Comunicato stampa Unioncamere del 25 novembre 2016
 
Una riforma che ammoderna le Camere di commercio affidando loro funzioni innovative e lancia una sfida che il sistema camerale è pronto a raccogliere grazie alla professionalità dei suoi dipendenti.
Così l’Unioncamere, l’associazione rappresentativa delle Camere di commercio italiane, commenta l’approvazione definitiva della riforma da parte del Consiglio dei Ministri di oggi.
Oltre alla storica e fondamentale competenza sul Registro delle imprese, le Camere di commercio italiane saranno impegnate soprattutto sui temi strategici della digitalizzazione, dell’orientamento e del raccordo fra studenti e mondo del lavoro, della regolazione del mercato, dell’assistenza alle imprese, della cultura, turismo e ambiente. La riforma riduce, fra l’altro, il numero delle Camere di commercio (da 105 a non più di 60), delle Unioni regionali e delle aziende speciali con una semplificazione della governance ed una conseguente riduzione del numero degli amministratori. Viene salvaguardata la presenza sul territorio con la conferma delle sedi distaccate ed introdotti dei criteri trasparenti di valutazione delle performances delle Camere di commercio con un sistema meritocratico per le strutture migliori. La valutazione delle performances è affidata ad un apposito comitato istituito presso il Mise.
“Questa riforma – ha spiegato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello – restituisce al Paese Camere di commercio più efficienti per servire al meglio le imprese italiane. Conferma le Camere quale punto di riferimento sul territorio per le aree vaste e per le piccole e medie aziende, con importanti funzioni innovative su orientamento, digitale, qualità, cultura e turismo. E’ la conclusione di un lungo  percorso – ha aggiunto Lo Bello - attuato dialogando con il Governo, il Parlamento e le Regioni in un’ottica di collaborazione che ha consentito di sciogliere la gran parte dei nodi che mano a mano si sono presentati”.
I compiti nuovi in particolare in materia di orientamento, di alternanza scuola-lavoro, di supporto all’incontro fra domanda e offerta di lavoro, ha concluso il Presidente di Unioncamere,.”sono di grande rilievo per il rilancio della competitività italiana e per favorire la crescita dell’occupazione”.
Comunicato stampa INAIL del 23 novembre 2016
 
Il commissario straordinario dell’Istituto, Massimo De Felice, ha illustrato a Roma – alla presenza del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina – i contenuti del bando Isi Agricoltura 2016. Gli stanziamenti sono destinati a micro e piccole imprese intenzionate a investire nell’acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori e/o macchine agricoli
Dopo le sei edizioni del bando Isi, l’Inail promuove il primo Bando Isi Agricoltura, un’iniziativa analoga specificatamente mirata all’incremento delle condizioni di sicurezza del comparto agricolo, da sempre caratterizzato da elevato rischio infortunistico. I contenuti del Bando sono stati illustrati oggi a Roma, presso il Parlamentino della sede Inail di via IV Novembre 144, dal commissario straordinario dell’Istituto, Massimo De Felice, alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, e del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina.
Come disposto dall’ultima legge di stabilità (208/2015), presso l’Inail è stato istituito un fondo la cui dotazione è pari per il 2016 a 45 milioni di euro – 25 milioni messi a disposizione dall’Istituto e i restanti 20 dal Ministero del Lavoro – e sarà di 35 milioni all’anno a decorrere dal 2017. Il fondo è destinato a sostenere gli investimenti delle micro e piccole imprese del settore della produzione agricola primaria per l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori e/o macchine agricoli, caratterizzati da soluzioni innovative per la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.
Gli interventi da realizzare devono soddisfare l’obiettivo dell’abbattimento in misura significativa delle emissioni inquinanti e del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione. Le aziende agricole che possono accedere agli incentivi sono le imprese individuali, le società agricole e le società cooperative operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.
A partire dal 10 novembre, fino alle ore 18 del prossimo 20 gennaio, le imprese interessate potranno inserire sul portale dell’Inail, nella sezione “accedi ai servizi online”, il progetto per il quale viene richiesto il finanziamento. Dal 1° febbraio le imprese i cui progetti hanno raggiunto i criteri di ammissibilità previsti dal bando potranno scaricare il codice identificativo che dovranno utilizzare nel click day, il giorno dedicato all’inoltro telematico, che sarà reso noto sul portale Inail a partire dal 30 marzo 2017.
Gli incentivi, distribuiti in budget regionali e provinciali, saranno assegnati tenendo conto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande e sono ripartiti in due assi di intervento: il primo, da cinque milioni di euro, è riservato ai giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria, mentre il secondo, da 40 milioni di euro, è destinato alla generalità delle imprese agricole. Ogni azienda potrà presentare una sola domanda e per uno solo dei due assi di finanziamento previsti.
Il contributo in conto capitale coprirà il 50% delle spese ammissibili sostenute e documentate dalle imprese agricole dei giovani agricoltori e il 40% di quelle sostenute e documentate da tutte le altre aziende. Per ciascun progetto il finanziamento potrà essere compreso tra un minimo di mille euro e un massimo di 60mila euro. I fondi saranno erogati dopo la conclusione del progetto, ma nel caso di contributi superiori a 30mila euro è possibile richiedere un anticipo pari a metà dell’importo. L’anticipo, però, non può essere concesso per i progetti che prevedono il noleggio di trattori e/o macchine agricoli con patto di acquisto.
Comunicato stampa INPS del 30 novembre 2016
 
