi sull'abitazione principale e le relative pertinenze è 3958.
Quando versare questa nuova imposta è un vero rebus. Si consideri che di solito per il 2014 la tasi colpirà l'abitazione principale e gli altri immobili invece pagheranno l'IMU.
 
Clicca qui per scaricare un esempio di compilazione del modello F24
 
Clicca qui per scaricare la risoluzione n. 46 del 24 aprile 2014
 
Clicca qui per scaricare il bollettino di conto corrente postale
 
Clicca qui per scaricare un elenco esemplificativo di domande e risposte in materia di Tasi

3812 codice tributo acconto IRAP I rata

Codice tributo 3812 IRAP acconto prima rata.

Clicca qui per scaricare un esempio di compilazione del modello F24
 
Ai sensi dell’articolo 30, comma 3, il versamento in acconto dell’IRAP deve essere effettuato secondo le stesse regole stabilite per le imposte sui redditi. Pertanto, l’acconto relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014 è dovuto:
  • per le persone fisiche e le società o associazioni di cui all’articolo 5 del Tuir, nella misura pari al 100 per cento (comma 18 dell’art. 11 del decreto-legge n. 76 del 2013) dell’importo indicato nel rigo IR21 (salvo quanto indicato di seguito), sempreché tale importo sia superiore a euro 51,65;
  • per gli altri soggetti diversi da quelli di cui al punto precedente (ad esclusione dei soggetti che determinano la base imponibile ai sensi del comma 1 dell’articolo 10-bis), nella misura pari al 101,5 per cento (comma 1 dell’art. 1 del decreto ministeriale 30 novembre 2013) dell’importo indicato nel rigo IR21 (salvo quanto indicato di seguito), sempreché tale importo sia superiore a euro 20,66.
In base all’articolo 17, comma 3, del D.P.R. n. 435 del 7 dicembre 2001, l’acconto va versato in due rate:
  • a prima, pari al 40 per cento, entro lo stesso termine per il versamento dell’imposta a saldo del periodo oggetto della presente dichiarazione. Si fa presente che il versamento della prima rata non è dovuto se d’importo non superiore a euro 103. Il versamento della prima rata di acconto può comunque essere effettuato entro il trentesimo giorno successivo ai predetti termini con la maggiorazione dello 0,40 % a titolo di interesse corrispettivo;
  • la seconda, pari al residuo 60 per cento, entro il 1° dicembre 2014 (in quanto il 30 novembre è domenica) ovvero per i soggetti diversi dalle persone fisiche e dalle società o associazioni di cui all’articolo 5 del Tuir entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese del periodo di imposta.
È facoltà del contribuente commisurare i versamenti in acconto sulla base dell’imposta che si prevede di determinare per lo stesso periodo di competenza, ferma restando, in tal caso, l’applicazione, ai fini del regime sanzionatorio, delle disposizioni dell’articolo 4, comma 2, del D.L. n. 69 del 1989, convertito dalla legge n. 154 dello stesso anno.
ATTENZIONE: per le Regioni in deficit sanitario per le quali, ai fini del versamento dell’acconto relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, trovano applicazione maggiorazioni di aliquota non indicate nella tabella riportata in Appendice, l’acconto dell’IRAP dovrà essere determinato:
  • con il metodo storico, assumendo quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata applicando l’aliquota d’imposta maggiorata (in tal caso non deve essere considerato, quale imposta del periodo precedente, l’importo di rigo IR21);
  • con il metodo previsionale, assumendo come imposta di riferimento quella determinata applicando al valore della produzione previsto l’aliquota d’imposta maggiorata.
Ai sensi dell’articolo 30, comma 5, i soggetti che determinano la base imponibile secondo le disposizioni di cui al comma 1 dell’articolo 10-bis) sono tenuti al versamento dell’acconto IRAP entro il giorno 15 del mese successivo a quello dell’erogazione delle retribuzioni e dei compensi in un importo pari a quello risultante dall’applicazione dell’aliquota prevista dall’articolo 16, comma 2, all’ammontare degli emolumenti ivi indicati corrisposti nel mese precedente. Qualora l’ammontare dell’imposta dovuta a ciascuna regione sia pari o inferiore a 10,33 euro, l’obbligo di versamento rimane sospeso fino alla scadenza successiva per la quale la somma complessiva da versare sia almeno pari al predetto importo.
Si ricorda che in base all’articolo 32-ter, comma 1–bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, introdotto dall’articolo 7, comma 2, lettera bb), del decreto-legge del 13 maggio 2011 n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011 n. 106, gli enti e gli organismi pubblici di cui al comma 1 del citato articolo 32-ter che utilizzano il modello “F24 enti pubblici” effettuano i versamenti degli acconti IRAP, previsti dal comma 5 dell’articolo 30, entro il giorno 16 del mese di scadenza.
Se il termine scade di sabato o di giorno festivo il versamento è tempestivo se effettuato il primo giorno lavorativo successivo.
Non sono obbligati al versamento dell’acconto i produttori agricoli che nel 2013 risultavano esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’articolo 34, comma 6, del D.P.R. n. 633 del 1972 e che in tale anno hanno superato i limiti previsti per l’esonero. Sono, invece, tenuti a tale versamento i produttori agricoli che, avendo superato nell’anno 2013 il limite di un terzo delle cessioni di beni diversi da quelli compresi nella prima parte della tabella A allegata al citato decreto non rientrano nel regime di esonero per l’anno 2013.

Tuscia Network srl
Sede legale Via Ronciglione 38, 01015 Sutri (VT) - P.I. 02078920564
Designed by CM - Graphics&Web Design - All rights reserved - ©2014