Il  Mutuo Chirografario “Microcredito” (ex art. 111 T.U.B.) con garanzia del Medio Credito Centrale è un’offerta di mutui chirografari in Convenzione con  L’Ente Nazionale per il Microcredito (ENM), il quale promuove specifici programmi di sostegno ad iniziative e ad attività di microcredito e microfinanza, assistiti dal Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (PMI) gestito dal Medio Credito Centrale Spa (MCC).

Fonte sito fondidigaranzia.it/microcredito.html:

Chi sono i soggetti beneficiari
I soggetti beneficiari che possono ottenere la garanzia sono esclusivamente le imprese già costituite o i professionisti già titolari di partita IVA, in entrambi i casi da non più di 5 anni. Professionisti e imprese non possono avere più di 5 dipendenti, ovvero 10 nel caso di Società di persone, SRL semplificate, cooperative. Ulteriori limitazioni riguardano l'attivo patrimoniale (massimo 300.000 euro), i ricavi lordi (fino a 200.000 euro) e livello di indebitamento (non superiore a 100.000 euro).

Il contratto di rete è disciplinato dall’art. 3, commi 4-ter e seguenti, della Legge n. 33 del 9 aprile 2009 (di conversione del D.L. n. 5 del 10 febbraio 2009), e sue successive modificazioni ed integrazioni.
Rappresenta una modalità contrattuale di cooperazione tra più imprenditori che si impegnano a collaborare al fine di accrescere, sia individualmente che collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività e che mirano ad aumentare la loro massa critica e ad avere così maggiore forza sul mercato.
 
Il contratto di rete deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, ovvero per atto firmato digitalmente a norma degli art. 24 o 25 del C.A.D. (D.Lgs. 82/2005 e successive modificazioni) da ciascun imprenditore o legale rappresentante delle imprese aderenti e trasmesso ai competenti uffici del registro delle imprese attraverso il modello standard tipizzato con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico.
 
Il disposto normativo prevede poi alcuni elementi obbligatori da indicare nel contratto di rete, la cui assenza comporterebbe la nullità del contratto stesso. Questi contenuti obbligatori sono:
 
Oggi con Francesco Cacchiarelli, Commercialista ed economista di imprese, parliamo dell’assegnazione agevolata di beni immobili o mobili registrati, ai soci, così come riproposta nella legge n. 208/2015 ai commi da 115 a 120 dell’art. 1, rivolta alle società operative e non.

Buongiorno Francesco, in sintesi a quali soggetti si rivolge il legislatore con la riapertura di questa norma agevolativa?
Buongiorno, tutte le società commerciali - soggette alla disciplina delle società non operative - come le Snc, le Sas, le Srl, Spa e Sapa possono - entro il 30 settembre 2016 - assegnare in modo agevolato ai soci che risultano iscritti nel “libro dei soci” alla data del 30 settembre 2015, i beni mobili iscritti in pubblici registri e i beni immobili, non utilizzati come beni strumentali, così come individuati dalla norma.

 
In cosa consiste l’agevolazione ai fini delle imposte dirette?
L’agevolazione consiste nell’applicazione di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'IRAP nella misura dell'8% sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati e il loro costo fiscalmente riconosciuto. L’aliquota dell’8%, in caso di assegnazione effettuata da società non operative in almeno due periodi sugli ultimi tre, viene rideterminata al 10,5%.

La proprietà industriale è un elemento essenziale del patrimonio di un'azienda.

Un asset, però, non sempre debitamente valorizzato e protetto, se non a livello macro. Le grandi aziende, infatti, dedicano risorse, a volte ingentissime, tanto alla visibilità del proprio marchio, quanto alla sua tutela.
Nel settore delle Mirco, Piccole e Media Imprese (MPMI), però, non si riscontra la stessa attenzione alla proprietà industriale, seppur con le dovute proporzioni.
Si può quindi parlare di un gap culturale legato alla compresione dell'importanza del bene immateriale "marchio" tra le grandi aziende e le PMI? Oppure è necessario fare riferimento a risorse sempre più scarse man mano che diminuisce la dimensione aziendale? O, infine, si tratta di una combinazione dei due aspetti?
Ciò che appare evidente è che in un'ipotetica scala dei valori aziendali delle MPMI, la valorizzazione del marchio non sempre occupa i primi gradini. Tra il 2010 e il 2014, ad esempio, si è passati dalla registrazione di più di 160mila marchi all'anno (2010) a 46.641 nel 2014 (Fonte: DATI STATISTICI TITOLI CONCESSI DI PROPRIETA' INDUSTRIALE 2014 dell'UIBM).
 