La Legge 24 dicembre 2007, con l’art. 1, comma 60, n. 247, per promuovere la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, ha previsto, l’applicazione di una riduzione dei contributi dovuti per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese in possesso di particolari requisiti.
L’INPS (con circolare n. 130 del 13 novembre 2012) e l’INAIL (con circolare n. 61 del 9 novembre 2012) hanno fornito le istruzioni le modalità e i termini per la presentazione delle istanze per ottenere la predetta riduzione contributiva.
Con Il Messaggio del 29 novembre 2016 si comunica che a seguito dell’istruttoria delle domande presentate per il riconoscimento della riduzione dei contributi INAIL, per uno o più anni, sono state individuate le aziende a cui si applica il beneficio.
L’azienda interessata e il suo intermediario delegato saranno informati del riconoscimento della riduzione e del relativo importo riconosciuto a titolo di riduzione contributiva, mediante una comunicazione presente nella sezione “News individuali” del Cassetto Previdenziale Aziende Agricole dell’INPS.
Comunicato stampa ABI del 2 dicembre 2016
 
Focus sull’inclusione finanziaria dei migranti e sullo stato d’arte della rendicontazione di sostenibilità.
L’inclusione finanziaria ha un’importante impatto nel processo di integrazione sociale ed economica dei migranti. A fine del 2015 oltre 2,5 milioni i conti correnti intestati a cittadini di 22 nazionalità. In pratica 3 migranti su 4 dispongono di un conto con cui accedere ai principali servizi finanziari.
Sono questi i principali dati che emergono dall’ultima indagine dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Economica e Finanziaria dei migranti, condotta su un campione rappresentativo dell’80% del settore bancario in termini di totale attivo, e presentata nel corso del Forum Csr 2016, l’appuntamento annuale che l’ABI dedica alla responsabilità sociale d’impresa (Corporate social responsibility) che si conclude oggi a Roma.
Alla sua undicesima edizione il convegno si conferma occasione di confronto per gli operatori nazionali e internazionali interessati a promuovere l’integrazione della sostenibilità nel business anche attraverso l’utilizzo di indicatori ambientali, sociali e di governance, e a investire sulla cultura della sostenibilità.
Secondo l’Osservatorio, nato dalla collaborazione fra l’Abi e il Ministero dell’Interno e gestito dal Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), la metà dei conti correnti intestati a cittadini migranti include l’internet banking, il 41% dispone di servizi di finanziamento, il 40% di servizi assicurativi e il 15% di servizi di investimento. Per ogni conto corrente sono previsti in media 1,5 strumenti di pagamento e due servizi di gestione della liquidità.
Sempre secondo l’Osservatorio i cittadini immigrati continuano ad investire sul “mattone”: i finanziamenti per acquisto della casa rappresentano il 33% del totale dei crediti concessi dalle banche, in crescita del 2,7% rispetto al 2014. Aumentano i flussi complessivi delle rimesse dall’Italia. Crescono del 10,5% anche le micro imprese a titolarità straniera appartenenti al comparto small business delle banche. Nel 2015, infatti sono state oltre 122mila le aziende gestite da imprenditori immigrati contro le 110mila del 2014. Le imprese femminili rappresentano il 31,7% del portafoglio small business con titolare straniero e fanno registrare tassi di crescita superiori alla media negli ultimi 4 anni.
In chiusura del convegno è stata presentata anche l'indagine Abi sullo stato dell'arte della Rendicontazione di sostenibilità, condotta su un campione rappresentativo dell’85% del settore in termini di totale attivo.
Lo studio traccia le linee evolutive della rendicontazione di sostenibilità nel settore bancario.
In particolare: tra i modelli di rendicontazione non finanziaria presi a riferimento si afferma per il 99% del campione l’utilizzo delle linee guida internazionali Global Reporting Initiative (GRI); per l'85% del campione il CFO (Chief Financial Officer, Direttore Finanziario) è tra i soggetti che approva i contenuti della rendicontazione; l'83% evidenzia un sempre maggiore coinvolgimento di tutta la struttura aziendale nel processo di rendicontazione.
Le banche italiane, oggi più che mai, contribuiscono allo sviluppo sostenibile delle comunità in cui operano, integrando e condividendo le conoscenze e le "buone pratiche”, individuando le informazioni significative e veicolandole nei modi più opportuni per raggiungere i target desiderati. La gestione delle informazioni non finanziarie e dei conseguenti processi decisionali, contribuisce alla capacità dell’azienda di creare valore, anche attraverso un maggiore coinvolgimento di tutti i membri dell’organizzazione che identificano, ognuno per i diversi ambiti di competenza, obiettivi di sostenibilità, da integrare nella strategia dell’impresa, con riflessi sul piano operativo.
Comunicato stampa ABI del 12 novembre 2016
 
