Comunicato stampa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 1 agosto 2017.
Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della riforma del Servizio Civile Universale, della disciplina del 5 per mille e dell'impresa sociale, domani sarà pubblicato il Codice del Terzo Settore, un provvedimento tanto atteso dal mondo dell'associazionismo e del volontariato, che prevede diverse novità per la generalità degli enti di Terzo Settore.
"Abbiamo fatto un'opera di riordino della copiosa legislazione esistente, ma anche introdotto novità importanti - dichiara il Sottosegretario Bobba - riconoscendo per la prima volta la normativa per gli "Enti del Terzo Settore" (ETS).
Se dovessi riassumere con alcune parole chiave questo provvedimento non avrei dubbi: trasparenza, autonomia, solidarietà, cittadinanza partecipata e impresa sociale. Dopo circa tre anni di lavoro, domani sarà un giorno importante; siamo allo stesso tempo alla conclusione di un percorso, ma anche all'avvio di una nuova fase. L'applicazione della riforma è una pagina ancora tutta da scrivere e tutti, associazioni, enti, istituzioni, imprese, investitori sociali e anche singoli cittadini saranno i protagonisti di questa nuova sfida.
Comunicato stampa UNIONCAMERE del 18 agosto 2017.
Sempre meno imprese stanno portando i libri in tribunale. Tra aprile e giugno 2017, infatti, secondo i dati ufficiali Unioncamere-Infocamere, sono fallite 3.008 imprese, contro le 3.537 del corrispondente periodo del 2016. In termini percentuali, la frenata è stata del 15% e segna una conferma del risultato dello scorso anno, quando si era già registrata una flessione del 3% rispetto al 2015. In relazione alla struttura imprenditoriale italiana, il fenomeno delle aperture di procedure fallimentari riguarda dunque un numero di imprese molto limitato.
La riduzione del flusso di nuovi fallimenti è stata più consistente in termini percentuali nel Nord Est (-16,8% rispetto al secondo trimestre 2016) e nel Mezzogiorno (-16,5%). Nelle regioni del Nord Ovest le aperture di procedure fallimentari sono state il 14,7% in meno dello scorso anno e al Centro il -12,2%.
A livello settoriale, il calo di procedure fallimentari interessa in particolare le costruzioni
(-24,8% rispetto al secondo trimestre 2016), il trasporto e magazzinaggio (-21,1%), le attività manifatturiere (-16,9%) e il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-12,9%).
Comunicato stampa UNIONCAMERE del 7 agosto 2017.
Le imprese guidate dai giovani spingono sull’acceleratore e trainano la crescita del tessuto imprenditoriale italiano. Nei primi sei mesi dell’anno, quasi una nuova impresa su 3 (il 30,4%) è guidata da imprenditori under 35. Rispetto alla fine del 2016, il loro numero è aumentato del +6,1%, contro lo 0,3% del totale delle imprese, mettendo a segno tra gennaio e giugno un saldo positivo di 36.965 unità. Sale così a 566.268 il numero delle imprese capitanate da giovani con meno di 35 anni presenti a fine giugno 2017 nel Registro delle imprese delle Camere di commercio. E’ quanto emerge dall’analisi di Unioncamere-Infocamere sulla natimortalità delle imprese giovanili nel primo semestre di quest’anno.
Complessivamente, al 30 giugno scorso era under 35 quasi una impresa italiana ogni dieci, con punte di maggior presenza in settori come le attività di lotterie, scommesse e case da gioco (1 su 4), i servizi postali e attività di corrieri (1 su 5) e i servizi per gli edifici e il paesaggio (pulizia e giardinaggio), dove il 15% del totale delle imprese è giovanile. Ma guardando le nuove iscrizioni emerge una mappa dei settori produttivi sui cui i giovani stanno ora maggiormente scommettendo. Al primo posto c’è il settore delle telecomunicazioni, in cui quasi una nuova impresa su due (il 48,2%) di quelle aperte tra gennaio e giugno è guidata da under 35. Vicinissime (47,5%) le attività nei servizi finanziari e oltre il 40% le già citate attività delle lotterie, i servizi postali e di corriere e i servizi alla persona. A fortissima vocazione giovanile anche le attività forestali (39,7% di tutte le nuove aperture nel semestre) e quelle legate a pubblicità e ricerche di mercato (39,5% del totale delle new entry).
La Sardegna è la regione in cui, nel primo semestre 2017, le imprese giovanili hanno accelerato di più il passo: +10,4% il saldo tra iscrizioni e cessazioni e +1.756 le imprese. A seguire la Basilicata (+9%, +605) e il Trentino Alto Adige (+7,9%, +740). A livello provinciale, spicca l’intraprendenza dei giovani nuoresi (+491 imprese nel periodo gennaio-giugno 2017, per un tasso di crescita del 13,9%), seguiti dagli oristanesi (+562, +16,4%) e dai reatini (+179, +11,4%).
