In extremis sono state prorogate per il 2015 le agevolazioni per gli autotrasportatori, ma quella relativa alla deduzione forfetaria è stata fortemente ridotta.
Quest’anno gli autotrasportatori sia per conto proprio che per conto terzi, potranno recuperare fino a 300 euro per ogni veicolo di trasporto di massa complessiva superiore a 11,5 tonnellate, di quanto pagato nel corso nel 2014 a titolo di SSN sui premi di assicurazione r.c. per ogni automezzo come sopra individuato.
L’importo sarà utilizzato in compensazione con il modello F24, indicando il codice tributo 6793 e come anno di riferimento "2015", cioè l'anno in cui è effettuata la compensazione. Gli importi compensati dovranno poi essere indicati nel quadro RU della prossima dichiarazione dei redditi.

 
Per quel che riguarda la detrazione forfetaria di costi non documentati a favore degli autotrasportatori di cose per conto terzi prevista dall’articolo 66, co. 5 del TUIR, il comunicato stampa dell’AdE del 02 luglio ha reso noto che le stesse sono state ribassate rispetto al passato con conseguente aggravio di tasse per gli autotrasportatori. Le misure vigenti per l’anno 2014 sono ora pari a:
•    euro 18,00 giornalieri (erano pari ad euro 56,00) per i trasporti personalmente effettuati dall'imprenditore fuori del Comune in cui ha sede l'impresa, ma nell'ambito della regione o delle regioni confinanti;
•    euro 30,00 giornalieri (erano pari ad euro 92,00) per viaggi oltre l'ambito sopra indicato.
La deduzione è riconosciuta anche ai soci delle società in nome collettivo e in accomandita semplice e alle imprese di autotrasporto merci che siano in contabilità semplificata o in contabilità ordinaria per opzione e sono escluse le società di capitali.
 
Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 11-07-2015

Quando una srl ha difficoltà a pagare le cartelle esattoriali, può chiedere una rateazione ad Equitalia, senza prestare alcuna garanzia.
Per i debiti esattoriali fino a 50 mila euro basta semplicemente presentare la domanda scaricabile qui. La rateazione è concessa in automatico.
Per le pendenze superiori a 50 mila euro, nel caso in cui la società verta in una situazione di temporanea ed obiettiva difficoltà di pagamento,  in allegato all’apposita istanza di rateazione, si dovrà presentare la visura della Camera di Commercio aggiornata, la copia dell’ultimo bilancio depositato, il prospetto di determinazione dell’indice Alfa e dell’indice di liquidità e, qualora il bilancio presentato si riferisca ad un esercizio chiuso da oltre sei mesi, una relazione economico-patrimoniale, redatta secondo i criteri previsti dall’art. 2423 e seguenti del  Codice civile, risalente a non oltre due mesi dalla data di presentazione dell’istanza di rateazione.
L’accertamento della temporanea situazione di obiettiva difficoltà nel pagamento, nonché la determinazione del numero delle rate mensili concedibili - che in ogni caso non potranno essere superiori a 72 (sei anni), salvo eccezioni - verranno stabilite elaborando i dati forniti dalla documentazione allegata.
La dilazione così ottenuta rimette la società “in bonis” e le permette di bloccare le misure cautelari, le procedure esecutive e le consente di ripartecipare agli appalti.
E’ possibile estendere la rateazione sino a 120 qualora la società si trovi, per motivi estranei alla propria responsabilità, in una comprovata situazione finanziaria peggiore di quella di temporanea difficoltà.

Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 28-06-2015

 

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Modulistica Equitalia rateazione debiti d'imposta

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I marchi sono iscritti tra le immobilizzazioni immateriali al costo. Non sono iscrivibili i marchi acquisiti a titolo gratuito, che, quindi, non possono costituire oggetto di ammortamento.
A seguito delle variazioni apportate dal D.L. n. 223/2006, convertito dalla Legge 4 agosto 2006 n. 248, sono mutati, dal 2006, i criteri di ammortamento fiscale dei marchi, nonché dei brevetti e degli altri diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno. La quota massima fiscalmente detraibile nell'esercizio degli ammortamenti dei marchi è stata ridotta all' 1/18 del costo (aliquota massima del 5,56%), rispetto alla precedente misura dell' 1/10 del costo stesso (si veda l'articolo 103 del TUIR 917/86).
Si rammenta che dal punto di vista civilistico, l'ammortamento dei marchi deve invece avvenire "sistematicamente" in relazione alla residua possibilità di utilizzazione.
 
Scritture contabili:
Costo del marchio capitalizzato B.I.4 euro 7.200
 
Ammortamento al 31 dicembre (quota di ammortamento massima dell’esercizio (7.200 x 1/18) = 400):
 
In conto:
Amm.to marchi (B.10.a CE) euro 400     a) Marchi (B.I.4 SP) euro 400
 
Fuori conto (da preferire con utilizzo del fondo):
Amm.to marchi (B.10.a CE) euro 400     a) F.do amm.to Marchi (B.I.4 SP) euro 400
 
Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 31-05-2015
Come aprire una partita IVA ed orientarsi nella fase di Startp Up senza perdere il filo di Arianna.
 
Le ditte individuali ed i professionisti per aprire una partita IVA devono utilizzare il nuovo modello AA9/12:
 
Oltre agli adempimenti burocratici, per impostare l'idea imprenditoriale e per sapere se il progetto di business è finanziabile scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il bilancio deve essere depositato a cura degli amministratori presso il competente Registro Imprese, entro 30 giorni dalla data del verbale di assemblea che ha provveduto alla sua approvazione.
Se il termine cade di sabato o di giorno festivo, la presentazione del bilancio è considerata tempestiva se effettuata il primo giorno lavorativo successivo (art. 3 DPR 558/99). I bilanci approvati entro il 30 aprile vanno quindi depositati entro il 30 maggio e quelli approvati il 30 giugno il termine di deposito scade il 29 luglio.

Sanzione tardivo deposito bilancio.
In base all'articolo 2630 del Codice Civile («Omessa esecuzione di denunce, comunicazioni o depositi»):
«Chiunque, essendovi tenuto per legge a causa delle funzioni rivestite in una società o in un consorzio, omette di eseguire, nei termini prescritti, denunce, comunicazioni o depositi presso il Registro delle imprese, ovvero omette di fornire negli atti, nella corrispondenza e nella rete telematica le informazioni prescritte dall’articolo 2250, primo, secondo, terzo e quarto comma, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 103 euro a 1.032 euro.

Clicca qui per scaricare il lavoro della Commissione Studio Societario dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Viterbo sul Contratto di Rete, gruppo di lavoro Stefano Blanco, Francesco Cacchiarelli, Fabio Egidi, Maria Luisa Fontecedro e Danilo Puliani.

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