Percentuali delle aliquote Enasarco dal 2013 al 2020. Va considerato che oltre alle aliquote, nel corso degli anni, cambiano anche gli importi dei massimali e dei minimali. È invece sempre rimasto invariato il criterio della competenza e della suddivisione dell’Aliquota Enasarco che è al 50% a carico dell’Azienda Mandante e al 50% a carico dell’Agente.

 

Aliquote ENASARCO 2020 17,00%

Aliquote ENASARCO 2019 16,50%

Aliquote ENASARCO 2018 16,00%

Aliquote ENASARCO 2017 15,55%

Massimale Enasarco Monomandatario 37.500,00 Euro  
Massimale Enasarco Plurimandatario 25.000,00 Euro

Il Ministero dello Sviluppo Economico e Unioncamere, sulla base di una convenzione siglata il 31 luglio 2015, stanno proponendo bandi di finanziamento rivolti alle imprese con l'obiettivo di promuovere e tutelare la proprietà intellettuale.
L'ultima misura è dedicata alla valorizzazione dei cosiddetti "Marchi storici", ovvero quei marchi la cui domanda di deposito sia antecedente al 1° gennaio 1967.

Il bando, dotato per la sua attuazione di risorse complessive pari a quattro milioni e cinquecentomila euro, ha come obiettivo espresso la valorizzazione della storia e della cultura d'impresa italiana, attraverso il rilancio di marchi storici nazionali, di proprietà di micro, piccole e medie imprese.
Per ottenere le agevolazioni, concesse nella forma di contributo in conto capitale, è necessario presentare un progetto - Project Plan - riguardante prodotti e servizi afferenti l'ambito di protezione del marchio con l'indicazione degli obiettivi e dei relativi costi.

La Legge di Bilancio 2017, ex Legge di Stabilità (Legge 11 dicembre 2016, n. 232, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016) ha previsto, dal 01 gennaio 2017, l’obbligo per le imprese in contabilità semplificata del regime di cassa in luogo del regime di competenza. Questo cambio di regime pone il problema delle rimanenze finali di magazzino. Secondo le nuove disposizioni l’ammontare delle rimanenze non partecipa più alla determinazione del reddito di impresa e per l’anno 2017 l’importo delle rimanenze finali del 31/12/2016 andrà a ridurre il risultato di esercizio, facendo chiudere in moltissimi casi, l’esercizio 2017 in perdita

Tale perdita, per attuale ed espressa previsione normativa, risulta compensabile solo con altri redditi delle stesso periodo di imposta, senza la possibilità di riporto dell’eventuale eccedenza negli esercizi successivi.
Proprio la mancata previsione del riporto della perdita negli anni successivi potrebbe comportare pesanti ripercussioni alle aziende che hanno elevate rimanenze finali. 

Il contributo Enasarco 2017 per gli agenti individuali (monomandatari e plurimandatari) e le società di persone è, dal 2017, pari al 15,55% (era del 15,10%), di cui:

- 7,775% a carico del preponente;
- 7,775% a carico dell’agente (sotto forma di trattenuta espressamente indicata nella fattura di provvigioni).

Il pagamento viene effettuato dalla ditta preponente che è responsabile anche della quota trattenuta all'agente.

Attenzione il criterio per la determinazione dell’aliquota Enasarco è quello della competenza e quindi le fatture per provvigoni relative all'anno 2016, ed emesse nell'anno 2017, dovranno indicare ancora l'aliquota del 15,10%, relativa all'anno 2016.

La Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016) ha introdotto l’agevolazione fiscale del super ammortamento o maxi ammortamento al 140%.

I soggetti beneficiari di tale agevolazione sono tutti i contribuenti IVA titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo, inclusi i contribuenti minimi – ed esclusi invece i contribuenti in regime forfettario.