Probabilmente è sulla base di queste riflessioni che il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) - attraverso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) - sta aumentando gli sforzi per diffondere sempre più tra le imprese una cultura brevettuale atta alla valorizzazione dei titoli della proprietà industriale.
Nel concreto, il 31 luglio 2015 il MiSE ha siglato con l'Unioncamere una Convenzione della durata di 30 mesi contenente i punti programmatici per la preparazione di bandi di gara per la concessione di agevolazioni alle imprese aventi ad oggetto la proprietà industriale.
 
Il bando denominato MARCHI+2 rappresenta un esempio in tal senso; esso, infatti, è finalizzato ad agevolare le imprese di micro, piccole e medie dimensioni nella tutela dei marchi all'estero, sia a livello comunitario (Misura A), che a livello internazionale (Misura B). Più esattamente, il bando MARCHI+2 mette a disposizione per la concretizzazione della azioni in esso previste due milioni e ottocentomila euro, suddivisi in quote massime di ventimila euro per azienda richiedente. Come già accennato, l'articolazione delle misure è su due livelli: con la Misura A si prevede un finanziamento per la registrazione di marchi comunitari presso l'Ufficio per l'Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI), mentre con la Misura B l'agevolazione è concessa per la registrazione di marchi internazionali presso l'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI).
 
Le spese agevolabili concernono la progettazione del nuovo marchio, l'assistenza per il deposito e l'eventuale assistenza legale per azioni di tutela del marchio, più le tasse di deposito. E' importante che tali importi siano stati corrisposti successivamente al 01/02/2015 e comunque non dopo la presentazione della domanda di agevolazione.
 
Quest'ultima deve essere inoltrata entro cinque giorni dalla data del protocollo attribuito mediante la compilazione di un form on line disponibile sul sito marchipiu2.it.
La domanda deve includere - tra gli altri documenti - la dichiarazione sostitutiva di atto notorio che l'impresa richiedente e le imprese fornitrici dei servizi oggetto della domanda di agevolazione non si trovino in rapporto di contollo/collegamento ai sensi dell'art. 2359 c.c. ovvero non si riscontri tra i medesimi soggetti, anche in via indiretta, una partecipazione, anche cumulativa, di almeno il 25%.
 
Le risorse, conferite attraverso una procedura valutativa a sportello (art. 5, comma 3, D.Lgs. 123/98) sono erogate da Unioncamere - partner del MiSE e soggetto gestore del presente bando - direttamente sul C/C bancario segnalato nella domanda di adesione entro 60 giorni dalla comunicazione della concessione dell'agevolazione stessa.
Infine, l'art. 10 del bando MARCHI+2 disciplina la revoca delle agevolazioni qualora, in primis, le agevolazioni siano state concesse sulla base di dati inesatti, oppure, in secondo luogo, sia stata aperta una procedura concorsuale nei confronti dell'impresa o, infine, l'impresa sia stata cancellata dal Registro delle Imprese in data anteriore alla liquidazione del contributo.
 
Articolo redatto dal Dott. Riccardo Cerulli - 31/01/2016
Mi occupo di economia e imprese da diversi anni. Ne ho vissuto inevitabilmente i trend di crescita, i cambi di prospettiva e i periodi di crisi. Una crisi che mai come negli ultimi anni sembra essere diventata sistemica, più che passeggera, soprattutto per quelle aziende piccole, medie o grandi che siano, che non abbiano apportato nessun tipo di cambiamento rispetto alle modalità di conduzione del proprio business. In termini di sviluppo di nuovi prodotti, innovazione di processi, diverso approccio al mercato che cambia a notevole velocità sotto i nostri occhi. Quelle aziende che, per dirla con Albert Einstein, non abbiano colto nella crisi un’opportunità per riorientarsi, per apportare quei cambi di strategia che le potessero portare a superare i momenti di difficoltà senza essere superate. Non abbandonandosi alla pigrizia nel trovare nuove soluzioni. Non tenendo insomma le finestre chiuse al quel forte vento di innovazione che le sta investendo. Faccio la conoscenza di Gianni Ineichen in una soleggiata mattina di dicembre ad un incontro sulle Reti di Imprese. Ci troviamo fin dalle prime battute accomunati dalla stessa professione, dalla passione per il nostro meraviglioso territorio e soprattutto da diversi anni di esperienza come consulenti di impresa. Ed è in questa occasione che faccio la mia prima conoscenza di Tibex.net di cui Gianni è Amministratore Delegato. Da un nostro secondo e successivo incontro presso il mio studio e dalla volontà di capire meglio il funzionamento di questa nuova e virtuosa realtà, che nasce questa intervista.
 