Nasce “Smart 2020”, una nuova applicazione riservata alle banche aderenti al Progetto speciale di ABI “Banche 2020” utile a navigare tra le numerose opportunità di incentivazione per le imprese.
L’app costituisce un valido supporto informativo per banche e imprese clienti per orientarsi agilmente nell’ampio ventaglio delle agevolazioni rese possibili dalle politiche europee, con particolare riferimento – tra i diversi settori produttivi coperti – a quelli che rientrano nell’ambito della Strategia europea 2020 (i comparti della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione tecnologica).
Questo nuovo strumento supporterà quindi le banche nel primo approccio con la clientela imprese al fine di individuare gli strumenti pubblici, nazionali e regionali, più adatti per realizzare gli obiettivi di investimento eventualmente in connessione con i prodotti di finanziamento offerti dalla stessa banca.
Lo strumento è stato sviluppato, in collaborazione con Warrant Group, nell’ambito del Progetto “Banche 2020” a cui aderiscono le principali banche italiane (che rappresentano il 60% circa del totale attivo del settore), che ha l’obiettivo di promuovere un migliore e più efficace utilizzo degli interventi di sostegno alle imprese realizzati con i Fondi strutturali dell’Unione europea. Vi è infatti piena consapevolezza, tra le banche italiane, che i fondi comunitari costituiscono una leva finanziaria strategica per lo sviluppo del Paese e la loro ottimale allocazione rappresenta un’opportunità che va colta al massimo del suo potenziale.

La tenuta della contabilità di magazzino è obbligatoria, a partire dal secondo periodo d’imposta successivo a quello nel quale, per la seconda volta consecutiva, l’azienda abbia superato congiuntamente i seguenti limiti:

• ricavi superiori a euro 5.164.568,99;
• rimanenze totali superiori a euro 1.032.913,80.

Per i commercianti all’ingrosso le movimentazioni da rilevare, di regola solo per quantità e nell’unità di misura scelta (pezzi, metri, ecc.), riguardano:

  • Le quantità risultanti dall’inventario iniziale;
  • Le quantità delle merci entrate in magazzino che risultano generalmente dai documenti di trasporto o dalle fatture emesse dai fornitori oppure dai documenti di trasporto emessi dai clienti per i resi di merci o dalle bolle doganali d’importazione - e la specifica della natura dell'operazione (acquisto, reso da clienti ecc.);
  • Le quantità di merce uscita dal magazzino anche qui che risultano generalmente dai documenti di trasporto o dalle fatture emesse ai clienti o dai documenti di trasporto dei fornitori per i resi di merci o dalle bolle doganali di esportazione e la specifica della natura sottostante (vendita, reso a fornitori, ecc.);
  • Le quantità risultanti dall’inventario di fine anno.

