L’obbligo fiscale della tenuta della scritture ausiliare di magazzino scatta per tutte le aziende in contabilità ordinaria che superino congiuntamente alcuni requisiti in termini di ricavi e di rimanenze.
 
Limiti dimensionali
L’articolo 1 del D.P.R. n. 695 del 9 dicembre 1996 ha previsto che la contabilità di magazzino deve essere tenuta a partire dal secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui per la seconda volta consecutivamente e congiuntamente:
 
  • l’ammontare dei ricavi (di cui agli artt. 57 ed 85 del TUIR) sia superiore ad Euro 5.164.568,99, e

  • il valore complessivo delle rimanenze finali sia superiore ad Euro 1.032.913,80.

L'obbligo della contabilità di magazzino cessa a partire dal primo periodo di imposta successivo a quello in cui, per la seconda volta consecutiva, l'ammontare dei ricavi e il valore delle rimanenze finali, risultano inferiori ai sopraccitati limiti.

Soggetti obbligati
Le imprese commerciali, industriali e di servizi in contabilità ordinaria, a prescindere dalla loro forma giuridica prescelta. Parliamo quindi di:
‒ le società di capitali;
‒ gli enti pubblici e privati diversi dalle società che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
‒ le società di persone ed enti equiparati quali le società di fatto che esercitino attività commerciali e le società di armamento;
‒ gli imprenditori-persone fisiche;
‒ gli enti non commerciali qualora esercitino anche un’attività commerciale (art. 20 DPR 600/73);
‒ le imprese agricole e di allevamento, ma solo se esercitate da società di capitali o di persone.
 
Soggetti esclusi
Sono esonerati dalla contabilità di magazzino ad esempio:
- gli esercenti commercio al minuto e promiscuo (ingrosso e minuto) nell’ambito degli stessi locali ( R.M. n. 9/1274 del 9/1/1986 ). Per i commercianti al minuto scatta l’obbligo solo per i movimenti di carico e scarico dei magazzini che riforniscano due o più negozi o altri punti vendita;
- i soggetti che effettuano prestazioni alberghiere;
- gli imprenditori individuali minori;
- i lavoratori autonomi e quelli con attività occasionale;
- gli imprenditori agricoli e di allevamento
- le imprese che lavorano su commesse di durata ultrannuale per la parte dei materiali direttamente imputabili a tali lavori ( C.M. n. 36/9/1918 del 22/9/1982 ).

Modalità di tenuta della contabilità di magazzino
Le scritture ausiliarie di magazzino possono essere tenute in forma libera, per cui possono concretizzarsi in libri, tabulati, schede o simili e non sono soggette a vidimazione, a tassa di concessione governativa e ad imposta di bollo
Le registrazioni nelle scritture cronologiche,  possono essere giornaliere o riepilogative (non superiori però al mese) ma devono essere eseguite non oltre 60 giorni a decorrere dal ricevimento dei documenti o dall’emissione dei documenti interni (per le registrazioni giornaliere) o dalla fine del mese di riferimento (per le registrazioni riepilogative).
I dati obbligatoriamente e sistematicamente da registrare riguardano le quantità iniziali risultanti dall’inventario; le quantità di prodotti entrati in magazzino e la provenienza (ad es. acquisti o resi da clienti); le quantità di prodotti usciti dal magazzino e la destinazione (ad es. vendite o resi ai fornitori) e le quantità finali risultanti dall’inventario.
La stampa va eseguita entro tre mesi dal termine della presentazione della dichiarazione dei redditi e quindi per la generalità dei soggetti le scritture di magazzino vanno stampate entro il 31 dicembre.

Norme fiscali
L’art. 14, comma 1 lett. d)  del D.P.R. n. 600/73  e l’ art. 1 del DPR  9 dicembre 1996, n. 695.  

Sanzioni
L’omessa tenuta delle scritture ausiliarie di magazzino o la loro mancata esibizione ai funzionari accertatori che ne abbiano fatta richiesta, concretizza la possibilità per l’Ufficio di procedere ad un accertamento induttivo.
L’art. 9 del D.Lgs. n. 471/1997 prevede per:
la mancata tenuta o conservazione di documenti e scritture contabili nonchè dei  libri, documenti e registri, la cui tenuta e conservazione è imposta da leggi tributarie;
il rifiuto di esibirli o la sottrazione di essi in sede di accesso ovvero quando tale condotta interessi libri e registri dei quali, ancorché non obbligatori, l’esistenza risulti con certezza;
una sanzione di carattere amministrativo da 1.032,91 euro a 7.746,85 euro, che può essere ridotta nel caso di scarsa rilevanza dell’irregolarità e
se non ne è derivato ostacolo all’accertamento delle imposte dovute.  
 
Articolo redatto da Francesco Cacchiarelli il 22-04-2016