Innanzitutto, cos'è Tibex.net ?
E’ un "sistema" economico creato per facilitare le relazioni tra soggetti economici operanti in uno stesso territorio. Attraverso una piattaforma di conti on line e l’utilizzo di una “moneta” digitale locale il Circuito offre la possibilità alle imprese ed ai professionisti di finanziarsi reciprocamente e di trasformare la propria capacità produttiva inespressa in liquidità supplementare, utile a sostenere parte delle proprie spese correnti, operare investimenti e, tramite l’apertura di conti personali, effettuare parte delle proprie spese personali. E’ un modo diverso e nuovo al tempo stesso di ripensare l’economia e le comunità locali che tornano ad assumere il ruolo che dovrebbero esprimere: interconnesse, collaborative e sostenuta dalla forza del gruppo e dalla fiducia reciproca. Lo scopo del circuito è innanzitutto quello di riconnettere le imprese del territorio, erogare servizi di promozione ad alto valore aggiunto e fornire alle PMI ed ai professionisti strumenti di pagamento e di credito paralleli e complementari a quelli tradizionali.

Il mondo che ci circonda è oggi in continuo e veloce cambiamento. Basti pensare alla globalizzazione, ad internet, all’impatto dei social network, alle nuove tecnologie, alle nuove fonti di energia, alla recessione e così via.
La trasformazione mondiale in atto comporta anche l’affermarsi di un nuovo paradigma economico che naturalmente si sta affermando anche in Italia (parte integrante del nuovo villaggio globale). 

 
Si impone sempre più una “Networked Economy” che vede il tramonto dello slogan degli anni settanta “piccolo è bello” e nella quale la “fabbrica” perde il suo ruolo centrale ed invece la produzione e la sperimentazione di “Conoscenza Condivisa” diviene un indispensabile fattore di successo, “moneta” e risorsa chiave.  
Questo nuovo paradigma economico impone un cambio anche di paradigma organizzativo, sempre più flessibile ed innovativo. 

 
Da qui le reti di impresa come nuova forma organizzativa che permette alle micro e piccole imprese di fare massa critica intorno a progetti scaturiti dalla cooperazione tra aziende differenti che si collegano in rete fra loro per la durata di un dato progetto sfruttando una “economia basata sul sapere”, fatta di conoscenze e di relazioni, per produrre un nuovo valore, per accrescere individualmente e collettivamente la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato - pur mantenendo la loro autonomia ed indipendenza.
 
La rete diventa “un salto culturale”, efficace strumento di politica industriale per affrontare al meglio un periodo di recessione e di cambiamento e un’importante occasione per evolvere anche sotto il “profilo imprenditoriale”.

Per revocare una carta di credito, si consiglia innanzitutto di leggere l’apposito articolo che regola tale ipotesi recuperando il contratto a suo tempo firmato. Di solito è sufficiente inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla società emittente la carta; questa informazione si trova normalmente riportata anche sull’estratto conto periodico inviatovi dalla società emittente.
Dopo le novità introdotte dal 2010 è importante sapere che il contratto relativo alla carta di credito può essere interrotto in qualsiasi momento.

 
Di seguito si riporta un fac simile di lettera di revoca:

Il contributo Enasarco 2016 per le agenti individuali e le società di persone è pari al 15,10%, di cui:
- 7,55% a carico del preponente;
- 7,55% a carico dell’agente (sotto forma di trattenuta espressamente indicata nella fattura di provvigioni).
Il pagamento viene effettuato dalla ditta preponente che è responsabile anche della quota trattenuta all'agente.
Per l'anno 2015, il contributo è richiesto per ciascun mandato, nel limite del massimale annuo di euro 37.500,00 di provvigioni per i monomandatari, e di euro 25.000,00 per i plurimandatari.

Il massimale provvigionale non è frazionabili in rapporto all’anno. Dal 2016 il massimale Enasarco verrà determinato applicando al massimale 2015 la rivalutazione ISTAT.

I contributi Enasarco sono versati trimestralmente entro il 20 del secondo mese successivo al trimestre di competenza.

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