Le registrazioni delle quantità in carico e in scarico di ogni singolo bene devono essere fatte in modo sistematico e in ordine cronologico. Relativamente alla periodicità delle annotazioni si precisa che le stesse possano essere effettuate, sia con riferimento a singoli movimenti o con totale giornaliero, sia in forma riepilogativa, purché con periodicità non superiore al mese.


I termini sopra riportati non hanno niente a che vedere con quanto previsto dall’art. 22 del D.P.R. n.600/73 “tutte le registrazioni nelle scritture cronologiche devono essere eseguite non oltre 60 giorni” che riguarda invece l’esecuzione materiale delle registrazioni.

La stampa del registro di magazzino va invece effettuata entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione dei redditi dell’azienda.

 

Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli 11-11-2016

 

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Il contributo Enasarco 2016 per le agenti individuali e le società di persone è pari al 15,10%, di cui:
- 7,55% a carico del preponente;
- 7,55% a carico dell’agente (sotto forma di trattenuta espressamente indicata nella fattura di provvigioni).
Il pagamento viene effettuato dalla ditta preponente che è responsabile anche della quota trattenuta all'agente.

Per l'anno 2015, il contributo è richiesto per ciascun mandato, nel limite del massimale annuo di euro 37.500,00 di provvigioni per i monomandatari, e di euro 25.000,00 per i plurimandatari.

Per l’anno 2016, gli importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali resteranno invariati rispetto a quelli del 2015.

Il massimale provvigionale non è frazionabili in rapporto all’anno. Dal 2016 il massimale Enasarco verrà determinato applicando al massimale 2015 la rivalutazione ISTAT.

I contributi Enasarco sono versati trimestralmente entro il 20 del secondo mese successivo al trimestre di competenza.

Comunicato stampa Unioncamere del 7 ottobre 2016

Sono oltre 15mila le imprese che puntano a crescere collaborando Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo le regioni a maggiore vocazione a fare rete Sanità, utility e servizi professionali i settori più aperti
Tra le cooperative, la rete ha una marcia in più
Contratti di rete ancora in crescita in Italia. A Settembre scorso questo modello di aggregazione tra imprese ha superato le 3mila esperienze, coinvolgendo oltre 15mila aziende sparse su tutto il territorio nazionale, nessuna provincia esclusa. A livello regionale, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di imprese che hanno stipulato un contratto di rete (2.647), seguita da Toscana (1.544), Emilia-Romagna (1.509), Veneto (1.373) e Lazio (1.342). E’ quanto risulta dal monitoraggio di Unioncamere e InfoCamere sui contratti di rete depositati al Registro delle imprese alla data del 3 settembre scorso.
Al netto di Roma e Milano cui va il naturale primato per numerosità di aziende coinvolte (rispettivamente 974 e 920), da questa mappa emerge la forte vocazione di alcune province mediopiccole alla collaborazione tra imprese, come Brescia (407), Verona (330), Bergamo (320) e Udine (309), tutte tra le prime dieci posizioni della classifica provinciale.
Un identikit che assume un profilo ancora più netto se si raffronta il numero di imprese in rete con il totale delle imprese esistenti in ogni territorio: più disponibili alla collaborazione gli imprenditori del Friuli-Venezia Giulia (6,4 imprese in rete ogni mille con sede in regione rispetto ad una media nazionale del 2,5), poi quelli dell’Abruzzo (5,5) e Toscana (3,7).
Quanto alla tipologia di impresa che più delle altre dimostra una spiccata vocazione a collaborare , il primato va alle cooperative: per ogni mille imprese registrate, infatti, le coop che hanno dichiarato di avere sottoscritto un contratto di rete sono 9,3 un valore più che doppio rispetto al 4,2 del giugno 2014. In termini assoluti, invece, la parte del leone tra le imprese che aderiscono ad un contratto di rete la fanno le società di capitale (8.870 imprese, pari al 57,4% del totale) per un rapporto di 5,7 imprese ogni mille registrate con la stessa natura giuridica.
Infine, dall’ultima rilevazione si evidenzia un irrobustimento del fenomeno dei contratti di rete: al 3 settembre scorso, infatti, le reti con più di 10 imprese aderenti sono il 12% del totale, 3 punti in più rispetto al giugno del 2014. A perdere terreno sono state le reti di medie dimensioni (4-9 imprese aderenti), passate dal 47,2 al 43,2% del totale. In lieve aumento quelle più piccole (con meno di 4 imprese aderenti), passate dal 43,7 al 44,8% nel periodo considerato).
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