Le imprese giovanili sono all’avanguardia nella scelta della forma giuridica da adottare: aumentano del 9% nei primi sei mesi 2017 le società di capitali (contro il 2,1% del totale imprese), sfiorando le 109mila unità. Aumenti che sfiorano il 6% interessano anche le imprese individuali (contro il -0,2% fatto registrare dal totale imprese) che, con 404mila imprese registrate a fine giugno 2017 restano comunque la forma giuridica più diffusa anche tra i giovani capitani d’impresa.
Comunicato stampa del Ministero dello sviluppo economico del 8 agosto 2017.
E' stato firmato oggi dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda il decreto per la riforma ed il riordino delle Camere di Commercio.
Con gli accorpamenti e la rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, il numero delle Camere di Commercio passerà da 95 a 60, così come viene ridefinito il numero delle Aziende speciali, che passano dalle 96 attuali a 58.
“Il decreto razionalizza e rende più efficiente l’intero settore - ha commentato il Ministro Calenda - Si e' giunti a compimento di un percorso avviato nel 2016 sulla base della proposta di Unioncamere che ha come risultato un piano complessivo di razionalizzazione delle sedi delle singole Camere di Commercio. La riforma porterà risparmi importanti, una più razionale riallocazione del personale, maggiori servizi alle imprese e una rimodulazione dell’offerta anche in relazione alle opportunità del piano Industria 4.0”.
Attraverso i commissari ad acta si provvederà ad agevolare l’istituzione delle nuove Camere di Commercio derivanti dagli accorpamenti previsti dal Piano di riordino. Viene salvaguardata la presenza di almeno una Camera di Commercio in ciascuna Regione, sulla base dei criteri stabiliti dal decreto legislativo n. 219/2016. La riforma mira ad un maggior dinamismo dell’intero sistema imprenditoriale, ridefinendone i punti di riferimento sul territorio, in ragione degli obiettivi e delle strategie comuni.
Il sottotitolo del libro - "Quello che i figli insegnano ai ricchi sul denaro" - suggerisce una trattazione non squisitamente tecnica o perlomeno rivolta ad un pubblico molto vasto. Da una certezza si può decisamente partire per commentare il libro in oggetto, ovvero che Robert Kiyosaki non è un economista. Questo aspetto risulta centrale ad avviso dello scrivente perchè, pur trattando di economia, il testo si avvicina più ad un romanzo autobiografico con il giovane Kiyosaki che affronta le vicissitudini della vita e - grazie ad un mentore/businessman con il pallino per l'apologia del rischio d'impresa - si instrada verso quella che lui stesso definisce "libertà finanziaria". Ciò non toglie, però, i meriti di un volume che propone spunti di riflessione importanti, riguardanti in particolare la propensione del genere umano a considerare "eterno" tutto ciò che è "sicuro". Tale sillogismo, infatti, ha portato - e paradossalmente porta ancora - moltissime persone a cercare nel mondo del lavoro l'ambitissimo "posto fisso"; garanzia di gioia e prosperità e soprattutto di un accesso al credito quasi illimitato.
La crisi che dal 2008 imperversa nel globo ha, però, incrinato lo slogan Eterno&Sicuro portando grandi gruppi multinazionali e nazionali ad operare licenziamenti di massa, lasciando così decine di migliaia di lavoratori, senza particolari capacità di auto-gestione e pieni di rate, nel deserto della ricollocazione degli ex dipendenti dei suddetti grandi gruppi aziendali. Da qui la disperazione e l'indignazione di intere porzioni della società virtualmente ricche ma praticamente - ormai - povere.
Ad oggi la crisi, ormai divenuta "nuova normalità", continua a spaventare coloro che attendono l'intervento salvifico di istituzioni elefantiache che cercano di difendere se stesse da una globalizzazione imperante. La risposta di Kiyosaki è di intraprendere attività più rischiose (come aprire un'attività imprenditoriale o investire nel mercato immobiliare) dotandosi di quella che egli stesso definisce "intelligenza finanziaria" combinata ad una buona dose di coraggio. La formula motivazionale dettata dall'autore, seppur semplicistica, centra perlomeno l'obiettivo di scrollare il "benestante occidentale" dalla visione dei governi centrali come tutori dell'ordine costituito; ordine che oramai appartiene all'epoca della pre-globalizzazione.
 
Articolo redatto dal Dott. Riccardo Cerulli - 14/08/2017
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