Il super ammortamento può essere applicato solo per i beni strumentali materiali nuovi, acquistati tra il 15 ottobre 2016 e il 31 dicembre 2016 e che abbiano un coefficiente di ammortamento civilistico pari o superiore al 6,5% (sono quindi esclusi i fabbricati ad esempio)

Il super ammortamento è irrilevante ai fini degli studi di settore e non produce alcun effetto sulla base imponibile dell’IRAP. L’agevolazione non alcun altresì effetto sulla determinazione delle plusvalenze e/o minusvalenze che saranno calcolate in caso di cessione dei beni.

L’agevolazione consiste nel maggiorare, ai soli fini fiscali rilevanti ai fini dell’Irpef e dell’Ires, il 40% il costo di acquisto dei beni strumentali material nuovi come sopra descritti che consentirà alle aziende di dedurre una quota di ammortamento fiscale maggiore rispetto a quella civilisticamente determinata. Il super ammortamento è quindi una deduzione extra contabile che si concretizza in una variazione in diminuzione dell’utile fiscale su cui calcolare le imposte. Sono compresi nell’agevolazione anche i beni di costi unitario inferiore a 516,46 euro.

Se quindi ad esempio un’azienda acquista un bene strumentale nuovo del valore imponibile di 1.000,00 euro e per il quale è previsto un coefficiente di ammortamento del 10%, in luogo dell’ammortamento civilistico di euro 100,00, l’azienda potrà fiscalmente detrarre l’importo di euro 140,00 di quota di ammortamento fiscale.

 

Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 12-09-2016

Sono certo che - soprattutto in ambiente bancario ed aziendale - avete già sentito parlare dell'EBIT come elemento "critico" per monitorare lo "stato di salute" e dei flussi di cassa di un'impresa.  
 
L'EBIT è l'acronimo che deriva dall'espressione inglese Earning Before Interest and Tax ed è un "indice" che rappresenta il reddito operativo che in pratica enuncia la capacità di un'azienda di realizzare un reddito disponibile per ripagare i terzi che hanno apportato capitale di credito (come banche e terzi finanziatori) attraverso interessi o assimilati - di pagare le imposte e di remunerare il capitale proprio mediante l’utile realizzato.

Interessi di mora automatici per i ritardi nei pagamenti delle transazioni commerciali fissata la nuova determinazione
 

Il Comunicato del MEF, che indica il saggio di interesse da applicare ai debitori in caso di ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali, al netto della maggiorazione ivi prevista (8 punti percentuali), ai sensi dell'art. 5, comma 2, del Decreto Legislativo 9 ottobre 2002, n. 231 così come modificato dal Decreto Legislativo 9 novembre 2012, n. 192 - relativo al secondo trimestre 2016 - è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 del primo agosto 2016.

Il tasso di interesse previsto per il secondo semestre 2016 è stato stabilito allo 0,00%. Aggiunto alla maggiorazione prevista di 8 punti, il nuovo tasso di mora automatico da applicare ai ritardati pagamenti dal 01 luglio 2016 al 31 dicembre 2016, risulta essere dell'8,00%. Si ricorda che dal 01 gennaio 2015 al 30 giugno 2016 tale tasso era stato fissato all'8,05%.

I marchi sono iscritti tra le immobilizzazioni immateriali al costo. Non sono iscrivibili i marchi acquisiti a titolo gratuito, che, quindi, non possono costituire oggetto di ammortamento.
A seguito delle variazioni apportate dal D.L. n. 223/2006, convertito dalla Legge 4 agosto 2006 n. 248, sono mutati, dal 2006, i criteri di ammortamento fiscale dei marchi, nonché dei brevetti e degli altri diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno. La quota massima fiscalmente detraibile nell'esercizio degli ammortamenti dei marchi è stata ridotta all' 1/18 del costo (aliquota massima del 5,56%), rispetto alla precedente misura dell' 1/10 del costo stesso (si veda l'articolo 103 del TUIR 917/86).
Si rammenta che dal punto di vista civilistico, l'ammortamento dei marchi deve invece avvenire "sistematicamente" in relazione alla residua possibilità di utilizzazione.

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